martedì, aprile 07, 2009

 

Viva Zuma!


Jacob Zuma (nella vignetta di Zapiro) può tirare un sospiro di sollievo. Dopo otto anni di indagini, oggi la National Prosecuting Authority sudafricana, la procura generale della Repubblica, ha annunciato di aver fatto cadere i sedici capi d’accusa per corruzione, frode, racket e riciclaggio di denaro contro il leader dell’African National Congress. Mentre i sostenitori di Zuma, candidato alla presidenza del Paese nelle prossime elezioni del 22 aprile, festeggiano una vittoria annunciata, i partiti di opposizione gridano allo scandalo e annunciano battaglia, parlando senza mezzi termini di "una giornata nera per il diritto, destinata a segnare la storia del Sudafrica": “E’ un giorno vergognoso nella storia del nostro Paese” ha detto Bantu Holomisa, capo di United Democratic Movement (Udm). Sulla stessa linea Mvume Dandala, candidato del Congress of the People (Cope) per l’elezione alla presidenza che seguirà il voto legislativo del 22 aprile. “Sul merito del procedimento a carico di Zuma – ha sottolineato il dirigente - non abbiamo saputo nulla. La gente vuole conoscere la verità: è innocente o colpevole?” A questa domanda non ha risposto neanche il procuratore generale Mokotedi Mpshe, che nel definire “impossibile e non auspicabile” una continuazione del processo ha sottolineato che la decisione annunciata oggi “non equivale a un’assoluzione”.
Nei mesi scorsi c’erano già stati interventi per impedire un processo a carico di Zuma. In settembre il giudice Chris Nicholson aveva deciso la sospensione del procedimento per vizi procedurali e denunciato presunte interferenze nell’attività della magistratura da parte dell’allora presidente sudafricano Mbeki. Questa versione è stata respinta in secondo grado alcuni mesi fa: Nicholson, si afferma nella sentenza della Suprema corte di Bloemfontein, “oltrepassò i limiti dei suoi poteri” e propose “una personale teoria della cospirazione”. Le accuse di interferenze mosse al governo furono strumentali alla violenta campagna di pressioni organizzata dalla dirigenza dell’Anc per costringere Mbeki alle dimissioni.
Voci sul possibile stop al processo contro Zuma circolavano nel Paese già da due settimane. Da quando, cioè, alcune anticipazioni della stampa locale avevano portato alla luce i tentativi del team di Zuma di affossare le indagini riguardanti presunte tangenti ottenute dal leader dell’Anc per proteggere la compagnia francese Thales, che alla fine degli anni Novanta aveva ottenuto un contratto multimilionario per la fornitura di armi al Sudafrica. Secondo quanto dichiarato oggi dalla NPA, le prove portate dal team di Zuma, comprendenti intercettazioni a politici e poliziotti, avrebbero fatto emergere una sorta di disegno politico per incastrare il leader dell’ANC. Nelle intercettazioni sarebbero coinvolti sia l’ex leader della NPA, Bulelani Ngcuka, sia Leonard McCarthy, il capo dell’ormai dismessa unità investigativa degli Scorpions, creata negli anni Novanta proprio per occuparsi della corruzione dilagante nel Paese.
Vittima di un processo politico, come dicono i suoi sostenitori, o manipolatore della giustizia, come sostiene l’opposizione? Quale che sia il giudizio sul personaggio, Zuma, uscito vincitore dalla lotta contro l’ex presidente Thabo Mbeki nell’ultimo congresso dell’ANC, ha la strada spianata in vista delle presidenziali. Il suo partito è accreditato del 64 percento delle preferenze, un margine enorme nei confronti dei partiti di opposizione. Se raggiungesse il 70 percento, permetterebbe al partito di modificare da solo la Costituzione. Campione della maggioranza povera della popolazione e delle zone rurali, il populista Zuma può concentrarsi da oggi su un’elezione impossibile da perdere, lasciandosi alle spalle il suo scomodo passato giudiziario. Oltre alle accuse di corruzione, stralciate e riprese dalle autorità più volte negli ultimi anni, Zuma è uscito indenne anche da un processo per stupro, nel quale suscitò lo scandalo di mezzo mondo raccontando di essersi “fatto una docciaper minimizzare il rischio di Aids dopo aver fatto sesso con una donna sieropositiva.
Il sospetto, adombrato dalla fuga di notizie delle ultime settimane, è che Zuma abbia comprato la propria libertà minacciando di coinvolgere nel processo le più alte cariche dell’ANC, compreso l’ex presidente Mbeki, provocando così un terremoto istituzionale devastante per il Paese proprio alla vigilia dei Mondiali del 2010. Secondo l’opposizione, insomma, invece di proseguire le indagini, le autorità sudafricane avrebbero preferito nascondere la polvere sotto il tappeto, secondo la logica del “tutti colpevoli, nessun colpevole”. L’Anc, che ha bollato come illazioni le accuse contro l’operato della Npa, nei giorni scorsi aveva però alimentato le polemiche, dichiarando che una prosecuzione delle indagini non sarebbe stata nell’interesse del Paese. Liberando così dalle pastoie giudiziarie il suo cavallo migliore, in nome di una ragion di stato che, all’opinione pubblica, non è dato conoscere. Che significa che la decisione di lasciar perdere Zuma "non equivale a un'assoluzione"?
(Fonti: Mail&Guardian, Misna, Panorama)

AGGIORNAMENTI MISNA (8/4/2009):
Il partito di opposizione ‘Alleanza democratica’ ha presentato ricorso presso l’Alta corte di Pretoria contro la sospensione del processo per riciclaggio di denaro sporco, frode e corruzione a carico di Jacob Zuma, il presidente dell’‘African National Congress’ considerato il possibile nuovo capo dello stato. Nei giorni scorsi, la decisione della Procura generale di sospendere il procedimento nei confronti di Zuma era stata condannata da tutte le maggiori forze di opposizione.

