venerdì, aprile 03, 2009
Altre polemiche sulle gare in altura
Qualcuno ricorda calciatori morti a La Paz? Che ne pensate?
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giovedì, aprile 02, 2009
Messico, un altro schiaffo - Eriksson appeso a un filo
Carlo è bravo, niente da dire, quindi beccatevi un altro dei suoi pezzi (da Gazzetta.it):Quello tra il Messico e Sven Goran Eriksson pare sempre più matrimonio sbagliato: stanotte il Tri è stato umiliato in Honduras, un 3-1 (in gol anche l'ex Napoli e Udinese Carlos Pavon) che dice ancora di più di quel che pare. Una partita iniziata male e proseguita peggio quella dei messicani, coi soliti equivoci strategici e un approccio alla gara sfibrato, inconsistente che denota problemi soprattutto a livello psicologico. Non ci sta infatti che il Messico stia penando in questa maniera, e adesso si parla apertamente di "rischio Mondiale". Quest'anno l'area Nord-Centro americana manda direttamente tre nazionali a Sudafrica 2010, con la quarta che spareggerà con la prima delle escluse sudamericane, quindi c'è il forte rischio di incrociarsi con una squadra molto competitiva.
CRITICHE - E in questo momento, dopo tre partite giocate nell'Hexagonal finale, il Messico è quarto in classifica dietro Stati Uniti, Costarica e Honduras, con un punto in più del Salvador e di Trinidad e Tobago. La rosa del Messico è naturalmente superiore a quella dei rivali, il rischio è però di cadere in un vortice e creare quell'apprensione che azzera i valori tecnici. E secondo buona parte della stampa, a quel punto ci stiamo avvicinando. Eriksson, già traballante dopo i turni preliminari, continua a non convincere i più, tanto che uno dei giocatori di maggior talento del Tri, l'esterno del Deportivo La Coruna, Andres Guardado, ha esibito un'uscita dialettica piuttosto sospetta a fine match: "Non siamo noi giocatori a decidere delle sorti del c.t. ma la federazione...", ha detto la rivelazione messicana dei Mondiali del 2006. Insomma, non esattamente un stringiamoci a coorte...
INCERTEZZE - D'altronde è evidente, nonostante la vittoria del week-end contro il Costarica, in uno stadio Azteca stracolmo, che il c.t. e la squadra non marciano compatti nella stessa direzione. C'è insicurezza, si producono errori banali e, appunto, si palesa un approccio che lascia pochi spazi all'interpretazione: la squadra procede a strappi, con il Costarica le soluzioni che hanno prodotto le azioni più pericolose sono state tutte estemporanee. I continui cambi di formazioni dello svedese, al netto di squalifiche e infortuni (pesa soprattutto la mancanza di Osorio, anima del Tricolor insieme a Pavel Pardo), sono paradigmatiche di una situazione di poca chiarezza: vedi ad esempio il ruolo di Salcido, a turno spostato in fascia o al centro della difesa, e con l'Honduras, stanotte, disastroso e espulso (altra cartina al tornasole dello stato dell'arte: il Tri ha sofferto l'ennesimo cartellino rosso).
SENZA SUAZO - Eriksson rischia, il nome di Javier Aguirre, ex Atletico Madrid, risuona spesso, ma i candidati sono diversi: la federazione messicana deve decidere, o si ribadisce in maniera convinta la fiducia allo svedese, o si cambia in fretta. Il Mondiale non deve scivolare via. Intanto, gli USA pur zoppicando qua e là (pareggio in rimonta in Salvador nel passato week end), grazie alla vittoria contro Trinidad - tripletta del giovane Jozy Altidore, bloccato dal Villarreal e ora in prestito nella serie B Spagnola - comandano il gruppo, in verità più equilibrato di quel che si pronosticava. Seguono a breve distanza Costarica e Honduras. Proprio i “Catrachos”, che han schiantato il Messico anche senza l'infortunato David Suazo, possono recriminare per un erroraccio al 90' del portiere, nel match del fine settimana a Trinidad, dove controllavano agevolmente la partita che poteva portarli nelle zone altissime della classifica.
AGGIORNAMENTO (3/4/09): Esonerato il ct svedese - CITTA' DEL MESSICO (Messico) - Sven Goran Eriksson non e' piu' l'allenatore del Messico. Lo svedese, arrivato a giugno, e' stato esonerato il giorno dopo la sconfitta per 3-1 contro l'Honduras (ieri, ndr) nelle qualificazioni ai Mondiali del 2010. Il Messico di Eriksson aveva vinto una sola gara delle ultime sette disputate. (Agr)
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Australia vicina al Mondiale, Argentina distrutta
Proseguono le gare di qualificazione al primo Mondiale africano. Ecco la situazione in Asia (con l'Australia a un passo dal Sudafrica, dal Bar delle Antille) e in Sudamerica (da Gazzetta.it), dove rimbombano ancora i 6 gol con cui la Bolivia ha sgretolato la Seleccion albiceleste del divino Diego. Il quale, se non altro, non accampa scuse: "I miei giocatori hanno fatto cio' che gli ha permesso di fare l'avversario, che e' stato migliore. Punto. Non ci sono altre motivazioni, l'altitudine non c'entra. Mi pare che la Bolivia abbia disputato una grandissima partita, giocando bene, e praticando un ottimo calcio - ha proseguito l'ex Pibe de Oro - e credo che qualsiasi squadra avesse giocato oggi contro di loro, avrebbe sofferto come abbiamo sofferto noi. E io ho sofferto con la squadra: ogni gol era una pugnalata al cuore". Anche per noi.Etichette: Bar delle Antille, Brevi, Fifa, Maradona, Qualificazioni, Stampa italiana, Sudafrica
martedì, marzo 31, 2009
Abidjan
La Misna, intanto, comunica che il governo e le autorità sportive della Costa d'Avorio hanno promesso di individuare e processare i responsabili dell’incidente che ha provocato domenica la morte di almeno 22 persone all’ingresso dello stadio di calcio della capitale. A causare la strage, prima dell’inizio della partita Costa d’Avorio-Malawi, sembra esser stato lo sfondamento di un cancello da parte di un gruppo di tifosi.
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Panoramica: qualificazioni con tragedia
Altrove invece la follia è puramente calcistica. Come in Argentina. La Seleccìon targata Maradona polverizza 4-0 il Venezuela, ed è festa. Festa per Lionel Messi, autore del primo gol e della solita sfilza di magie: festa per Carlos Tevez, che in maglia biancoceleste conosce le gioie che Ferguson gli nega al Manchester United; festa per Sergio Aguero, che si presenta in campo con suo figlio nato da poco che – guarda caso – è anche nipote di Maradona.
