sabato, aprile 04, 2009
Biglietti Mondiali: oltre un milione e mezzo di richieste

Sono state 1,6 milioni le richieste di biglietti per assistere alle partite dei Mondiali di calcio in programma il prossimo anno in Sudafrica. Lo ha reso noto la Fifa - il massimo organo calcistico internazionale - aggiungendo che i tifosi di casa hanno prenotato il 30% dei tagliandi messi in vendita. Subito dopo vengono i tifosi di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Italia e Australia. Dal 20 febbraio al 31 marzo, giorni in cui era possibile prenotare i biglietti, la Fifa ha ricevuto richieste da 205 paesi diversi. Le poltrone più gettonate sono state quelle per la partita inaugurale e per la finale; un sorteggio, in programma il 15 aprile, deciderà chi avrà diritto ad assistervi. Dal 4 maggio al 16 novembre si terrà la vendita dei tagliandi di tutte le altre gare. Quello in Sudafrica sarà il primo mondiale di calcio a essere disputato in terra africana: le 18 edizioni precedenti si sono tenute sempre in Europa o in America Latina, con l’unica eccezione degli Stati Uniti nel 1994 (oltre a Corea del Sud-Giappone del 2002, ndr); l’edizione del 2014 si terrà in Brasile.
(Fonte: Misna)
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venerdì, aprile 03, 2009
Altre polemiche sulle gare in altura
Qualcuno ricorda calciatori morti a La Paz? Che ne pensate?
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giovedì, aprile 02, 2009
Messico, un altro schiaffo - Eriksson appeso a un filo
Carlo è bravo, niente da dire, quindi beccatevi un altro dei suoi pezzi (da Gazzetta.it):Quello tra il Messico e Sven Goran Eriksson pare sempre più matrimonio sbagliato: stanotte il Tri è stato umiliato in Honduras, un 3-1 (in gol anche l'ex Napoli e Udinese Carlos Pavon) che dice ancora di più di quel che pare. Una partita iniziata male e proseguita peggio quella dei messicani, coi soliti equivoci strategici e un approccio alla gara sfibrato, inconsistente che denota problemi soprattutto a livello psicologico. Non ci sta infatti che il Messico stia penando in questa maniera, e adesso si parla apertamente di "rischio Mondiale". Quest'anno l'area Nord-Centro americana manda direttamente tre nazionali a Sudafrica 2010, con la quarta che spareggerà con la prima delle escluse sudamericane, quindi c'è il forte rischio di incrociarsi con una squadra molto competitiva.
CRITICHE - E in questo momento, dopo tre partite giocate nell'Hexagonal finale, il Messico è quarto in classifica dietro Stati Uniti, Costarica e Honduras, con un punto in più del Salvador e di Trinidad e Tobago. La rosa del Messico è naturalmente superiore a quella dei rivali, il rischio è però di cadere in un vortice e creare quell'apprensione che azzera i valori tecnici. E secondo buona parte della stampa, a quel punto ci stiamo avvicinando. Eriksson, già traballante dopo i turni preliminari, continua a non convincere i più, tanto che uno dei giocatori di maggior talento del Tri, l'esterno del Deportivo La Coruna, Andres Guardado, ha esibito un'uscita dialettica piuttosto sospetta a fine match: "Non siamo noi giocatori a decidere delle sorti del c.t. ma la federazione...", ha detto la rivelazione messicana dei Mondiali del 2006. Insomma, non esattamente un stringiamoci a coorte...
INCERTEZZE - D'altronde è evidente, nonostante la vittoria del week-end contro il Costarica, in uno stadio Azteca stracolmo, che il c.t. e la squadra non marciano compatti nella stessa direzione. C'è insicurezza, si producono errori banali e, appunto, si palesa un approccio che lascia pochi spazi all'interpretazione: la squadra procede a strappi, con il Costarica le soluzioni che hanno prodotto le azioni più pericolose sono state tutte estemporanee. I continui cambi di formazioni dello svedese, al netto di squalifiche e infortuni (pesa soprattutto la mancanza di Osorio, anima del Tricolor insieme a Pavel Pardo), sono paradigmatiche di una situazione di poca chiarezza: vedi ad esempio il ruolo di Salcido, a turno spostato in fascia o al centro della difesa, e con l'Honduras, stanotte, disastroso e espulso (altra cartina al tornasole dello stato dell'arte: il Tri ha sofferto l'ennesimo cartellino rosso).