“La decisione della procura generale di non continuerà il procedimento a carico di Jacob Zuma, ha negato sia a Zuma che al paese di stabilirne l’innocenza o la colpevolezza una volta per tutte attraverso i normali percorsi giudiziari”: a dirlo, in una nota, è stato il portavoce della Conferenza episcopale sudafricana (Sacbc), l’arcivescovo di Durban Wilfrid Napier. Per la Sacbc, tuttavia, questo il momento di sottrarsi a “questa spiacevole situazione” e di “impegnarsi” per un governo trasparente e responsabile. “È necessario – ha concluso monsignor Napier – che chiunque sia in posizione di responsabilità ricavi da questo episodio la voglia di combattere la corruzione in ogni sua forma”. Jacob Zuma, presidente dell’African National Congress (Anc), è accusato di frode, riciclaggio di denaro sporco e corruzione per un giro di tangenti chieste a un’azienda di armi francese. La decisione, definita dal procuratore generale Mokotedi Mpshe la “più difficile” della sua carriera, giunge due settimane prima delle elezioni legislative alle quali Zuma partecipa come capolista dell’Anc e possibile nuovo capo dello stato. Per l’accusa di aver versato tangenti all’azienda francese è stato già processato e condannato Schabir Shaik, consulente finanziario e stretto collaboratore di Zuma. Il dirigente dell’Anc ha sempre sostenuto di essere vittima di una macchinazione politica e ha perfino denunciato un presunto coinvolgimento dell’ex presidente Thabo Mbeki, che si è dimesso in settembre al culmine della crisi politica aperta dalla disputa giudiziaria. La decisione della procura generale è stata condannata con decisione dall’opposizione: Helen Zille, capo dell’Alleanza democratica, ha parlato di “crisi istituzionale”.

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sabato, aprile 04, 2009

 

SA: permessi di lavori speciali per i migranti dello Zimbabwe


Il governo del Sudafrica ha deciso di concedere permessi di soggiorno della durata di sei mesi a tutti i migranti provenienti dallo Zimbabwe, in moltissimi casi alla ricerca di un lavoro che nel loro paese hanno difficoltà a ottenere. Secondo Jackie MacKay, direttore generale del dipartimento immigrazione del ministero degli Interni, in questo modo Pretoria conta di ridurre il numero dei migranti richiedenti asilo e allo stesso tempo contribuire alla ripresa economica del paese vicino. “Molti abitanti dello Zimbabwe - ha detto MacKay all’emittente inglese ‘Bbc’ - non sono richiedenti asilo ma migranti per motivi economici: arrivano da noi per lavorare e poi tornare a casa con un po’ di soldi. Crediamo che la disposizione del governo favorisca l’afflusso di valuta straniera nello Zimbabwe e contribuisca alla ricostruzione di questo paese”. Negli ultimi anni milioni di cittadini dello Zimbabwe hanno oltrepassato il confine in cerca di opportunità di lavoro. Questa situazione potrebbe cambiare in conseguenza della recente entrata in carica di un governo di unità nazionale che ha promesso di concentrare gli sforzi nella lotta contro la disoccupazione e la penuria di generi alimentari. In settimana, l’esecutivo di Harare ha presentato alla Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) un piano economico triennale del valore di circa sei miliardi e 500 milioni di euro che potrebbe essere realizzato con il contributo di creditori internazionali.
(Fonte: Misna)

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venerdì, aprile 03, 2009

 

Altre polemiche sulle gare in altura

L'Argentina, reduce dal pesantissimo 6-1 subito dalla Bolivia in un match valido per le qualificazioni ai Mondiali del prossimo anno, fa i conti con una delle sconfitte piu' pesanti della sua storia calcistica. Ma il preparatore atletico della Seleccion, Fernando Signorini, da' la colpa all'altitudine - 3600 metri - di La Paz, capitale della Bolivia, dove si e' disputato l'incontro. "Giocare in altura, a 3600 metri, puo' far morire un calciatore. Ne sono assolutamente convinto", ha dichiarato Signorini intervistato dall'emittente argentina 'Radio La Red'. "Chi ci e' abituato e' molto avvantaggiato, si tratta di un vero e proprio doping ambientale", ha aggiunto. "Con quel caldo e quell'altitudine, i giocatori dell'Argentina quasi non riuscivano a respirare e ditemi voi se questo e' calcio. Non e' stata una partita seria". (Agr)
Qualcuno ricorda calciatori morti a La Paz? Che ne pensate?

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martedì, marzo 31, 2009

 

Abidjan

Come accennato nel post precedente, la tragedia di Abidjan ha segnato il fine settimana di rincorsa a Sudafrica 2010: vi rimando di nuovo al Bar delle Antille.
La Misna, intanto, comunica che il governo e le autorità sportive della Costa d'Avorio hanno promesso di individuare e processare i responsabili dell’incidente che ha provocato domenica la morte di almeno 22 persone all’ingresso dello stadio di calcio della capitale. A causare la strage, prima dell’inizio della partita Costa d’Avorio-Malawi, sembra esser stato lo sfondamento di un cancello da parte di un gruppo di tifosi.

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sabato, marzo 28, 2009

 

Il calcio di rigore perfetto

Subito dopo la figuraccia planetaria dei giovani portoghesi, un gruppo di ricercatori della John Moores University, di Liverpool, avrebbe elaborato la formula matematica per calciare un rigore imparabile.
Dopo una ricorsa di 5-6 passi bisogna colpire il pallone con angolo di 20 o 30 gradi e dargli una velocita' di 105 chilometri orari, puntando mezzo metro sotto la traversa e mezzo metro verso l'interno della porta.
Per intercettarlo il portiere dovrebbe avere almeno una laurea in Trigonometria Quantistica.
(Fonte: AGI)
Beh, io l'ho presa da Cacao.