Tutt’altro clima in casa Brasile, che orfano di Kakà impatta 1-1 contro l’Ecuador. La classifica del girone unico sudamericano dice Paraguay 23, Argentina e Cile 19, Brasile 18. Un solo punto di distacco tra Seleccìon e Seleçao. Forse non c’è grande differenza dal punto di vista matematico, ma il calcio – specie quello sudamericano – è fatto soprattutto di umori, sensazioni, irrazionalità. E se a Buenos Aires splende il sole, a Rio de Janeiro è buio fitto, tra le polemiche sul ct Dunga, il solito polverone Adriano e l’assenza di Kakà.
E arriviamo all’Europa. Tra certezze, sorprese, e delusioni. Iniziamo dalle prime. Innanzitutto la Spagna (gruppo 5), cinque vittorie su cinque, l’ultima 1-0 sulla Turchia. Poi la Germania (4), 13 punti in cinque partite, 4-0 al Liechtenstein. L’Inghilterra (6), ferma nel weekend ma in testa al suo girone con 12 punti, bottino pieno in quattro partite. L’Olanda (9), stesse cifre dell’Inghilterra, 3-0 alla Scozia. E ovviamente l’Italia, di cui però si parla con abbondanza altrove.
Ma c’è un’altra Europa dietro le big, che gioca a pallone e sa occasionalmente stupire. Ad esempio l’Ungheria, prima nel girone 1 a pari punteggio con la Danimarca e corsara in Albania con il punteggio di 1-0. E soprattutto l’Irlanda del Nord. Cosa si sa di questo piccola, turbolenta appendice anglosassone in Irlanda se non che è la terra natale di George Best ed è divisa tra cattolici e protestanti, che si contendono da decenni la miglior marca di cristianesimo? Errore, l’Ulster non è solo passato, ma anche presente: 3-2 alla Polonia e vetta del gruppo 3 a 10 punti.
Le grandi deluse (e pericolanti). Portogallo e Svezia avrebbero dovuto dominare la scena e invece il loro percorso è incerto e balbettante. Tanto che a dettare il ritmo nel gruppo 1 sono Danimarca e Ungheria, a 10 punti. Lusitani e svedesi si sono trovati gli uni di fronte gli altri. Una buona opportunità per spazzare via dubbi e rilanciarsi alla grande, mettendo al contempo ko il rivale. E invece la grande occasione si è tradotta in uno scialbo 0-0 che non fa altro che alimentare polemiche e rimpianti.
Chiosa finale con la Francia, ai piedi di monsieur Franck Ribery. Contro la Lituania serviva una vittoria, e vittoria è stata, grazie alla rete del giocatore del Bayern Monaco, sempre più uomo squadra di questi Bleus ancora senza identità. La panchina dell’inviso ct Raymond Domenech era a rischio, Ribery le ha dato una stretta di bullone. Ma la situazione resta complicata: terza nel gruppo 7, a sette punti, alle spalle di Serbia (12) e Lituania (9). Ma con una partita in meno.
(Marco Arceri, Nexta Media)
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sabato, marzo 28, 2009
L'Africa si gioca il "suo" Mondiale

Ci siamo. Venti squadre ancora in lizza, 5 i posti disponibili per affiancare il Sudafrica nella coppa del mondo del prossimo anno. L'Africa, che a Usa '94 aveva ancora solo 3 rappresentanti, in Sudafrica arriverà a 6 per la prima volta. Delle 5 presenti in Germania già eliminata l'Angola. Ancora in corsa Togo (che però è nel girone del Camerun), Ghana, Costa d'Avorio e Tunisia. Quest'ultima è inserita nel gruppo della Nigeria, l'unica squadra ad aver vinto tutti e 6 gli incontri della fase precedente.
Il via, oggi, a Kigali, dove l’Algeria cercava il suo primo successo lontano da casa nelle qualificazioni mondiali dal 2003. E' andata male: all’Amahoro Stadium è finita 0-0, risultato che farà piacere all’Egitto, impegnato domani sera in casa con lo Zambia e strafavorito per la vittoria finale nel girone.
Nell'altra gara del pomeriggio (Kenya-Tunisia), invece, le Aquile di Cartagine hanno vinto 2-1 a Nairobi lanciando un segnale forte alla Nigeria, la grande rivale del gruppo in campo domani a Maputo, in Mozambico. La Tunisia si è qualificata per gli ultimi 3 mondiali e con il successo sul Kenya sembra decisa a dar battaglia alla Nigeria, teoricamente favorita per la conquista del primo posto nel gruppo B che garantisce il biglietto per Sudafrica 2010. La squadra del portoghese Coelho è passata in vantaggio al Nyayo National Stadium con una rete di Ammar Jemal al 5’ servito da Ben Khalifa. Il miglior giocatore del Kenya, Dennis Oliech ha avuto due chiare occasioni da rete riuscendo a pareggiare al terzo tentativo al 70’: fuga di Patrick Oboya a sinistra cross e conclusione mancina dell’attaccante dell’Auxerre. La sua quinta rete nelle ultime 4 gare di qualificazione mondiale però non è bastata. La Tunisia ha impiegato due minuti per riportarsi in avanti con Issam Jomaa, resistendo poi fino alla fine. Jomaa, mancino che fa panchina nel Lens, seconda divisione francese, evidentemente a Nairobi si trova a suo agio: ieri ha approfittato di un errore difensivo segnando un gran gol con un tiro potente da 20 metri, nel 2005 nella capitale kenyana fece il suo primo gol con la nazionale tunisina. Con la rete di ieri (la terza nelle qualificazioni) è arrivato a 14 in 32 presenze. Partita dura, giocata su un campo in pessime condizioni e condizionata dal caldo umido. Il parmense McDonald Mariga ha giocato tutto l’incontro ma la sua buona prestazione non è stata sufficiente per il Kenya, destinato con ogni probabilità a giocarsi il terzo posto nel girone col Mozambico.
I tunisini partivano comunque favoriti: il Kenya ha cambiato allenatore solo alla fine di febbraio, affidandosi al tedesco Hey, 38enne che allenava in Liberia. La cacciata del precedente tecnico, l'ottimo keniano Kimanzi, ha fatto imbestialire i giocatori tanto che la stella della squadra, Oliech, aveva minacciato di lasciare le Harambee Stars. Il Kenya non ha mai battuto la Tunisia in competizioni ufficiali e aveva perso 1-0 gli ultimi 3 incontri.
Primo turno nel weekend, poi di nuovo i campo a giugno (due volte), a settembre, ottobre e novembre. Sei partite che decideranno anche chi andrà alla Coppa d'Africa in Angola nel gennaio del 2010. Le prime classificate vanno al mondiale e alla Coppa d'Africa, seconde e terze solo alla competizione continentale. In questo turno si giocano 6 partite sabato e 4 domenica.