SENZA SUAZO - Eriksson rischia, il nome di Javier Aguirre, ex Atletico Madrid, risuona spesso, ma i candidati sono diversi: la federazione messicana deve decidere, o si ribadisce in maniera convinta la fiducia allo svedese, o si cambia in fretta. Il Mondiale non deve scivolare via. Intanto, gli USA pur zoppicando qua e là (pareggio in rimonta in Salvador nel passato week end), grazie alla vittoria contro Trinidad - tripletta del giovane Jozy Altidore, bloccato dal Villarreal e ora in prestito nella serie B Spagnola - comandano il gruppo, in verità più equilibrato di quel che si pronosticava. Seguono a breve distanza Costarica e Honduras. Proprio i “Catrachos”, che han schiantato il Messico anche senza l'infortunato David Suazo, possono recriminare per un erroraccio al 90' del portiere, nel match del fine settimana a Trinidad, dove controllavano agevolmente la partita che poteva portarli nelle zone altissime della classifica.
AGGIORNAMENTO (3/4/09): Esonerato il ct svedese - CITTA' DEL MESSICO (Messico) - Sven Goran Eriksson non e' piu' l'allenatore del Messico. Lo svedese, arrivato a giugno, e' stato esonerato il giorno dopo la sconfitta per 3-1 contro l'Honduras (ieri, ndr) nelle qualificazioni ai Mondiali del 2010. Il Messico di Eriksson aveva vinto una sola gara delle ultime sette disputate. (Agr)
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Australia vicina al Mondiale, Argentina distrutta
Proseguono le gare di qualificazione al primo Mondiale africano. Ecco la situazione in Asia (con l'Australia a un passo dal Sudafrica, dal Bar delle Antille) e in Sudamerica (da Gazzetta.it), dove rimbombano ancora i 6 gol con cui la Bolivia ha sgretolato la Seleccion albiceleste del divino Diego. Il quale, se non altro, non accampa scuse: "I miei giocatori hanno fatto cio' che gli ha permesso di fare l'avversario, che e' stato migliore. Punto. Non ci sono altre motivazioni, l'altitudine non c'entra. Mi pare che la Bolivia abbia disputato una grandissima partita, giocando bene, e praticando un ottimo calcio - ha proseguito l'ex Pibe de Oro - e credo che qualsiasi squadra avesse giocato oggi contro di loro, avrebbe sofferto come abbiamo sofferto noi. E io ho sofferto con la squadra: ogni gol era una pugnalata al cuore". Anche per noi.Etichette: Bar delle Antille, Brevi, Fifa, Maradona, Qualificazioni, Stampa italiana, Sudafrica
martedì, marzo 31, 2009
Panoramica: qualificazioni con tragedia
Altrove invece la follia è puramente calcistica. Come in Argentina. La Seleccìon targata Maradona polverizza 4-0 il Venezuela, ed è festa. Festa per Lionel Messi, autore del primo gol e della solita sfilza di magie: festa per Carlos Tevez, che in maglia biancoceleste conosce le gioie che Ferguson gli nega al Manchester United; festa per Sergio Aguero, che si presenta in campo con suo figlio nato da poco che – guarda caso – è anche nipote di Maradona.
Tutt’altro clima in casa Brasile, che orfano di Kakà impatta 1-1 contro l’Ecuador. La classifica del girone unico sudamericano dice Paraguay 23, Argentina e Cile 19, Brasile 18. Un solo punto di distacco tra Seleccìon e Seleçao. Forse non c’è grande differenza dal punto di vista matematico, ma il calcio – specie quello sudamericano – è fatto soprattutto di umori, sensazioni, irrazionalità. E se a Buenos Aires splende il sole, a Rio de Janeiro è buio fitto, tra le polemiche sul ct Dunga, il solito polverone Adriano e l’assenza di Kakà.
E arriviamo all’Europa. Tra certezze, sorprese, e delusioni. Iniziamo dalle prime. Innanzitutto la Spagna (gruppo 5), cinque vittorie su cinque, l’ultima 1-0 sulla Turchia. Poi la Germania (4), 13 punti in cinque partite, 4-0 al Liechtenstein. L’Inghilterra (6), ferma nel weekend ma in testa al suo girone con 12 punti, bottino pieno in quattro partite. L’Olanda (9), stesse cifre dell’Inghilterra, 3-0 alla Scozia. E ovviamente l’Italia, di cui però si parla con abbondanza altrove.