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martedì, marzo 24, 2009

 

Il Sudafrica nega il visto al Dalai Lama e gli altri Nobel boicottano la conferenza

Altro copiaincolla (da Repubblica.it), ma fondamentale. E approfondirò l'argomento, promesso:

Dopo il rifiuto degli altri Premi Nobel di partecipare alla conferenza per la Pace legata ai Mondiali di calcio che si terranno in Sudafrica nel 2010, dal momento che il governo aveva negato il visto al Dalai Lama, gli organizzatori hanno deciso di rinviare il meeting. "Gli organizzatori hanno deciso, nell'interesse della pace, di rinviare la conferenza sulla pace in Sudafrica", ha dichiarato il presidente del Comitato Irvin Khoza, uno dei responsabili locali dei Mondiali del 2010.
Pretoria aveva reso noto ieri di aver rifiutato, in nome dell'interesse nazionale, di concedere un visto di ingresso nel paese al leader spirituale tibetano, che avrebbe dovuto prendere parte venerdì prossimo, 27 marzo, a una conferenza a Johannesburg sul calcio come strumento di lotta contro il razzismo e la xenofobia.
Il comitato del Nobel per la pace e due premi Nobel sudafricani, Desmond Tutu (nella foto, con il Dalai Lama, ndr) e Frederik de Klerk (ex presidente sudafricano) avevano detto subito che avrebbero boicottato l'incontro se il Sudafrica, organizzatore della Coppa del mondo, non avesse fatto marcia indietro sulla decisione.
Nel corso di una conferenza stampa a Johannesburg, Irvin Khorza ha spiegato che "il governo sudafricano ha convinto il Dalai Lama a rinviare la sua visita in questa fase". Una decisione giustificata dalla "realpolitik" dei rapporti con la Cina, che condivide col Sudafrica il 20% dei suoi commerci nel Continente nero.
"Dato che la finalità della conferenza è la pace", ha aggiunto Khorza, "gli organizzatori non vogliono mettere il comitato del Nobel in una situazione che lo porrebbe in conflitto con i suoi premiati".
Il visto negato al leader spirituale tibetano rischia di trasformarsi in un autogol per il Sudafrica, soprattutto dopo che il presidente dell'African National Congress (Anc), Kgalema Motlanthe, aveva ammesso che la decisione è stata presa perché il Sudafrica sarebbe stato "fonte di pubblicità negativa per la Cina" quando invece dà "molto valore ai rapporti con Pechino". Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Qin Gang, ha ribadito "l'assoluta contrarietà" di Pechino a qualsiasi contatto tra governi stranieri e il Dalai Lama o a che gli vengano offerte "tribune per le sue attività separatiste".

Durissime le parole di Desmond Tutu: "Se viene rifiutato il visto a sua santità, non prenderò parte alla prossima conferenza di pace legata ai mondiali di calcio. Condannerò il comportamento del governo come vergognoso, in linea con il nostro pessimo comportamento al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, come un totale tradimento della nostra storia di lotta. Stiamo cedendo in modo vergognoso alle pressioni cinesi. Mi vergogno profondamente e me ne rattristo".
Servono altri commenti?

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mercoledì, ottobre 15, 2008

 

Ecco Zakumi, il leopardo mascotte

Si chiama Zakumi ed è un leopardo la mascotte di Sudafrica 2010.
Beh, la notizia è del 22 settembre, lo so, ma devo recuperare un po' di lavoro arretrato.
"Zakumi rappresenta la gente, la geografia e lo spirito del Sudafrica - ha spiegato il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke - Impersonando l'essenza della prossima coppa del mondo. Siamo sicuri che portera' grande allegria". La parola Zakumi è una composizione che unisce la sillaba Za, sigla che sta per "Sudafrica", e la parola kumi, che in varie lingue africane è traducibile con il numero 10.

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giovedì, settembre 11, 2008

 

La grande truffa asiatica

Altro copiaincolla, del sottoscritto, però (dal Manifesto di domenica 7/9):

Annunciato dalla rete come una sorta di anticristo del dio pallone, il libro Calcio Mafia (Rizzoli, 350 pg, • 18,50) dell'inglese Declan Hill (immagine) è un ottimo lavoro di ricerca e investigazione sul losco mondo delle scommesse che gravita attorno al calcio. Forse, però, non la bomba che molti temevano. Hill è un giornalista investigativo non nuovo alle inchieste ad alto rischio: per la televisione canadese ha realizzato documentari in Kosovo e in Iraq e ha lavorato nelle zone più calde di Kurdistan, Bolivia, India, Turchia e Messico. Anchorman di Cbc e Bbc, insegna a Oxford e ha raccolto numerosi premi, tra i quali l'Amnesty International Best Human Rights Documentary. L'uscita del libro ha fatto un po' di rumore ma neanche troppo se si considera che una delle ipotesi sostenute da Hill è che la Mafia asiatica abbia manipolato alcune partite dei Mondiali del 2006 per lucrare sul grande business delle scommesse, un giro d'affari che tra puntate legali e clandestine muove fino a 450
miliardi di dollari all'anno. Sotto accusa ci sono le seguenti gare: Italia-Ghana, Inghilterra-Ecuador, Brasile-Ghana, Italia-Ucraina. Secondo Hill, alcuni giocatori avrebbero accettato denaro per perdere partite comunque scontate nel pronostico dando garanzie ben precise sullo scarto di gol finale, permettendo vincite molto remunerative. L'invasione della mafia asiatica, partita dal quadrilatero d'oro Kuala Lumpur, Bangkok, Taiwan, Jakarta e paragonata a quella delle locuste, sarebbe inarrestabile. Dall'estremo oriente al resto del pianeta. Questo il risultato di anni di indagini sotto copertura tra i peggiori criminali del mondo. Dalla seconda categoria malese di cricket alla finale della Coppa del Mondo di calcio, non esisterebbe una sola gara, di nessuna disciplina, in nessun paese, al sicuro dalle trame del racket delle scommesse clandestine. La Bundesliga tedesca è un altro esempio del potere dei maneggioni orientali: il protagonista, qui, è un certo Bee Wah Um, malese, condannato dal tribunale di Francoforte a due anni e mezzo di carcere per aver manipolato dieci incontri in Germania e in Austria. Il 26 novembre 2005 puntò 2,8 milioni di euro sulla sconfitta del Kaiserslautern contro l'Hannover: finì 5-1 e lui incassò 2,2 milioni. Uscito di prigione in libertà vigilata, si è dato alla macchia e probabilmente è ancora lì che organizza puntate mirabolanti. Tifoso dell'Arsenal da quando aveva sei anni, Hill dice di amare ancora il calcio ma di non credere più a quello che vede. Ogni volta che guarda una partita, la prima cosa che si chiede è se sia stata aggiustata.