Tra i convocati delle 20 nazionali la percentuale dei professionisti è enorme. Ci sono rose composte esclusivamente da calciatori impegnati fuori dal proprio paese (e soprattutto in Europa), a vario livello. L'eccezione è l'Egitto, che grazie a un campionato forte economicamente e tecnicamente può permettersi di tenere in patria i giocatori migliori. La squadra di Shehata, uno dei pochi allenatori africani, 5 su 20, esattamente come i francesi, ha solo da 7 professionisti su 24. Gli 'italiani' coinvolti in questo primo turno sono 7: gli interisti Muntari (Ghana) e Obinna (Nigeria), Asamoah (Udinese, Ghana), Diamoutene (Roma, Mali), Kharja (Siena, Marocco), Mariga (Parma, Kenya), Aubameyang (Avellino,Gabon). Lo juventino Sissoko era squalificato ed è infortunato.
Queste le gare del weekend, divise per gironi.
Gruppo A - Il piatto forte è la sfida tra Eto'o e Adebayor, i due grandi attaccanti di Barcellona e Arsenal. Togo e Camerun si sfidano sabato alle 17 all'Ohene Djan di Accra, Ghana, per una squalifica inflitta al Togo. Gli Sparvieri hanno impiegato 6 mesi per sostituire il ct francese Stambouli scegliendo il 62enne belga Thissen, un passato sulla panchina del Gabon, inserito in questo girone. Thissen è arrivato il 3 marzo e ha subito convocato Adebayor, fermo per l'infortunio riportato contro il Tottenham l'8 febbraio scorso. "Giocherà", ha detto il belga, per la gioia di Arsene Wenger. Per Otto Pfister, 5 vittorie su 6 nella prima fase, nessun problema: ha convocato 23 giocatori tesserati in Europa e ha l'imbarazzo della scelta. Il Togo ha battuto i Leoni Indomabili giusto 2 volte in 17 partite. L'altra gara è Marocco-Gabon. In panchina due francesi di nome, Lemerre e Giresse, sul campo non dovrebbe esserci molta storia anche se le Pantere hanno fatto bene nel girone precedente contro Ghana e Libia. Giresse ha convocato i fratelli Aubameyang, nati in Francia e tesserati per il Milan: Willy è all'Avellino, Pierre-Emerick al Digione. L'altro fratello, anche lui ex milanista, Catilina non è stato chiamato. Il padre dei 3, Pierre, giocò nella Triestina e fu capitano della nazionale.
Gruppo B - Come detto la Tunisia ha vinto in Kenya. Domani alle 15 il Mozambico ospita la Nigeria, incontro inedito nel panorama internazionale. I lusofoni si affidano all'inossidabile Tico Tico, 35 anni e un contratto nella serie B sudafricana: sinceramente non sembra poter bastare. Le Super Aquile, al momento guidate dal nigeriano Amodu, sono senza Yobo, Yakubu e Anichebe ma torna 'Obagoals' Martins. L'ex interista non ha ancora giocato un minuto nelle qualificazioni ma la Nigeria non ne ha risentito eccessivamente. Anche i nigeriani convocati giocano tutti in Europa. Tra i nomi più noti il sempreverde Kanu, Obi Mikel, Taiwo, i fratelli Uche.
Gruppo C - Egitto-Zambia chiuderà il weekend africano. Al Cairo (19.30 italiane) i campioni d'Africa, assenti dal mondiale da Italia '90, aspettano lo Zambia del francese Renard. È l'occasione per vedere Mido e Zaki, coppia d'attacco del Wigan che per infortuni vari da gennaio è scesa in campo insieme solo una volta, contro il Liverpool. L'ex romanista sinora ha giocato 5 minuti 5 nelle qualificazioni. La gara dovrebbe essere a senso unico, con lo Zambia che si affida al gruppo dei 'sudafricani': i tanti professionisti, guidati da Mbesuma, che si guadagnano da vivere nel Paese del mondiale. L'altra partita è decisamente più aperta. A Kigali il Ruanda sfida l'Algeria. Il ct croato Branko Tukac ha detto di voler fare storia, ma a disposizione ha mezzi limitati: le Vespe si appoggiano sul capitano Karekezi (Ham Kam, Norvegia) e su alcuni oriundi: l'ivoriano Oulai (terza divisione belga), i congolesi Lutula e Lezi (seconda divisione belga). L'Algeria è senza Ziani, il difensore del Marsiglia, squalificato.
Gruppo D - Il Ghana gioca domenica a Kumasi contro il Benin, qualificatosi a sorpresa per l'ultima Coppa d'Africa. Il ct serbo Rajevac è deciso a puntare sul capitano Appiah, perseguitato dagli infortuni, inseguito dai creditori e senza squadra da un anno, ma decisivo (un gol e un assist) nel 2-2 del mese scorso al Cairo con l'Egitto. Il ritorno di Essien è ovviamente la nota lieta per le Black Stars. Convocato Rahim Ayew, figlio di Abedì Pelé, ma non Dede, l'altro erede dell'ex torinista che ha partecipato all'ultima Coppa d'Africa. Il Benin è aggrappato a Omotoyossi, 6 gol in 6 partite sinora. In Sudan-Mali potrebbe arrivare la sorpresa, tra l'altro pagata molto bene dai bookmaker. Il Sudan, semisconosciuto, si è appena affidato ad un inglese altrettanto oscuro, il londinese Stephen Constantine, 'strappato' al Malawi, ma ha un gruppo solido e affronta un Mali decimato dagli infortuni. Assenti il Diarra del Madrid, il bianconero Sissoko e il difensore Drissa Diakite. C'è però Kanoute: 10 gol nelle ultime 7 partite col Siviglia. Le due squadre si sono affrontate nella fase precedente: 3-0 per il Mali a Bamako, 3-2 per il Sudan nel ritorno.
Gruppo E - Domenica (ore 19) ci sarà l'esordio di Drogba in queste qualificazioni mondiali. All'Houphouet Boigny di Abidjan, contro il Malawi di Kinna Phiri. L'attaccante del Chelsea ha saltato la fase precedente per infortunio. Halilodzic non ha Yaya Toure, ma l'avversario è davvero modesto, soprattutto fuori casa. Nelle tre sfide precedente gli Elefanti hanno sempre battuto le Fiamme. Molto più interessante la sfida tra Burkina Faso e Guinea (sabato alle 19). Gli Stalloni non battono la Guinea dal 1968 (rigori esclusi) e puntano tutto su Dagano, capocannoniere della prima fase con 7 reti. Il Burkina del portoghese Duarte, ex pupillo di Mourinho, ha segnato 14 reti nella prima fase. Nouzaret, che ha convocato solo 'europei' a parte il portiere di riserva, ha due giocatori chiave come Fode Mansare e Ismael Bangoura acciaccati.
(Filippo Maria Ricci, Gazzetta.it)
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venerdì, ottobre 17, 2008
Verso Sudafrica 2010: sogno Ruanda, crisi Brasile.