Ma c’è un’altra Europa dietro le big, che gioca a pallone e sa occasionalmente stupire. Ad esempio l’Ungheria, prima nel girone 1 a pari punteggio con la Danimarca e corsara in Albania con il punteggio di 1-0. E soprattutto l’Irlanda del Nord. Cosa si sa di questo piccola, turbolenta appendice anglosassone in Irlanda se non che è la terra natale di George Best ed è divisa tra cattolici e protestanti, che si contendono da decenni la miglior marca di cristianesimo? Errore, l’Ulster non è solo passato, ma anche presente: 3-2 alla Polonia e vetta del gruppo 3 a 10 punti.
Le grandi deluse (e pericolanti). Portogallo e Svezia avrebbero dovuto dominare la scena e invece il loro percorso è incerto e balbettante. Tanto che a dettare il ritmo nel gruppo 1 sono Danimarca e Ungheria, a 10 punti. Lusitani e svedesi si sono trovati gli uni di fronte gli altri. Una buona opportunità per spazzare via dubbi e rilanciarsi alla grande, mettendo al contempo ko il rivale. E invece la grande occasione si è tradotta in uno scialbo 0-0 che non fa altro che alimentare polemiche e rimpianti.
Chiosa finale con la Francia, ai piedi di monsieur Franck Ribery. Contro la Lituania serviva una vittoria, e vittoria è stata, grazie alla rete del giocatore del Bayern Monaco, sempre più uomo squadra di questi Bleus ancora senza identità. La panchina dell’inviso ct Raymond Domenech era a rischio, Ribery le ha dato una stretta di bullone. Ma la situazione resta complicata: terza nel gruppo 7, a sette punti, alle spalle di Serbia (12) e Lituania (9). Ma con una partita in meno.
(Marco Arceri, Nexta Media)
Date un'occhiata anche qui: Carlo è sempre il migliore.
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sabato, marzo 28, 2009
Una Coppa pulita

Come annunciato ieri, ecco cosa mi ha raccontato Danny Jordaan, CEO del Comitato organizzatore di Sudafrica 2010, per il Manifesto:
Danny Jordaan, presidente del Comitato organizzatore di Sudafrica 2010, è a Milano per presentare la Confederations Cup di giugno e lo stato dei lavori per i Mondiali del prossimo anno. La prima Coppa del Mondo organizzata da un Paese africano è alle porte e l'ex insegnante-calciatore-attivista anti-Apartheid-dirigente dell'Anc (57 anni), vuole correggere l'immagine di una nazione disorganizzata e in ritardo circolata con l'avvicinarsi dello storico traguardo. I ritardi, in alcuni casi, erano reali come a Port Elizabeth (che è la città natale di Jordaan e ha perso la Confederations Cup) ma per lo più si tratta di problemi comuni a ogni organizzatore di grandi eventi. Basti pensare a Pechino 2008 o, per guardare a casa nostra, a Italia '90, con gli ultimi «ritocchi» fatti in corsa la mattina della giornata inaugurale.
Mr. Jordaan, ha mai avuto la sensazione che Blatter potesse davvero decidere di spostare il Mondiale altrove, negli Usa o in Australia?
Non esiste essere umano sulla terra che possa togliere il Mondiale al Sudafrica. Solo Dio potrebbe farlo. Quando investi 3 miliardi di euro nell'organizzazione di un simile evento, è ovvio che ci siano dei contratti a tutelarti. Nessuno può svegliarsi una mattina e decidere di spostare altrove il Mondiale, a meno che non si verifichi un disastro naturale, come un terremoto, per esempio. Abbiamo dei contratti firmati e tutti li onoreranno.
E il problema della sicurezza che spaventa la Fifa?
Negli ultimi tempi abbiamo avuto a che fare con attacchi xenofobi, gravi senza dubbio, ma del tutto estemporanei. Nessuno può pensare di punire il nostro paese per quei fatti.
I tifosi saranno al sicuro?
Al 100%. Vi assicuro che tutto andrà per il meglio, nessuno è preparato quanto lo siamo noi. E in ogni caso è troppo tardi, stiamo già vendendo i biglietti.
Impiegherete anche l'esercito?
No, i soldati resteranno fuori da ogni fase dell'organizzazione, non saranno necessari e non vogliamo creare un impianto militaristico, sarebbe pessimo anche per la nostra immagine. Abbiamo investito più di cento milioni di euro nella sicurezza, per aumentare di 41mila unità le forze di polizia e addestrare 45mila steward. Sarà più che sufficiente.
Qualcuno pensa che i vostri nuovi modernissimi stadi possano diventare delle cattedrali nel deserto dopo il Mondiale: enormi impianti per il calcio costruiti in quartieri bianchi, dove si seguono solo rugby e cricket, e troppo lontani per la gente dei quartieri neri, che non potrà permettersi di pagare il biglietto per arrivare allo stadio.