Le sue rivelazioni hanno fatto discutere. Può spiegarci come si manipolano le partite di un mondiale?
Nel maggio del 2006, ebbi modo di assistere a una strana riunione in un Kentucky Fried Chicken di Bangkok. Vi presero parte quattro persone: un thailandese ben conosciuto nel mondo delle scommesse, due cinesi e un uomo di colore, alto e atletico. Parlarono dei mondiali che sarebbero cominciati pochi giorni dopo e di alcune partite da aggiustare. Parlarono del Ghana, in particolar modo. Avevano un contatto con gli africani. Ogni giocatore, dissero, avrebbe guadagnato trentamila dollari collaborando con loro. Secondo le mie fonti i ghanesi coinvolti sarebbero poi stati otto. In ballo c'erano i risultati di alcune gare che i mafiosi conoscevano in anticipo. Truffe difficili da individuare: si corrompe la squadra più debole perché perda in modo più netto e nessuno si stupirà del risultato. Nel libro c'è una mia intervista al capitano del Ghana, Stephen Appiah, che nega di aver ricevuto denaro ma ammette di essere stato contattato da mediatori asiatici durante il ritiro tedesco. Tempo dopo, in Africa, individuai l'uomo di colore che avevo visto alla riunione di Bangkok, quello che i mafiosi avevano indicato come loro intermediario: era l'allenatore dell'Under 17 ghanese, Abukari Damba, che ha confermato di aver frequentato il ritiro della sua nazionale in Germania e che lì un faccendiere orientale avrebbe avvicinato la squadra proponendo di perdere una partita (ma in un'inetrvista al quotidiano Bild , Damba ha liquidato il libro di Hill come «una menzogna» e ha minacciato di adire le vie legali, ndr).
Tra le partite sospette lei indica ItaliaGhana e Italia-Ucraina: in entrambe gli azzurri vinsero con almeno due gol di scarto (2-0 la prima, 3-0 la seconda) come le avevano pronosticato i quattro di Bangkok. Però furono partite combattute, l'Ucraina colpì due legni e Zambrotta salvò un gol sulla linea...
Attenzione, su internet c'è stato troppo sensazionalismo attorno a queste anticipazioni. Quello che ho detto è che chi organizzava le scommesse sapeva in anticipo il risultato di alcune partite e me lo aveva comunicato. Guardai in tv Italia-Ghana e pensai che pur giocando bene, gli africani sembrava proprio non volessero segnare. Stessa cosa accadde in occasione di Brasile-Ghana finita 3-0. Potrebbe anche trattarsi di semplici coincidenze ma direi che è un'ottima opportunità per indagare a fondo.
In Italia abbiamo una certa dimestichezza con gli scandali: il calcio-scommesse nei primi anni ottanta, il Napoli di Maradona e la Camorra, Moggi e Calciopoli. Crede ci sia un legame con le mafie asiatiche?
Io mi sono concentrato su di loro, quella italiana non la conosco abbastanza bene. Dopo ave devastato le finanze e la credibilità di diversi campionati locali, da Singapore a Hong Kong, alla Malesia, gli scommettitori orientali si sono globalizzati, allargando la propria influenza ai campionati europei. Non escludo rapporti con Mafia e Camorra ma non ho certezze.
Le sue scoperte non sembrano aver smosso più di tanto il mondo del calcio. Eppure, potenzialmente, sono un terremoto.
Credo che il problema principale sia la paura che quasi tutti hanno quando si parla di corruzione nello sport. Nessuno vuole mai crederci davvero. Io non dico che sia tutto un imbroglio ma che lo sport oggi corre un enorme pericolo. E di sicuro non aiuta l'atteggiamento della maggior parte degli addetti ai lavori, di solito divisi a metà tra chi pensa che la corruzione sia una favola e chi, al contrario, è convinto che sia tutto marcio. In realtà, il problema esiste, è ancora circoscritto, ma esiste. Ed è lì che bisognerebbe colpire, per salvaguardare lo sport.
Si riferisce alla Fifa?
Mi piacerebbe che la Fifa e la Uefa costituissero delle apposite sezioni preposte alla lotta contro il fenomeno delle scommesse. In collaborazione con la polizia. E' l'unico modo per ottenere davvero qualcosa.
Eppure l'anno scorso l'Uefa chiuse un'inchiesta interna stabilendo che la mafia delle scommesse non rappresentava una minaccia per il calcio europeo. Lei sostiene invece che sia molto facile comprare giocatori o squadre di seconda fascia nei turni preliminari della Champions League.
Molti funzionari Uefa con cui ho parlato sanno di avere a che fare con qualcosa di letale per il calcio. Anche perché internet ha moltiplicato i fattori di rischio: nel bene e nel male, attraverso le scommesse la rete potrebbe rivoluzionare l'industria del calcio, come ha fatto con quella della musica.
Non è che tra i vertci del calcio mondiale c'è qualcuno «troppo vicino» agli interessi degli scommettitori asiatici?
No, credo che il problema sia una totale ignoranza della realtà. Non sono corrotti, solo non sanno cosa gli stia capitando intorno. In questo senso, il mio libro toglie loro ogni possibile alibi: adesso devono sapere per forza.

Solo una nota: nella "trascrizione", Hill è diventato inglese. Ovviamente, lui è canadese, mi scuso per il refuso.

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giovedì, agosto 21, 2008

 

Un Lodo tira l'altro

Marco Travaglio, nella sua rubrica Carta Canta (Repubblica.it), fa un (inquietante) parallelo tra Silvio Berlusconi e il candidato premier sudafricano Jacob Zuma (foto):

"L'immagine dell'Italia nel mondo sono io" (Silvio Berlusconi, 15 luglio 2008).

"Un politico sudafricano, Jacob Zuma, accusato di corruzione, vorrebbe evitare il processo e far poi approvare una legge costituzionale che garantisca
l'immunità al capo dello Stato in modo da non aver nulla da temere qualora dovesse vincere le prossime elezioni presidenziali.

