lunedì, luglio 14, 2008

 

Le battaglie perse di Mr.Blatter

Due personaggi: il mitico Fulvio Bianchi (Spy Calcio) e Sepp Blatter. Fortunatamente, sembra che Fulvio non abbia nulla a che fare con le gaffe e i maneggi dell'istrionico presidente Fifa, ma l'accostamento, oggi, è inevitabile (quanto innocuo), visto l'ottimo pezzo che Repubblica dedica al genio di Visp. Sembrerà incredibile ai "profani", ma vi posso garantire che - purtroppo- Fulvio non si è inventato nulla:

Porte più larghe, limiti agli stranieri, palloni coi sensori, Mondiali ogni due anni, abolizione del pareggio, golden e silver gol, calciatrici-sexy e calciatori-schiavi: è inarrivabile, ormai, Sepp Blatter. Classe ’36, nato nel paesino svizzero di Visp, tre matrimoni, il presidente della Fifa, arrivato ormai al decimo anno di dittatura, ama stupire. Una trovata dopo l’altra. Una gaffe dopo l’altra. Tanto da dover fare sovente precipitosamente marcia indietro. Ha spiazzato ultimamente anche i suoi amici, come Michel Platini. Non si sa quando abbia iniziato a sfornare idee a getto continuo, ma già quando era segretario della Fifa, nel 1990, si era convinto che solo le partite con tanti gol fossero attraenti. E così ha iniziato col rendere la vita difficile ai portieri.
Secondo gli inglesi, che lo odiano, il massimo delle sue “calamities” lo ha raggiunto però nel 2004, quando si è inventato che le donne-calciatori dovevano indossare pantaloncini attillatissimi, come le giocatrici di volley, così anche le partite di calcio sarebbero state più sexy.
Di tutto si occupa ormai Blatter: di questioni tecniche, regolamentari, di business. Voleva, appunto, fare disputare i Mondiali ogni due anni, ma ora si trova con la grana del Sudafrica che chissà mai se ce la farà per il 2010 (si sono già fatti sotto Usa, Australia e Germania).
Ha tentato di proporre di allargare le porte, “perché l’altezza media dei calciatori è molto cresciuta in questi ultimi anni”, rendendosi però conto che sarebbe costato troppo rifare tutti gli stadi del mondo. Si è lanciato nel progetto, fallito ovviamente, del pallone coi sensori per scoprire i gol-fantasma: niente da fare, il pallone dell’Adidas (guarda caso sponsor della Fifa…) non ha mai funzionato e così adesso di prova con i due arbitri di area.
Incredibile, poi, è stata la trovata del 6+5, che Blatter si è fatto approvare al recente congresso della Fifa a Sidney: l’obbligo insomma di mandare in campo, almeno per il calcio d’inizio, 6 calciatori “eleggibili” per la nazionale e solo 5 stranieri. Roba che alla Ue sono sobbalzati: non se ne parla nemmeno, la risposta. In effetti, è una battaglia, oltre che persa, praticamente inutile e antistorica. Lo ha confermato anche uno studio (segreto) della Fifpro, il sindacato europeo calciatori: l’indagine è stata fatta sulle rose tipo di 40 club europei. Il 60% non avrebbe alcun problema anche con il 6+5 blatteriano; il 20% dovrebbe fare 1-2 cambi e soltanto tre club in Europa (Inter, Arsenal e Aek Atene) sarebbero costretti ad acquistare 5-6 calciatori nuovi. Meglio quindi lasciar perdere e puntare, come fa Platini, sul divieto di trasferimento dei minorenni in Europa. Lì, è il vero scandalo. La tratta dei baby-calciatori.
L’ultimo assist (per ora) Blatter lo ha regalato a Cristiano Ronaldo, e soprattutto al Real Madrid, di cui subisce il fascino. Per questo ha parlato di “contratti da schiavi”, di calciatori liberi di andare dove vogliono, anche se sono ancora legati da un ricchissimo contratto, dimenticando semmai che sovente sono proprio i giocatori, con gli agenti Fifa, che ricattano i loro club. In Inghilterra, soprattutto al Manchester United, adesso sono infuriati.
Pelè e Platini, due che a calcio hanno giocato, hanno consigliato a Blatter di lasciar perdere. Ma figuriamoci se lui si ferma. Chissà che starà studiando adesso.
Fulvio Bianchi

Già, il sospetto è più che legittimo.

A margine, segnalo anche due inziative del quotidiano inglese The Sun (come fa notare Fulvio, da quelle parti Blatter non è esattamente un eroe): Batter Blatter -cioè "Colpisci Blatter", un giochino interattivo che vi darà la possibilità di sfogarvi sul povero Sepp- e Boot out Blatter, "Cacciate Blatter", una petizione per cacciarlo dalla Fifa. Ma sarà dura che molli la sua poltrona di Zurigo.

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domenica, giugno 29, 2008

 