Altro copiaincolla da Gazzetta.it con questa panoramica (di Stefano Cantalupi) sulle qualificazioni mondiali nei vari continenti. Ci sono sorprese positive come Lituania, Ruanda e Cile, ma anche delusioni come Portogallo, Brasile, Argentina e Messico, nazionali che dovranno riscattarsi per non rischiare l'eliminazione: A 600 giorni di distanza dal calcio d'inizio del Mondiale 2010, andiamo a vedere come si stanno comportando le nazionali che inseguono un posto per la fase finale in Sud Africa. Tra rivelazioni, fallimenti e mezze delusioni, ci proponiamo di dare uno sguardo panoramico a quanto sta accadendo nei vari continenti. E di segnalarvi qualche giocatore interessante (che non sia troppo famoso) tra quelli che si stanno mettendo in luce con la maglia della nazionale d'appartenenza.
IN CRESCITA - Cominciamo col parlare delle squadre che stanno correndo oltre le previsioni, sorprendendo un po' tutti. Una puntualizzazione è d'obbligo: le qualificazioni sono iniziate da poco e c'è tempo per riblatare completamente le impressioni iniziali, ma il nostro obiettivo è stilare un primo bilancio, considerando quanto visto finora. Partiamo dal Paraguay, che sta dominando il Conmebol. A stupire non è tanto il fatto che l'"Albirroja" abbia ottime chance di andare al Mondiale (impresa che le riesce abitualmente), quanto il dominio espresso in termini di gioco e punti rispetto alle rivali. Restando in Sud America, sta facendo bene anche il Cile, reduce da una storica "prima volta" contro l'Argentina (immagine) e quarto i classifica. Veniamo all'Europa: la Lituania è prima (con la Serbia) in un girone dove ci sono anche Francia, Romania e Austria: chi l'avrebbe detto? Molto bene anche la Slovacchia, che ha battuto in rimonta la Polonia e ora guida il gruppo che comprende anche i "cugini" cechi. Una menzione va all'Albania, capace di bloccare Svezia e Portogallo. In Asia, la Corea del Nord sembra aver coperto il gap con le migliori rappresentanti del continente. In Africa siamo più indietro, ci sono ancora 20 nazionali in lizza per i 5 posti utili. Tra queste, alcune note liete e impreviste alla vigilia come Ruanda, Sudan, Gabon, Mozambico e Malawi.
FALLIMENTI - C'è già qualcuno che è finito fuori dai giochi. Tra le selezioni eliminate, spiccano Angola e Senegal. L'Angola era presente a Germania 2006, il Senegal stupì il mondo nell'edizione 2002. E per quanto riguarda il Concacaf, va registrata la pessima prestazione del Canada, che proprio non riesce a presentare una squadra accettabile a nessun livello.
LE "BIG" IN DIFFICOLTA' - Se per Angola, Senegal e Canada non c'è più tempo per rimediare, ci sono altre nazionali di prima fascia che possono ancora invertire la rotta dopo un inizio mediocre. La situazione peggiore è quella del Portogallo, che nelle prime 4 partite ha battuto solo Malta: poi sconfitta interna con la Danimarca, pareggio senza reti in Svezia e altro 0-0 contro un'Albania ridotta in dieci uomini per metà gara. Davvero un cammino indegno di una nazionale così dotata a livello di talento. In Europa, rischiano grosso anche Francia e Romania, che nel loro girone vedono allontanarsi pericolosamente la Lituania e soprattutto la Serbia. Scenari foschi pure per la Repubblica Ceca, in pieno ricambio generazionale. Andiamo in Sud America: sul banco degli imputati c'è il Brasile anti-spettacolare di Dunga, ma non è che l'Argentina di Basile stia facendo meglio. Impossibile pensare che non si qualifichino per la fase finale, ma l'allarme deve suonare. Così come per il Messico di Eriksson, che ancora non ha vinto la concorrenza di Honduras e Guatemala per accedere alla fase successiva nella zona nord-centroamericana.
I NOMI DA SEGUIRE - Da ultimo, vi invitiamo ad annotare qualche nome tra quelli che si stanno facendo apprezzare in queste qualificazioni mondiali. Non citiamo i fuoriclasse, perché li conoscete già. Parliamo piuttosto dei paraguaiani Valdez e Cabanas, che fanno grandi cose nell'attacco biancorosso. O del solito, sottovalutato Cahill, centrocampista che segna sempre e comunque, che si tratti di farlo per l'Everton o per l'Australia. Nel Brasile si sta salvando il difensore Thiago Silva che tanto piace alle milanesi, mentre nel Cile ha ripreso a brillare la stella del giovane Mati Fernandez, e il 21enne Martins è una delle poche buone notizie per la Bolivia. Nel Concacaf stanno segnando gol a grappoli due giovani: il giamaicano Shelton e Ruiz del Costa Rica. In Africa, riflettori sul maliano Bangoura della Dinamo Kiev, sul capocannoniere Dagano del Burkina Faso e su Omotoyossi del Benin. In Europa, il belga Sonck sta finalmente mostrando le sue potenzialità, mentre è un periodo di grazia (anche nel Colonia) per lo sloveno Novakovic. E se lo svizzero N'Kufo sta vivendo una seconda giovinezza, c'è un gigante classe '86 su cui puntiamo a occhi chiusi: è il bosniaco Dzeko e gioca nel Wolfsburg.
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Basile lascia l'Argentina. Tocca a Diego?
Alfio Basile (immagine) non è più il c.t. dell'Argentina. Lo ha annunciato la federcalcio sudamericana con una nota sul suo sito. La decisione, che arriva 24 ore dopo la clamorosa sconfitta con il Cile(1-0 nelle qualificazioni sudamericane ai Mondiali 2010), è "irrevocabile" e per "motivi personali". Basile, come si legge nella nota della federazione, ha presentato giovedì alle 21.10 (ora locale) le dimissioni al presidente Julio Humberto Grondona, che le ha accettate.Per quanto riguarda il sostituto di Basile, in Argentina cominciano a circolare tante voci e alcune piuttosto affascinanti. Si parla, ad esempio, di una possibile promozione del tecnico delle giovanili della nazionale Sergio Batista: medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino, verrebbe affiancato da Diego Armando Maradona. Altra voce quella che vedrebbe sulla panchina dell'Argentina la coppia Gabriel Batistuta-Nestor Sensini. Altre alternative sono quelle legate ai nomi di Diego Simeone, attuale allenatore del River Plate (non ha ancora però firmato il rinnovo del contratto), e di Miguel Angel Russo, allenatore del San Lorenzo.