Zuma - presidente del partito Congresso Nazionale Africano (African National Congress, Anc, ndr) - è apparso ieri davanti all'Alta corte di Pietermaritzburg e ha cercato di dichiarare nullo il processo per corruzione nei suoi confronti, un caso che potrebbe bloccargli la strada verso la presidenza, essendo egli il candidato del partito alle elezioni presidenziali
del mese di aprile 2009... Gli avvocati di Zuma insistono sul fatto che il caso dovrebbe essere annullato, sostenendo che la Procura nazionale non ha informato il politico che era sotto indagine, una indagine in realtà partita nei confronti del suo ex consulente finanziario. I legali affermano che tale azione dei magistrati è in contrasto con la Costituzione.

Il consulente finanziario di Zuma è stato condannato a 15 anni di carcere per frode e corruzione. Lo scandalo ha indotto il Presidente sudafricano, Thabo Mbeki, a destituire Zuma da vicepresidente a giugno 2005 e, sei giorni dopo, il giudice nazionale ha portato accuse contro di lui... Se la richiesta di Zuma non sarà accolta dalla Corte di Pietermaritszburg, egli probabilmente
chiederà alla Corte Suprema di respingere il caso di corruzione. Dopo la sua comparsa dinanzi al giudice, Zuma ha affrontato migliaia di sostenitori che
aveva raccolto per protestare in suo favore, ha cantato, ballato e arringato la folla.

Secondo i commentatori locali, la strategia di difesa di Zuma è di prolungare il processo oltre le elezioni di aprile 2009, in modo da approfittare del nuovo
governo - molto probabilmente diretto da lui - per sollecitare in Parlamento una riforma costituzionale che conceda l'immunità per il Capo dello Stato"
(osservatoriosullalegalita.org, 4 agosto 2008)

"Il "principio Berlusconi" é il titolo di un articolo firmato da Raenette Taljaard per il Times/South Africa.
Due i sottotitoli in evidenza. Il primo: 'Vi sono richieste per ottenere una qualche forma di sospensione del procedimento giudiziario che coinvolge Jacob Zuma, presidente dell'ANC'. Quindi il secondo: 'Il primo ministro italiano, con l'approvazione di nuove regole sull'immunità, ha stabilito un preoccupante
precedente'.

La Taljaard é attualmente Senior Lecturer presso la University of the Witwatersrand ed è stata la più giovane donna mai eletta al parlamento sudafricano, dove ha ricoperto l'incarico di portavoce dell'opposizione in importanti commissioni, prima di lasciare la carica, nel 2004.

Spiega Raenette Taljaard che 'il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha ringraziato i politici italiani con le parole: "Mi avete liberato", e prosegue:
'Il principio Berlusconi, che è stato approvato definitivamente in Italia la settimana scorsa, potrebbe avere gravi conseguenze per la lotta alla corruzione
in tutto il mondo. Esso non solo stabilisce un preoccupante precedente in un paese sviluppato, che sarebbe tenuto ad adottare standard più elevati nella
vita pubblica, ma crea ora un esempio da prendere come scusa per i leader dei paesi in via di sviluppo che desiderassero emulare tale principio, i quali
potrebbero usare come pretesto il fatto che si é creato un precedente, in termini di diritto comparato, che si può e si deve imitare".

L'autrice dell'articolo stabilisce poi un paragone con il proprio paese: "Questi fatti avvenuti in Italia ricordano alcuni sviluppi in Sudafrica, in particolare riguardo alle indagini sulla corruzione nel traffico di armi... si
sente parlare di richieste di amnistia, di accordo con modifica dell'imputazione o di qualche altra forma di sospensione del procedimento per il presidente dell'ANC Jacob Zuma, accusato di corruzione".

Taljaard aggiunge, caso strano: 'Recentemente, Zuma, davanti all'Alta Corte di Pietermaritzburg, non é riuscito a dimostrare con prove valide l'esistenza di
una congiura politica contro di lui".
(osservatoriosullalegalita. org, 7 agosto 2008)

"Pietermaritzburg (Sudafrica). È stato aggiornato al 12 settembre il processo per corruzione, frode e riciclaggio contro Jacob Zuma, in pole position per
diventare il prossimo presidente sudafricano nonché popolare leader dell'African National Congress (Anc), il partito al potere in Sudafrica.

Il giudice della corte di Pietermaritzburg, Chris Nicholson, nella seconda udienza del processo ha detto che si riserverà di decidere per quella data in merito al ricorso presentato dalla difesa di Zuma, che chiede l'annullamento del procedimento adducendo presunte 'irregolarità procedurali'. La decisione sul ricorso 'é in fase di deliberazione e sarà proclamato il 12 settembre', ha detto il giudice.

Zuma, 66 anni, ex vicepresidente sudafricano che in dicembre ha umiliato il rivale Thabo Mbeki nella corsa per la leadership dell'Anc, è accusato di aver
intascato centinaia di migliaia di dollari in tangenti dal gruppo francese Thales quand'era vicepresidente (1999-2005). Se verrà condannato, Zuma, già
assolto nel 2006 in un processo per stupro, ha promesso che si ritirerà dalla politica. I sostenitori di Zuma ritengono il loro beniamino vittima di un
complotto politico per impedirgli di essere eletto presidente. La difesa cerca di dilazionare il processo per evitare una possibile condanna prima delle
elezioni presidenziali della primavera 2009" (swissinfo. ch, 5 agosto 2008).