Queste differenze non hanno più senso. L'Apartheid creò aree bianche e aree nere, ma oggi il paese appartiene a tutti noi, senza distinzioni. Ci sono bianchi che vivono a Soweto e neri che vivono a Sea Point (quartiere di Cape Town, ndr). Per cui, dove sarebbero questi «quartieri bianchi»?
Beh, ha citato tutti quartieri «bene». Soweto non è più il ghetto di qualche anno fa. Da Philippi (uno degli slums di Cape Town, ndr) allo stadio di Green Point però può essere un viaggio impossibile...
Il Mondiale si gioca a Cape Town, nel tuo paese, potrai viverlo da vicino, più di quanto ti capiterà mai di farlo in tutta la tua vita. Dovremmo forse portare le partite a Philippi? Lo stadio appartiene a tutti i cittadini che pagano le tasse. Vede, il Mondiale è stato organizzato dall'Italia, dagli Stati Uniti, dalla Germania, da Giappone e Corea. In ogni Paese, gli stadi saranno stati troppo lontani per qualcuno. In Italia, nel 1990, non avrà avuto le partite esattamente dove le sarebbe stato più comodo, immagino.
In Sudafrica però certe divisioni sembrano ancora molto evidenti.
Conosco un po' la vostra storia, Garibaldi e Cavour: avete dovuto far coesistere nord e sud del paese per creare un'unica nazione. Anche per noi non è un'operazione facile e veloce. La promulgazione di una Costituzione democratica non ha trasformato automaticamente il Sudafrica in un paese democratico e non razzista. Ma ci arriveremo insieme, bianchi e neri, poveri e ricchi. Un paese diviso e razzista corre gravi rischi, guardate la Bosnia o il Ruanda. Ma noi abbiamo una visione e un futuro comune e il Mondiale faciliterà questo processo. La gente sa che ci sarà più lavoro, che aumenteranno le opportunità. Trasporti migliori, infrastrutture migliori, più tecnologia, più benessere. Arriveranno investimenti in dollari e in euro. I sudafricani lo sanno, il Mondiale aiuterà il nostro paese, anche a essere più ottimista.
Cosa pensa della mancata concessione del visto al Dalai Lama?
Non posso esprimere un giudizio, perchè non faccio parte degli organizzatori di quel Congresso. Sarebbe stupido fare annunci alla stampa a proposito di qualcosa che non conosco a fondo.
Qual è l'obiettivo dei «bafana bafana» ai Mondiali 2010?
Non saprei, io sono responsabile dell'organizzazione del torneo, c'è una federazione che si occupa della nazionale sudafricana. Quello che posso dire è che il successo di un Mondiale è legato a quello della squadra di casa. Se il Sudafrica uscisse subito, la gente perderebbe un po' di interesse, è ovvio. Ma questo sarà un Mondiale di tutta l'Africa, non solo del Sudafrica, e per tutti noi sarebbe fantastico se una delle sei squadre di questo continente presenti al torneo arrivasse in semifinale.
Come se la cava il nuovo ct Joel Santana? E' sembrato un ripiego, una seconda scelta...
E' un buon allenatore. Non era la prima scelta, ovvio. Purtroppo il suo predecessore, Parreira, ha dovuto rinunciare.
Il Sudafrica perse i Mondiali del 2006 per il voto comprato di un membro della Fifa, Charles Dempsey. Ricorda?
La prima cosa che mi disse il presidente Mandela fu: «Fai qualunque cosa per portarci il Mondiale, ma in modo pulito. Non pagheremo tangenti, non faremo regali. A nessuno e per nessun motivo». Io mi sono attenuto alle sue istruzioni. Credo sia nostro dovere cercare di cambiare le regole del gioco. Il fatto che si dica che tutti lo hanno sempre fatto, non implica che debba continuare così per sempre.
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venerdì, marzo 27, 2009
Danny Jordaan a Milano

"Il Sudafrica è pronto ad ospitare la prima Coppa del Mondo del continente africano". Ne è orgogliosamente convinto il presidente del Comitato Organizzatore dei mondiali sudafricani del 2010, Danny Jordaan (immagine), che, ieri mattina, a Milano, ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione della Confederations Cup. "Gli stadi per i mondiali saranno pronti a ottobre - garantisce - e saranno gli stadi migliori in cui si sia mai giocato un mondiale". I timori per la sicurezza sono infondati, assicura Jordaan: "Per garantirla abbiamo investito più di cento milioni di euro - spiega - per aumentare di 41 mila unità le forze di polizia, addestrare 45 mila steward e aumentare il numero degli elicotteri disponibili".