(Fonte: Gazzetta.it)
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mercoledì, ottobre 15, 2008
Mondiali: il punto sull'Africa, Senegal e Angola eliminate
Ormai sembra che ogni mio "rientro" debba iniziare con una giustificazione della mia lunga assenza. Beh, non questa volta. Sto lavorando a un progetto importante, ma non ne parlerò, per ora. Capirete poi perchè. Intanto, questo è il punto della situazione africana, da Gazzetta.it (Filippo Maria Ricci):Tra sorprese, drammi, entusiasmo e violenza si è chiusa la prima delle due fasi delle qualificazioni africane al primo Mondiale del continente. Le squadre sono state ridotte da 36 a 20, e già due delle 5 partecipanti africane al mondiale tedesco del 2006 non hanno passato questo primo taglio: il Senegal, che nel 2002 arrivò fino ai quarti di finale in Giappone e Corea, e l'Angola, che organizzerà la prossima coppa d'Africa, sono già fuori. Così come sarebbe rimasto fuori il Sud Africa, che ha chiuso al secondo posto il suo girone non riuscendo a qualificarsi nemmeno per la coppa d'Africa del 2010 ma che ovviamente sarà in campo nel "suo" mondiale in qualità di Paese organizzatore (nella foto, il ct Joel Santana).
SISTEMA COMPLESSO - Il sistema adottato per determinare il passaggio del turno era complicato: qualificate di diritto le prime dei 12 gironi, per stilare la classifica delle migliori 8 seconde che le avrebbero accompagnate è stato necessario armarsi di calcolatrice: due dei 12 gironi strada facendo hanno perso una squadra, passando da 4 a 3 nazionali. Così alle seconde classificate dei gironi da 4 sono stati tolti i punti fatti con le quarte del proprio gruppo per equipararle a quelle dei gironi monchi. Per questo motivo, ad esempio, è passato il Mozambico che ha chiuso con 8 punti e non Angola e Uganda che ne avevano fatti 10.
LE QUALIFICATE - Queste le 20 squadre che il 22 ottobre nel sorteggio di Zurigo saranno divise in 5 gironi: le prime nel 2010 andranno al Mondiale e alla coppa d'Africa, seconde e terze solo alla competizione continentale. Giusto in 5 resteranno a mani vuote. Ci sono i pezzi grossi come Egitto, Camerun, Nigeria, Costa d'Avorio, Ghana, Tunisia e Marocco, squadre di media fascia quali Mali, Zambia, Guinea, Algeria, Togo e Burkina Faso, e un bel numero di sorprese: Benin, Kenya, Gabon, Ruanda, Sudan, Malawi, Mozambico. La Nigeria è l'unica delle 36 ad aver vinto tutte e 6 le partite giocate.
I VERDETTI DELL'ULTIMO TURNO - Uno striminzito 1-0 in trasferta a Gaborone contro i vicini del Botswana ha permesso al Mozambico di passare, dopo 24 ore di ansiosa attesa per conoscere la classifica finale delle seconde. La rete decisiva è di Bila Genito, centrocampista difensivo alla quinta stagione col Budapest Honved. Il Marocco doveva vincere e ha battuto 4-1 la Mauritania con doppietta di Youssef Hadji (Nancy) e reti di Safri e Zemmama (entrambi impegnati in Medio Oriente). A Bamako il Mali ha avuto ragione del Ciad solo nel finale, quando Tenema Ndiaye (Tours, serie B francese) ha segnato il 2-1: nello stesso girone il Sudan ha scavalcato al secondo posto il Congo grazie al 2-0 di Omdurman (di Tahir e Faysal Agab le reti). Grande partita al Kamuzu Stadium di Blantyre: il Malawi ospitava la Repubblica Democratica del Congo in uno scontro decisivo per il passaggio del turno: congolesi avanti con LuaLua ma eliminati dalla rimonta del Malawi a segno due volte negli ultimi 10 minuti con il nuovo eroe nazionale Mwafulirwa (da luglio in Svezia, al Norkopping): le Fiamme continuano a bruciare passando il turno in un girone dove c'era anche l'Egitto. Decisiva anche la sconfitta per 3-1 di Capo Verde in Tanzania, già eliminata: 9 punti non sono stati sufficienti agli isolani per andare avanti. La Guinea ha battuto 3-2 il Kenya ed è stata aiutata dalla sconfitta dello Zimbabwe in Namibia: 4-2 dopo che lo Zimbabwe nelle prime 5 giornate aveva incassato solo 2 gol. Per la Guinea a segno Bangoura (Dinamo Kiev), Keita (Maiorca) e Zayatte (Hull). Nel girone 5 tre squadre hanno chiuso appaiate a 12 punti: la differenza reti mette davanti il Ghana, poi il Gabon di Alain Giresse grazie all'1-0 sulla Libia alla quale bastava un pari per passare come prima e che invece è rimasta sorprendentemente fuori. La rete decisiva delle Pantere del Gabon è arrivata grazie al "solito" Bruno Mbanagoye, punta della Dinamo Minsk in Bielorussia.
LA VIOLENZA - Violenta contestazione e gravissimi incidenti a Dakar dopo l'1-1 tra Senegal e Gambia. I Leoni del Teranga chiudono addirittura terzi nel girone, alle spalle di Algeria (solo un punto in più dopo il pericoloso 0-0 con la Liberia) e Gambia (appaiato al secondo posto e non qualificato come il Senegal). Una vittoria avrebbe proiettato il Senegal in testa al girone alla seconda fase, ma all'87' il gambiano Tijan Jaiteh (Brann Bergen, Norvegia) ha pareggiato la rete del senegalese Kader Mangane (Rennes). Il risultato ha scatenato l'ira della folla, con cariche, incendi e violenze prolungate dentro e fuori lo stadio. Diversa l'origine dei disordini a Sekondi: per la prima volta nella storia la cittadina ghanese ospitava le Black Stars e l'arrivo della nazionale ha generato un entusiasmo incontrollabile. Cancelli sfondati, corsa al posto con tifosi travolti e calpestati, stadio pieno ben oltre la capienza limite. I media locali avevano parlato di due morti ma la notizia è stata smentita.
ADEBAYOR E DOPPIETTE - Venerdì Emmanuel Adebayor aveva detto che non avrebbe giocato contro lo Swaziland per protestare contro la pessima organizzazione logistica improvvisata dalla sua federazione: sabato sul neutro di Accra, in Ghana, il centravanti dell'Arsenal è sceso in campo e ha fatto 4 reti nel 6-0 finale, che è valso agli Sparvieri secondo posto e qualificazione. Doppiette per Eto'o e Ze Meyong (Sporting Braga) nel 5-1 del Camerun alle isole Mauritius, e dell'ivoriano Sanogo (Werder Brema) nel 3-0 al Madagascar. Con Drogba infortunato davanti per gli Elefanti hanno giocato anche Baky Kone (Marsilglia) e Salomon Kalou (Chelsea) che ha segnato la terza rete. Due gol per Moumouni Dagano, capocannoniere della zona africana con 7 centri in 6 gare: il centravanti che ora gioca in Qatar (all'Al-Khor) ha contribuito al 3-1 del Burkina Faso sul Burundi che ha permesso agli Stalloni di confermare il primo posto del girone davanti alla più quotata Tunisia.