Il piano B

Il silenzio del vecchio Sepp cominciava a diventare sospetto. I recenti episodi di violenza che hanno portato il Sudafrica al centro dell'attenzione avevano anche riacceso i dubbi circa l'opportunità di mantenere la Rainbow Nation come teatro del prossimo Mondiale. La risposta di Blatter, a Vienna per la finale di Euro 2008, non si è fatta attendere: "Sarei un presidente molto negligente se non avessi pronto un piano B. Solo una catastrofe naturale però potrebbe cambiare le cose (un anno fa, come ricorderete, menzionava anche le rivolte sociali, ndr)".
Quale sarà il Paese misterioso? L'Australia? Possibile, gli oceanici si sono fatti sotto a più riprese. La Spagna, in corsa, pare, per sostituire Ucraina e Polonia all'organizzazione di Euro 2012, potrebbe rientrare nel lotto delle candidate, anche se sembra difficile che il Mondiale rimanga in Europa. Alternative? Beh, a costo di smentire quanto appena scritto, credo che la più seria "minaccia" per gli africani possa arrivare dalla Germania:
l'alternativa più ovvia, dichiarava sempre lo scorso anno Blatter, nel caso in cui avesse deciso di spostare il torneo (una boutade troppo sottovalutata, forse).
Parlando alla tv austriaca Orf, il presidente Fifa ha comunque spiegato che rinvierà qualsiasi decisione al termine della Confederations Cup, che si disputerà in Sudafrica nel 2009 e che vedrà tra i partecipanti anche l'Italia campione del mondo.
Per la Coppa del Mondo, secondo Blatter, sarebbero "150mila i biglietti distribuiti gratuitamente al popolo sudafricano".
In chiusura, ripropongo il "borsino": Sudafrica 55% - Germania 30% - Australia 10% - Spagna 5%

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martedì, maggio 06, 2008

 

I tabloid avvisano il Trap

Dopo l'entusiasmo alla conferenza stampa di presentazione, i media irlandesi mettono in guardia il nuovo c.t.: "Questa nazionale si è indebolita nell'ultimo decennio. Lo spogliatoio è difficile da gestire e i tifosi non perdonano chi sbaglia".
"Good beginning is half the battle", "chi ben comincia è a metà dell’opera", sottolinea argutamente Vincent Hogan sull’Irish Independent del 5 maggio in una lettera aperta al Trap. Lodi e riverenza non mancano nei confronti del guru italiano. Ma nello stesso editoriale Hogan mette in guardia il nuovo mister sui problemi che dovrà affrontare, spezzando così la serie di esorbitanti elogi sinora in auge sulla stampa locale.
(clicca qui per leggere l'articolo di Antonello Guerrera su Gazzetta.it)

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sabato, maggio 03, 2008

 

Ecco il Trap

Torniamo a Sudafrica 2010 (alle prossime qualificazioni, per lo meno):

"I apologize, my English is not good. I'm sure in the future I will speak better". (CLICCA QUI per vedere il filmato) Giovanni Trapattoni rompe il ghiaccio con quello che da noi sarebbe argomento di frecciate, e invece a Dublino intenerisce gli irlandesi che subito lo adottano come salvatore della Patria. Lo dimostra la prima pagina del sito federale: "Trapattoni era begins", che significa "comincia l'era Trapattoni", squilli di trombe che anticipano le due amichevoli contro Serbia e Colombia in programma il 24 e 29 maggio.
L'Irlanda affronterà Italia, Bulgaria, Montenegro, Georgia e Cipro per sbarcare ai Mondiali 2010. "Il nostro obiettivo" per dirla con Trapattoni. Che ha anche chiarito: "Avevo varie offerte all'estero e dall'Italia, ma nel mio Paese non voglio tornare perché è dura, con la stampa intendo...". Il tutto, naturalmente, in inglese, un po' leggendo, un po' improvvisando. C'era l'interprete, ma non è servita. Il Trap, come al solito, ha fatto tutto da solo: quel che è certo, è che tutti lo hanno capito.
(Fonte: Gazzetta.it)

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sabato, marzo 29, 2008

 

Polonia, Ucraina, Italia... chi dorme di più?

Stanchi dei soliti copiaincolla? Beh, leggete Bianchi, poi ne riparliamo:

L'Italia e gli Euro 2012, la partita davvero chiusa?
Il 18 aprile un'ispezione, forse l'ultima, poi dopo l'estate l'Uefa deciderà: gli Euro 2012 in Polonia-Ucraina sono ancora fortemente a rischio ma come ha detto anche Michel Platini nei giorni scorsi a Repubblica l'Italia che ha fatto? Niente. Ha perso la corsa, un anno fa a Cardiff. Il governo ha stanziato 20 milioni di euro nella Finanziaria per rifare gli stadi: è poco. La Figc se n'è disinteressata, i Comuni pure, il governo non c'è più. Resta a combattere, almeno per ora, Luca Pancalli, ex commissario Figc. Lui ci crede tanto che oggi è a Udine. Ci crede anche Andrea Valentini, ex n.1 del Credito Sportivo, in contatto con qualche club (come l'Atalanta) che ha idee e vorrebbe tanto portarle avanti. La Juve ha intenzione di farsi uno stadio da 40.000 posti al posto di quell'inutile monumento che è il Delle Alpi (costruito nel non lontano 1990, una vergogna...). A Teramo è stato inaugurato un nuovo stadio polivalente, costruito dalla stessa società che ha in piedi un progetto con la Sampdoria. Qualcosina quindi comincia a muoversi, lentamente. C'è ancora tempo per recuperare?

Giusto qualche riga dall'intervista dello stesso Fulvio Bianchi al presidente Uefa, per chiarire la situazione dell'Italia rispetto a Euro 2012:

Di Euro 2012 che ci può dire? Polonia e Ucraina non ce la fanno proprio.
"Non lo so. Abbiamo cercato di svegliarli. Si vedrà fra qualche mese, dopo giugno. L'Italia si fa sotto? Ma che ha fatto rispetto ad un anno fa, rispetto a Cardiff?".
Niente.
"E allora? Non ha gli stadi. Ma non ci sarà, eventualmente, un nuovo bando. Non ci sarebbe il tempo. Deciderò io, con il consiglio direttivo. Noi faremo di tutto perché si giochi dove si è deciso, in Polonia-Ucraina. Però..."
(clicca qui per leggere il resto dell'intervista)

Insomma, il Sudafrica non sarà messo benissimo, per il 2010, ma Polonia e Ucraina stanno anche peggio. E l'Italia? Mah...

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