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venerdì, luglio 25, 2008

 

Onu: una sudafricana è il nuovo alto commissario per i diritti umani

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha nominato la giudice sudafricana Navanethem Pillay (immagine) nuovo alto commissario dell’Onu per i diritti umani, in sostituzione di Louis Arbour, il cui mandato è ufficialmente scaduto il 30 giugno. “Il segretario è impegnato a garantire che i diritti umani restino nell’agenda dell’organizzazione. Si aspetta che il nuovo alto commissario preservi l’indipendenza del suo ufficio (…) ed è determinato a sostenere pienamente la signora Pillay nel suo lavoro, anche aumentando le risorse a sua disposizione” ha riferito la portavoce di Ban, Michele Montas. Spetterà ora all’Assemblea generale ratificare la nomina della magistrata, attualmente membro della Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aja, osteggiata dagli Stati Uniti.
Di origini Tamil, Pillay, 67 anni, ha già ricoperto, tra gli altri incarichi, quello di presidente del Tribunale penale internazionale per il Rwanda; distintasi nell’assistenza legale alle vittime dell’apartheid, è stata anche la prima donna giudice presso la Corte suprema sudafricana.
(Fonte: Misna)

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giovedì, luglio 24, 2008

 

Crisi alimentare, sindacati in piazza: "A pagare sono i più poveri"

L’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’elettricità colpisce le masse dei lavoratori poveri”: a parlare è il segretario generale del Congresso dei sindacati sudafricani, Zwelinzima Vavi (immagine), nel corso della manifestazione popolare che ha attraversato ieri il centro di Johannesburg.
Al corteo, secondo l’agenzia di stampa Sapa, hanno partecipato diverse migliaia di persone, molte delle quali con indosso i cappellini e le magliette rosse dei sindacati. “Siamo arrabbiati per i prezzi dei prodotti alimentari di base - ha scandito Vavi dal palco – e siamo qui per esprimere disgusto e frustrazione”.
Oltre a intonare slogan del tipo “stop alla fame” e “combattiamo i rincari”, i dimostranti hanno contestato gli aumenti del 27,5% annunciati di recente da Eskom, la società nazionale che gestisce la distribuzione dell’elettricità; le nuove tariffe servirebbero a finanziare una serie di lavori infrastrutturali, ma i dirigenti del Congresso denunciano manovre di tipo speculativo (maddai... ndr). Il corteo si colloca sullo sfondo delle forti tensioni che attraversano la società sudafricana: in aprile, il tasso di inflazione annua ha superato l’11% e aumenti particolarmente sostenuti dei prezzi al consumo hanno riguardato tutti i derivati del petrolio e beni essenziali come pane, olio e latte. Mentre era in corso il corteo, il governo ha annunciato la disponibilità a incontrare le parti sindacali prima del 6 agosto, giornata di sciopero nazionale.
(Fonte: Misna)

AGGIORNAMENTO (25/07/08):
Le proteste si estendono in quattro province
Continua in Sudafrica la mobilitazione popolare contro il carovita: a meno di due settimane dallo sciopero generale in programma il 6 agosto, decine di migliaia di persone hanno partecipato ieri ai cortei organizzati in diverse regioni del paese dai sindacati nazionali. A incrociare le braccia nelle province di Gauteng, Eastern Cape, Limpopo e North West – scrive oggi il quotidiano economico “Business Day” – sono stati soprattutto gli operai dei settori automobilistico, minerario e tessile, con astensioni dal lavoro che avrebbero oscillato tra il 90 e il 73%. Secondo il presidente del Congresso dei sindacati sudafricani (Cosatu), la potente confederazione nazionale che ha coordinato la protesta, “lo sciopero ha registrato una buona adesione”. “Il 6 agosto – ha aggiunto il dirigente – ci aspettiamo una partecipazione ancora più massiccia”. All’origine delle tensioni che nelle ultime settimane attraversano la società sudafricana ci sono i forti aumenti dei prezzi dei generi alimentari e delle forniture di elettricità. Secondo le stime fornite ieri da un istituto di ricerca locale, nell’ultimo anno l’inflazione è cresciuta più delle retribuzioni medie: dal maggio 2007 al maggio 2008 i prodotti alimentari di base e i derivati del petrolio avrebbero subito rincari del 16,8% e del 35,6%, a fronte di aumenti del reddito pro capite di appena il 12%.
(Fonte: Misna)

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martedì, luglio 22, 2008

 

Sudafrica: povertà in diminuzione, ma restano diseguaglianze

Il numero dei sudafricani che vivono sotto la soglia di povertà (ovvero con meno di 38 euro al mese) è diminuito del 10%, negli ultimi cinque anni: lo ha reso noto Joel Netshitenzhe, capo del Servizio di coordinamento e consulenza politica della presidenza, commentando un rapporto governativo sulla situazione socio-economica del Paese. Secondo i dati del governo, dal 2000 al 2005 la percentuale di coloro che vivevano sotto la soglia di povertà è scesa dal 58% al 48%; dal 1996 circa nove milioni di persone sono uscite dalla fascia di povertà mentre ancora oggi più di 12 milioni di famiglie ricevono aiuti sociali.
Lo studio ha evidenziato inoltre che i guadagni mensili a persona nella fascia più povera ( circa il 10% della popolazione) sono aumentati da 65 euro (783 rands) nel 1993 a 86 euro (1032 rands) nel 2007 (mentre i guadagni dei più ricchi - la decima parte della popolazione - crescono molto più in fretta di quelli del resto della popolazione). Meno ottimista un rapporto pubblicato dall’Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico (Ocde) secondo cui “l’aspetto più deludente dell’economia sudafricana è la persistenza di livelli estremi di disoccupazione tra i giovani neri poco qualificati, in un quadro complessivo di povertà generalizzata”. Secondo l’analisi dell’Ocde, il tasso di crescita dell’economia del Sudafrica, negli ultimi quattro anni, è inferiore a quello della maggior parte dei Paesi emergenti come Indonesia e India. A incidere sarebbero soprattutto elementi come il costo elevato, carenze logistiche diffuse e la scarsa disponibilità di energia elettrica che, secondo il rapporto, costituisce una vera e propria minaccia alle prospettive di crescita economica a lungo termine.
(Fonte: Misna)

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sabato, luglio 19, 2008

 

Rugby, Tri-Nations: Australia-Sudafrica 16-9


A Perth, l'Australia ha battuto il Sudafrica 16-9 in un incontro valido per la terza giornata del Tri Nations. I "wallabies" hanno piegato gli "springboks" grazie alle mete realizzate da Lote Tuqiri (35', immagine) e Stirling Mortlock (44').
(Fonte: Eurosport)