GOL ITALIANI E INFORTUNI - L'interista Sulley Muntari ha segnato la rete di apertura di Ghana-Lesotho (3-0 finale con reti di Junior Agogo e Matthew Amoah), mentre nel 4-1 della Nigeria alla Sierra Leone gol iniziale dell'udinese Chris Obodo e rete del 2-1 dell'interista Victor Obinna. Da verificare le condizioni dei maliani Diarra e Kanoute, tornati in Spagna infortunati: preoccupa soprattutto il centrocampista: sabato il Madrid è atteso al Calderon per il derby.
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giovedì, settembre 11, 2008
Sud Africa, quanti guai, anche la squadra non va
Altro copiaincolla, da Gazzetta.it:7 settembre 2008 - Come se non bastassero i problemi sociali, politici e organizzativi, a turbare i sogni mondiali del Sud Africa ci si mettono anche i Bafana Bafana.
NIENTE COPPA D’AFRICA - Sabato a Port Elizabeth la nazionale sudafricana ha perso 1-0 con la Nigeria (rete di Uche del Getafe al 70’) precludendosi ogni possibilità di qualificazione alla Coppa d’Africa del 2010. Insieme alla Nigeria, che nel Gruppo 4 delle eliminatorie per mondiale e Coppa d’Africa ha vinto tutte le partite, può avanzare alla fase successiva (il sistema è complicato e c’è ancora un altro turno) solo la Sierra Leone: nazionale al 145° posto nel ranking Fifa che rappresenta un Paese distrutto dalla guerra. I Bafana Bafana, che con la Nigeria hanno sempre perso senza riuscire a fare un gol alle Super Aquile in 6 incontri ufficiali, sono già al capolinea.
CHE NUMERI! - Nelle 5 gare del girone eliminatorio (valido sia per la Coppa d'Africa sia per il Mondiale, dove però i sudafricani sono qualificati di diritto) hanno rimediato una vittoria (Guinea Equatoriale), un pari (Sierra Leone in casa) e 3 sconfitte (doppio ko con la Nigeria più la trasferta a Freetown). Cinque i gol subiti, 4 quelli fatti, tutti nel 4-1 con la Guinea Equatoriale. Per il resto, 4 partite senza trovare la rete.
INUTILE DOMINIO - Sabato il Sud Africa ha giocato bene, ma è stato fermato dal portiere nigeriano Dele Aiyenugba (gioca in Israele) e dagli errori di mira dei suoi. “Abbiamo dominato – ha detto dopo la gara il ct brasiliano Joel Santana , in panchina dall'inizio del girone – e infatti ho fatto i complimenti a tutti i miei giocatori. Volevo dimostrare a voi giornalisti cosa sappiamo fare: io preferisco perdere con una formazione offensiva piuttosto che vincere schierando una squadra codarda che pensa solo a difendersi”. Intanto l’imbarazzo resta, e poi altro che stile offensivo: i giornali sudafricani hanno criticato il ct per aver sprecato il primo tempo partendo con il tanto caro 4-2-3-1, con due centrali di centrocampo difensivi, Sibaya e Dikgacoi, e una sola punta, Benni McCarthy, scelto come nuovo capitano: “Ero così orgoglioso – ha detto l’attaccante del Blackburn – per me era una gran giorno. Abbiamo giocato alla grande e solo Dio sa come non abbiamo potuto vincere. Le cose possono solo migliorare e sono sicuro che per il 2010 saremo pronti”.
CAMPO IN PESSIME CONDIZIONI - Non sono in molti a crederlo. Chi non era pronto era il prato dell’Eastern Province Rugby Stadium di Port Elizabeth, criticato dallo stesso McCarthy. “Effettivamente il terreno non era in grandi condizioni, e giocarci sopra non era facile”. Va ricordato che il nuovo stadio in costruzione a Port Elizabeth, intitolato a Nelson Mandela, è stato recentemente cancellato dalla lista degli impianti che ospiteranno la Confederations Cup del 2009, con gli organizzatori che però hanno garantito che sarà pronto per il mondiale.
MONDIALE A RISCHIO - Ciclicamente emergono voci che vogliono l’evento sudafricano a rischio: il presidente della Fifa Sepp Blatter ha dichiarato che ha pronto un Piano B, ma l’Africa difende a spada tratta il suo primo mondiale. I problemi sono noti: la sicurezza, la carenza delle infrastrutture, comunicazioni e telecomunicazioni su tutte, i nodi organizzativi con gli scioperi nei cantieri degli stadi. In ambito sportivo Joel Santana, ha sostituito nell’aprile scorso Carlos Alberto Parreira, tornato in Brasile per problemi familiari dopo aver consigliato l’assunzione del compatriota.
DIFENSIVISTA - Santana (foto), carioca nato il giorno di Natale, deve compiere 60 anni, è stato un giocatore discreto (breve carriera come difensore centrale) ed è noto come un tecnico difensivista tanto che negli anni scorsi è stato chiamato dal Vasco e dal Flamengo quando rischiavano la retrocessione. Il suo grande pregio come allenatore è quello di aver vinto il campionato di Rio con tutti i grandi club della città: Botafogo, Fluminense, Flamengo e Vasco, cosa che gli è valsa il titolo di ‘Rei do Rio’. Per Santana i titoli regionali sono 9 in tutto, considerando anche i 3 campionati baiani conquistati con il Bahia e il Vitoria. A suo modo un vincente, Joel, che però sta facendo una gran fatica a familiarizzare col calcio africano. Tanto che dopo 7 qualificazioni consecutive, i Bafana Bafana guarderanno la Coppa d’Africa in tv. Sognando il mondiale.
Filippo Maria Ricci
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mercoledì, agosto 20, 2008
Mondiali 2010, Georgia-Irlanda in campo neutro
La Fifa ha stabilito che il match Georgia-Irlanda, valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2010 e in programma il prossimo 6 settembre, si dovrà disputare in campo neutro. La decisione è la logica conseguenza della guerra scoppiata in Ossezia. La Federcalcio georgiana (che ha da poco ingaggiato Hector Cuper per sostituire il dimissionario Klaus Toppmoeller) avrà tempo fino al 26 agosto per comunicare la sede dove intendere giocare l'incontro. Georgia e Irlanda fanno parte dello stesso girone (il Gruppo 8) dell'Italia.
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lunedì, luglio 07, 2008
Stranieri
(...)il vero problema lo ha Fabio Capello: come fa a fare la Nazionale inglese se, in base ad uno studio, su 471 calciatori nelle rose basi della Prima divisione ben 280 (il 59,4%) non sono convocabili per le squadre nazionali? Impressionante. In Germania sino al 48,1%, in Spagna (campione d'Europa) al 38,6. E in Italia? Gli stranieri incidono molto meno: su 410 giocatori in rosa, 155 (il 37,8%) non sono convocabili per le squadre nazionali. Percentuale molto bassa che facilita il compito di Lippi. Il vero problema semmai sono i vivai: lì, come denunciato dal sindacato calciatori, sono arrivati in pochi anni centinaia di ragazzini dall'estero che non erano mai stati tesserati in precedenza. Sconosciuti, che chissà che fine fanno. Una vera tratta di baby-calciatori. I nostri club si lamentano quando il Chelsea o il Manchester porta via un bay-talento (in pieno accordo coi genitori e strapagandolo...) ma sono i primi veri predoni soprattutto in Africa, alcuni club lo fanno da anni. La Figc ha promesso un'inchiesta, speriamo in bene: anche perché così facendo i ragazzini italiani trovano sempre meno spazio nei nostri vivai, e questo a gioco lungo potrebbe essere un problema serio nelle Nazionali. Il vero marcio è lì, nei settori giovanili, e non tanto ai vertici: anche se qualche club ha utilizzato il mercato estero per muovere un po' di soldi.
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sabato, giugno 28, 2008
Namibia, si dimette Schans
Dopo tre sconfitte consecutive nelle gare di qualificazione a Sudafrica 2010, Arie Schans (foto) lascia la panchina della Namibia.“Non credo ci siano più le condizioni per continuare” ha dichiarato il 56enne c.t., in carica da dicembre. La svolta è arrivata dopo il k.o. (0-4) rimediato contro la Guinea domenica scorsa.
(Fonte: sudafrica10.wordpress.com, grazie -e bentornata- a Graziana)
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venerdì, giugno 27, 2008
2010, Coree contro
E' stato effettuato a Kuala Lumpur il sorteggio per la zona asiatica dell'ultimo turno di qualificazione al Mondiale 2010. Australia e Giappone finiscono nello stesso gruppo (A), così come l'una contro l'altra si troveranno le due Coree (B). Le prime due di classificate di ciascun girone accedono direttamente alla fase finale, le terze si affronteranno in una sfida ad eliminazione diretta con andata e ritorno. La vincente incontrerà la migliore squadra della zona oceanica in un'ulteriore playoff con andata e ritorno dal quale uscirà l'ultima qualificata.
Gruppo A
Australia
Giappone
Bahrein
Uzbekistan
Qatar
Gruppo B
Corea del Sud
Iran
Arabia Saudita
Corea del Nord
Emirati Arabi Uniti
Gli incontri si disputeranno tra il 6 settembre 2008 ed il 17 giugno 2009.
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mercoledì, giugno 25, 2008
Varie ed eventuali
La prima riguarda, anche se "di striscio", le qualificazioni a Sudafrica 2010:
ZAPATA STA MEGLIO - A quattro giorni dall'intervento allo zigomo sinistro, fratturato nel corso della partita di qualificazione ai Mondiali 2010 Perù-Colombia, il difensore dell'Udinese Cristian Zapata guarda con serenità al suo decorso post-operatorio. "Fortunatamente adesso sto meglio e non vedo l'ora di ricominciare - dice al sito del club -. Voglio ringraziare ufficialmente il professor Massimo Politi per aver eseguito in maniera esemplare l'intervento di riduzione della frattura allo zigomo. Ora penso solo a riposarmi per tornare il prima possibile ad allenarmi". Zapata è stato giovedì scorso nella clinica dell'Azienda ospedaliero-universitaria "Santa Maria della Misericordia" di Udine. "Dopo l'infortunio ero molto abbattuto e triste - ha commentato il difensore bianconero -, ora sono più sereno e non vedo l'ora di poter ricominciare a correre. Intanto resterò a Udine a casa: saranno queste le mie vacanze, durante le quali penserò solamente a rimettermi in forma".
La seconda, invece, sembra portare verso l'ennesima polemica Cio-Fifa (il calcio lascerà le Olimpiadi o va verso la partecipazione dei "big"?):
VIA IL LIMITE D'ETA' PER I GIOCHI? - Olimpiadi aperte ai campioni del calcio di ogni età. E' l'auspicio espresso oggi da Thomas Bach, vicepresidente del Comitato Olimpico Internazionale, parlando del torneo di calcio ai prossimi Giochi di Pechino, a cui possono partecipare solo giocatori Under 23. "Mi piacerebbe che la Fifa si decidesse a cedere, togliendo il limite di età per la partecipazione dei calciatori ai Giochi - afferma Bach -. Questo non modificherebbe in alcun modo le caratteristiche nè sminuirebbe il significato del Mondiale di calcio". Ad ogni nazionale è concessa la possibilità di portare al massimo tre fuoriquota.
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lunedì, giugno 23, 2008
2010: Nigeria avanti tutta, Sudafrica nei guai
Se l'Italia campione del mondo piange, il Sudafrica, organizzatore della prossima rassegna planetaria, non ride di certo. Filippo Ricci, su Gazzetta.it, fa il punto della situazione:I Bafana Bafana rischiano di restare fuori da Angola 2010, la vetrina continentale. Hanno pareggiato 0-0 con la Sierra Leone a Pretoria una partita piena di errori degli attaccanti e segnata dalle parate del numero uno ospite, il 19enne Christian Caulker del FC Kallon, squadra della prima divisione della Sierra Leone di proprietà dell'ex interista. Per il Sudafrica, oggi in mano a Joel Santana (foto), una sola vittoria in 4 gare di qualificazione: per approdare in Angola bisognerà battere la Nigeria in casa, vincere in Guinea Equatoriale e sperare. Non esattamente facile, ma soprattutto non proprio incoraggiante per gli organizzatori del mondiale. Il ct brasiliano è stato crocifisso dalla stampa locale, soprattutto per essere sceso in campo con un solo attaccante e due centrocampisti difensivi.
(clicca qui per leggere il resto dell'articolo)
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mercoledì, giugno 18, 2008
I 90 anni di Madiba e le sorprese africane
Rieccomi, in pieno Europeo, a parlare d'Africa. Manco dal blog da quasi un mese, ma mi ripresento qui con una figlia in più (e fanno due), quindi direi che posso ritenermi giustificato.Filippo Maria Ricci, giornalista della Gazzetta, racconta la situazione delle qualificazioni africane (16/06/08):
Senza grande pubblicità, a fari praticamente spenti, l'Africa si sta giocando il suo Mondiale. Una complessa maratona che coinvolgeva 51 squadre, attualmente ridotte a 47. Tre sono cadute nel turno preliminare (Somalia, Isole Comore, Guinea Bissau), una (Eritrea) ha abbandonato per problemi federali.