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I 90 anni di Madiba/2

Ci sono molte persone in Sudafrica che sono ricche e che potrebbero dividere queste ricchezze con quelli che non sono stati così fortunati da sconfiggere la povertà”: così Nelson Mandela, nel giorno del suo 90esimo compleanno, ha risposto a un giornalista che gli ha chiesto quale fosse il suo messaggio ai sudafricani in questa occasione.
Mandela si trova nella sua casa natale nel villaggio di Qunu, nella provincia di Estern Cape per trascorrere il suo genetliaco con la famiglia. Commentando la sua veneranda età, l’uomo che tutti i sudafricani chiamano con rispetto Madiba (titolo onorifico per i capi anziani) ha detto di sentirsi fortunato e ha nuovamente ricordato i poveri: “la povertà ha avvinghiato la nostra gente. Se sei povero, è improbabile che tu viva a lungo”.
Mandela ha ringraziato tutti quelli che gli hanno voluto fare gli auguri a un “vecchio pensionato” e ricordato di aver lasciato il compito di portare avanti il suo impegno sociale alle tre organizzazioni da lui fondate: la Nelson Mandela Foundation, il Nelson Mandela Children’s Found e il Mandela-Rhodes Fondation. Sollecitato da un’altra domanda, Mandela, circondato dalla moglie Gracia Machel e da tutti i familiari (immagine), ha ammesso che “come molti altri, mi sarebbe piaciuto trascorrere più tempo con la famiglia. Ma non ho nessun rimpianto”.
Il presidente Thabo Mbeki, nel suo discorso di auguri, ha reso omaggio a uno dei padri della nazione sudafricana democratica e suo primo presidente (1994-1999) descrivendolo come uno statista che ha sacrificato la sua vita per il Sudafrica, avendo trascorso 27 anni in prigione, e guidato la battaglia contro l’apartheid e per una società non razzista. Se oggi il Sudafrica è una paese stabile e rispettato lo deve alla sua “leadership esemplare e al suo sacrificio”, ha detto Mbeki, chiedendo a tutta la nazione di mantenere vivi i valori di riferimento dimostrati da Mandela.
(Fonte: Misna)

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Leopardo vs coccodrillo: colpo grosso di Hal al Kruger National Park

Qualsiasi scienziato sano di mente avrebbe scommesso la casa dei propri genitori sulla certezza che mai un leopardo avrebbe potuto considerare l'idea di attaccare un coccodrillo. E l'avrebbe persa (con grande imbarazzo della comunità scientifica e della famiglia ormai priva di un tetto), perchè la natura non smette di mai stupire e, questa volta, lo ha fatto davanti all'obiettivo di Hal Brindley. Il fotografo, uno dei più celebri reporter naturalistici d'America, stava riprendendo dalla sua auto un gruppo di ippopotami nel meraviglioso Kruger National Park, in Sudafrica, quando è accaduto l'incredibile: un leopardo si è avventato sul grande rettile. Gli esperti ritengono sia il primo episodio del genere, sicuramente è il primo mai documentato nella storia. "I rangers della zona me lo hanno confermato -racconta Brindley- in ogni caso non avrebbe senso, perché la carne che si può ricavare da un coccodrillo è poca cosa per un leopardo, mentre il rischio di perdere il confronto è molto alto per il felino". Il leopardo è uscito di scatto dal cespuglio dove si nascondeva e si è scagliato contro il grande rettile, azzannandolo alla testa e trascinandolo fuori dall'acqua(date un'occhiata al suo sito.).
Un consiglio (gratis, purtroppo): andate in Sudafrica. Prima, durante e dopo i Mondiali di calcio. Magari avrete la fortuna di vedere una zebra aggredire un elefante (il più delle volte, però, si limitano all'invettiva).
(Fonte: Daily Mail)

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venerdì, luglio 18, 2008

 

I 90 anni di Madiba


E' il compleanno di un gigante del XX secolo (immagine Zapiro). Ogni commento mi sembrerebbe superfluo (eppoi sono pigro).

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lunedì, luglio 14, 2008

 

Le battaglie perse di Mr.Blatter

Due personaggi: il mitico Fulvio Bianchi (Spy Calcio) e Sepp Blatter. Fortunatamente, sembra che Fulvio non abbia nulla a che fare con le gaffe e i maneggi dell'istrionico presidente Fifa, ma l'accostamento, oggi, è inevitabile (quanto innocuo), visto l'ottimo pezzo che Repubblica dedica al genio di Visp. Sembrerà incredibile ai "profani", ma vi posso garantire che - purtroppo- Fulvio non si è inventato nulla:

Porte più larghe, limiti agli stranieri, palloni coi sensori, Mondiali ogni due anni, abolizione del pareggio, golden e silver gol, calciatrici-sexy e calciatori-schiavi: è inarrivabile, ormai, Sepp Blatter. Classe ’36, nato nel paesino svizzero di Visp, tre matrimoni, il presidente della Fifa, arrivato ormai al decimo anno di dittatura, ama stupire. Una trovata dopo l’altra. Una gaffe dopo l’altra. Tanto da dover fare sovente precipitosamente marcia indietro. Ha spiazzato ultimamente anche i suoi amici, come Michel Platini. Non si sa quando abbia iniziato a sfornare idee a getto continuo, ma già quando era segretario della Fifa, nel 1990, si era convinto che solo le partite con tanti gol fossero attraenti. E così ha iniziato col rendere la vita difficile ai portieri.
Secondo gli inglesi, che lo odiano, il massimo delle sue “calamities” lo ha raggiunto però nel 2004, quando si è inventato che le donne-calciatori dovevano indossare pantaloncini attillatissimi, come le giocatrici di volley, così anche le partite di calcio sarebbero state più sexy.
Di tutto si occupa ormai Blatter: di questioni tecniche, regolamentari, di business. Voleva, appunto, fare disputare i Mondiali ogni due anni, ma ora si trova con la grana del Sudafrica che chissà mai se ce la farà per il 2010 (si sono già fatti sotto Usa, Australia e Germania).
Ha tentato di proporre di allargare le porte, “perché l’altezza media dei calciatori è molto cresciuta in questi ultimi anni”, rendendosi però conto che sarebbe costato troppo rifare tutti gli stadi del mondo. Si è lanciato nel progetto, fallito ovviamente, del pallone coi sensori per scoprire i gol-fantasma: niente da fare, il pallone dell’Adidas (guarda caso sponsor della Fifa…) non ha mai funzionato e così adesso di prova con i due arbitri di area.
Incredibile, poi, è stata la trovata del 6+5, che Blatter si è fatto approvare al recente congresso della Fifa a Sidney: l’obbligo insomma di mandare in campo, almeno per il calcio d’inizio, 6 calciatori “eleggibili” per la nazionale e solo 5 stranieri. Roba che alla Ue sono sobbalzati: non se ne parla nemmeno, la risposta. In effetti, è una battaglia, oltre che persa, praticamente inutile e antistorica. Lo ha confermato anche uno studio (segreto) della Fifpro, il sindacato europeo calciatori: l’indagine è stata fatta sulle rose tipo di 40 club europei. Il 60% non avrebbe alcun problema anche con il 6+5 blatteriano; il 20% dovrebbe fare 1-2 cambi e soltanto tre club in Europa (Inter, Arsenal e Aek Atene) sarebbero costretti ad acquistare 5-6 calciatori nuovi. Meglio quindi lasciar perdere e puntare, come fa Platini, sul divieto di trasferimento dei minorenni in Europa. Lì, è il vero scandalo. La tratta dei baby-calciatori.
L’ultimo assist (per ora) Blatter lo ha regalato a Cristiano Ronaldo, e soprattutto al Real Madrid, di cui subisce il fascino. Per questo ha parlato di “contratti da schiavi”, di calciatori liberi di andare dove vogliono, anche se sono ancora legati da un ricchissimo contratto, dimenticando semmai che sovente sono proprio i giocatori, con gli agenti Fifa, che ricattano i loro club. In Inghilterra, soprattutto al Manchester United, adesso sono infuriati.
Pelè e Platini, due che a calcio hanno giocato, hanno consigliato a Blatter di lasciar perdere. Ma figuriamoci se lui si ferma. Chissà che starà studiando adesso.
Fulvio Bianchi

Già, il sospetto è più che legittimo.

A margine, segnalo anche due inziative del quotidiano inglese The Sun (come fa notare Fulvio, da quelle parti Blatter non è esattamente un eroe): Batter Blatter -cioè "Colpisci Blatter", un giochino interattivo che vi darà la possibilità di sfogarvi sul povero Sepp- e Boot out Blatter, "Cacciate Blatter", una petizione per cacciarlo dalla Fifa. Ma sarà dura che molli la sua poltrona di Zurigo.

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giovedì, luglio 10, 2008

 

Zimbabwe: Fifa e Sudafrica chiedono la pace

Il legale del partito di opposizione, Lewis Uriri, ha annunciato che i colloqui tra il partito del Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe (immagine), Zanu-Pf, e l'opposizione inizieranno questa settimana. Uriri ha inoltre motivato la richiesta presentata ieri alla magistratura di restituire il passaporto al numero due del partito, Tendai Biti, sotto accusa per tradimento e sovversione: Biti dovrà raggiunge il Sudafrica, dove sono in programma i negoziati.
Gli organizzatori di Sudafrica 2010 hanno intanto lanciato un appello per la pace nel tormentato vicino. Il segretario generale della Fifa Jerome Valcke e Danny Jordaan hanno incontrato la stampa per discutere della crisi nel vicino Zimbabwe. Il Sudafrica, principale potenza della regione, è stato accusato di aver fatto troppo poco per promuovere le riforme nel Paese di Mugabe. Jordaan ha detto che è nell'interesse di tutti avere "stabilità in Zimbabwe" entro il 2010. Valcke ha auspicato che la politica riesca a trovare una soluzione alla crisi. Bontà sua.

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Blatter smentisce Valcke? No, però...

Oltre a occuparsi del mercato madridista, Sepp Blatter (immagine, Afp) sembra non voler collaborare con i suoi sottoposti, alimentando (di proposito?) le voci che vorrebbero il prossimo Mondiale lontano dalla Rainbow Nation. Insomma, in un'intervista a Sky Sports, l'ex colonnello ha, di fatto, fornito altri dettagli del suo "piano B", parlando di tre Paesi pronti a ospitare il torneo nel caso in cui la Fifa fosse costretta a depennare il Sudafrica: "Ho parlato con tre possibili, non solo possibili, federazioni e Paesi che sarebbero in grado di organizzare la Coppa del mondo nel giro di un anno", ha detto Blatter, che si è tuttavia rifiutato di svelare quali siano le Nazioni in questione (Germania, Usa -secondo gli amici di Repubblica- e Australia, scommettiamo?).
I dubbi sono, purtroppo, aumentati dopo l’annuncio, martedì, che lo stadio di Port Elizabeth non sarà pronto per la Confederations Cup del giugno prossimo, considerata una sorta di prova generale dei Mondiali.

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Jerome Valcke dà l'ok a Soccer City

"C'è ancora da fare, ma tutto deve essere pronto e certamente lo sarà per l'inizio dei Mondiali del 2010". Il segretario generale della Fifa Jerome Valcke (foto) ha cercato ancora una volta di rassicurare tutti andando a visionare alcuni degli impianti sudafricani che, nel 2010, ospiteranno la prossima Coppa del Mondo: "La decisione di donare un evento così importante all'Africa è stata presa e non si torna indietro. I Mondiali del 2010 si disputeranno in Sudafrica".
Valcke è rimasto molto impressionato dal gigantesco Soccer City Stadium di Johannesburg, l'impianto che ospiterà gara inaugurale (11 giugno) e finale (11 luglio): un gigante da 94.700 posti che Danny Jordaan, a capo del comitato organizzatore, ha definito: "Il cuore del Mondiale 2010, la cattedrale del calcio sudafricano, il nostro Wembley, il nostro Maracanà".
Valcke ha concluso il suo tour con il Loftus Versfeld Stadium di Tshwane (Pretoria), che ospiterà anche alcune gare della Confederations Cup 2009.

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