SECONDA FASE - Le superstiti sono divise in 12 gruppi (tutti da 4 meno quello dell'Eritrea, ora da 3) e lottano per la qualificazione al Mondiale sudafricano e alla Coppa d'Africa del 2010, in Angola. Passano le prime e le 8 migliori seconde. Si formeranno 5 gruppi da 4: chi vince il raggruppamento va ai mondiali e alla Coppa d'Africa, seconde e terze solo alla competizione continentale. Il Sud Africa gioca ma ovviamente solo per le qualificazioni alla Coppa d'Africa. In questo weekend si è arrivati al giro di boa della prima fase eliminatoria. Chiusa la terza giornata, si giocherà ancora il prossimo weekend e poi il primo fine settimana di settembre. Finale della seconda fase a ottobre.
PESSIMO SUDAFRICA - In 12 gironi solo 3 squadre sono a punteggio pieno. Una delle favorite, la Nigeria, e due possibili outsider, il ritrovato Burkina Faso (ora nelle mani del portoghese Paulo Duarte) e la sorpresa Ruanda allenata dal croato Branko Tucak. Queste ultime due assenti persino dalla Coppa d'Africa di gennaio in Ghana. Le Super Aquile nigeriane vincono senza volare: negli ultimi due incontri doppio 1-0 con reti del difensore dell'Everton Yobo per rimediare i 3 punti con Guinea Equatoriale e Sierra Leone, non esattamente dei colossi. In questo gruppo le altre sono tutte a 3, compreso il Sud Africa, che passato dal brasiliano Carlos Alberto Parreira (dimessosi per problemi familiari) al connazionale Joel Santana non ha migliorato il proprio rendimento e rischia addirittura di restare fuori dalla Coppa d'Africa del 2010, anno del 'suo' mondiale. I Bafana Bafana hanno perso 2-0 in Nigeria e 1-0 in Sierra Leone, battendo 4-1 in casa la Guinea Equatoriale. La Sconfitta in Sierra Leone è arrivata nel weekend, ineccepibile (per i padroni di casa diverse occasioni) e sancita da un rigore dell'ex interista Mohammed Kallon.
TANTE SORPRESE - Nel fine settimana non sono mancate le sorprese: il Camerun di Eto'o fermato in Tanzania (0-0), l'Egitto, vincitore delle ultime due Coppe d'Africa, sconfitto in Malawi, il 3-1 del Ruanda sul Marocco, il 2-0 del Gabon al Ghana, prima sconfitta delle Black Stars nelle qualificazioni mondiali dal settembre 2004. In campo tra gli altri Essien e Muntari, decisivo errore dell'ex Chievo John Mensah. E poi il 3-2 del Sudan al Mali nonostante la doppietta del sivigliano Kanoute, il 3-1 dell'Uganda all'Angola, i pareggi della Costa d'Avorio di Drogba in Botswana (1-1) e del Senegal in Liberia (2-2), con i Leoni de Teranga avanti 2-0.
CLASSIFICHE RIVOLUZIONARIE - Un'occhiata alle classifiche, andando in ordine di Gruppo. Il Camerun ha un punto di vantaggio su Capo Verde e 4 sulla Tanzania. Kenya a +2 su Zimbabwe e Guinea. Angola, Benin e Uganda appaiate a 6 punti. Nigeria a 9 con Sud Africa, Guinea Equatoriale e Sierra Leone a 3. Ghana e Libia a 6 col Gabon a 3. Gambia e Senegal leader senza smalto con 5 punti, Algeria a 3, Liberia a 2. Botswana davanti alla Costa d'Avorio per differenza reti, 5 punti per entrambe e +2 sul Madagascar. Ruanda a +3 sul Marocco. Burkina Faso a +3 sulla Tunisia. Mali con 6, Ciad, Sudan e Congo a 3, ma Ciad e Sudan devono recuperare una partita. Swaziland leader sorprendente del gruppo da 3 squadre: 4 punti, uno in più del Togo, con lo Zambia a 1. Malawi, Repubblica Democratica del Congo ed Egitto tutte a 6.
IL BOMBER - Moumouni Dagano, attaccante burkinabe del Sochaux è attualmente il capocannoniere continentale con 5 reti in 2 partite. Nel weekend ha segnato una tripletta nel faticoso 3-2 degli Stalloni con le Seychelles: gli isolani giocavano in casa e si erano portati avanti 2-1.
A "margine", un altro appuntamento fondamentale: il prossimo 27 giugno, Nelson Mandela festeggerà 90 anni. Moltissime le star internazionali invitate: da Robert De Niro a Eric Clapton, da Annie Lennox ai Simple Minds. Prossimo obiettivo dell'ex Presidente sudafricano: festeggiare i 92 durante il Mondiale 2010.
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lunedì, maggio 12, 2008
Halilhodzic in Costa d'Avorio
Il franco-bosniaco Vahid Halilhodzic (foto) sarà il nuovo commissario tecnico della Costa d'Avorio. L'ex allenatore del Paris SG, che ha vinto il "ballottaggio" con Jean Tigana, prende il posto del tedesco Uli Stielike. Il tedesco aveva lasciato la panchina degli Elefanti lo scorso febbraio a cusa di gravi problemi familiari.Halilhod avrà il compito di guidare Drogba e compagni nelle qualificazioni a Sudafrica 2010 e alla Coppa d'Africa in Angola (un unico torneo per entrambe le manifestazioni) che si giocherà all'inizio dello stesso anno: gli ivoriani saranno impegnati nel gruppo 7, con Mozambico, Botswana e Madagascar.
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venerdì, maggio 09, 2008
Angola 2010: una festa
Il 2010 non sarà solo l'anno del Sudafrica, ma anche della prossima Coppa d'Africa. L'Angola sarà teatro della più importante manifestazione calcistica del continente proprio nell'anno in cui il Mondiale, per la prima volta organizzato proprio da quelle parti, offuscherà il prestigio che Luanda si aspetta dal torneo. L'Angola è un Paese disastrato, assolutamente non in grado di far fronte a un simile impegno senza affamare ulteriormente i propri poveri. Ho parlato spesso delle difficoltà sudafricane, ma vi garantisco che, in confronto a quanto accade in Angola, Pretoria sembra la capitale della Svizzera.
Ecco, di nuovo, mi trovo a dovermi scusare. Per la foto (fonte: Gruppo di Volontariato Civile), questa volta. Detesto fare ricorso a titoli a effetto o a immagini scioccanti (non lavoro per Studio Aperto), ma mi è sembrato l'unico sistema per attirare davvero l'attenzione.
Giudicate voi se sia il caso di attendere davvero una Coppa d'Africa.
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La Fifa revoca la sospensione al Ciad
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