Sarà un bel Mondiale? Probabilmente. Il punto è: cosa lascerà alla Rainbow Nation?
Vedremo. Domani, pubblicherò nel blog la versione integrale dell'intervista a Jordaan che ho realizzato per il Manifesto.
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venerdì, ottobre 17, 2008
Verso Sudafrica 2010: sogno Ruanda, crisi Brasile.
Altro copiaincolla da Gazzetta.it con questa panoramica (di Stefano Cantalupi) sulle qualificazioni mondiali nei vari continenti. Ci sono sorprese positive come Lituania, Ruanda e Cile, ma anche delusioni come Portogallo, Brasile, Argentina e Messico, nazionali che dovranno riscattarsi per non rischiare l'eliminazione: A 600 giorni di distanza dal calcio d'inizio del Mondiale 2010, andiamo a vedere come si stanno comportando le nazionali che inseguono un posto per la fase finale in Sud Africa. Tra rivelazioni, fallimenti e mezze delusioni, ci proponiamo di dare uno sguardo panoramico a quanto sta accadendo nei vari continenti. E di segnalarvi qualche giocatore interessante (che non sia troppo famoso) tra quelli che si stanno mettendo in luce con la maglia della nazionale d'appartenenza.
IN CRESCITA - Cominciamo col parlare delle squadre che stanno correndo oltre le previsioni, sorprendendo un po' tutti. Una puntualizzazione è d'obbligo: le qualificazioni sono iniziate da poco e c'è tempo per riblatare completamente le impressioni iniziali, ma il nostro obiettivo è stilare un primo bilancio, considerando quanto visto finora. Partiamo dal Paraguay, che sta dominando il Conmebol. A stupire non è tanto il fatto che l'"Albirroja" abbia ottime chance di andare al Mondiale (impresa che le riesce abitualmente), quanto il dominio espresso in termini di gioco e punti rispetto alle rivali. Restando in Sud America, sta facendo bene anche il Cile, reduce da una storica "prima volta" contro l'Argentina (immagine) e quarto i classifica. Veniamo all'Europa: la Lituania è prima (con la Serbia) in un girone dove ci sono anche Francia, Romania e Austria: chi l'avrebbe detto? Molto bene anche la Slovacchia, che ha battuto in rimonta la Polonia e ora guida il gruppo che comprende anche i "cugini" cechi. Una menzione va all'Albania, capace di bloccare Svezia e Portogallo. In Asia, la Corea del Nord sembra aver coperto il gap con le migliori rappresentanti del continente. In Africa siamo più indietro, ci sono ancora 20 nazionali in lizza per i 5 posti utili. Tra queste, alcune note liete e impreviste alla vigilia come Ruanda, Sudan, Gabon, Mozambico e Malawi.
FALLIMENTI - C'è già qualcuno che è finito fuori dai giochi. Tra le selezioni eliminate, spiccano Angola e Senegal. L'Angola era presente a Germania 2006, il Senegal stupì il mondo nell'edizione 2002. E per quanto riguarda il Concacaf, va registrata la pessima prestazione del Canada, che proprio non riesce a presentare una squadra accettabile a nessun livello.
LE "BIG" IN DIFFICOLTA' - Se per Angola, Senegal e Canada non c'è più tempo per rimediare, ci sono altre nazionali di prima fascia che possono ancora invertire la rotta dopo un inizio mediocre. La situazione peggiore è quella del Portogallo, che nelle prime 4 partite ha battuto solo Malta: poi sconfitta interna con la Danimarca, pareggio senza reti in Svezia e altro 0-0 contro un'Albania ridotta in dieci uomini per metà gara. Davvero un cammino indegno di una nazionale così dotata a livello di talento. In Europa, rischiano grosso anche Francia e Romania, che nel loro girone vedono allontanarsi pericolosamente la Lituania e soprattutto la Serbia. Scenari foschi pure per la Repubblica Ceca, in pieno ricambio generazionale. Andiamo in Sud America: sul banco degli imputati c'è il Brasile anti-spettacolare di Dunga, ma non è che l'Argentina di Basile stia facendo meglio. Impossibile pensare che non si qualifichino per la fase finale, ma l'allarme deve suonare. Così come per il Messico di Eriksson, che ancora non ha vinto la concorrenza di Honduras e Guatemala per accedere alla fase successiva nella zona nord-centroamericana.
I NOMI DA SEGUIRE - Da ultimo, vi invitiamo ad annotare qualche nome tra quelli che si stanno facendo apprezzare in queste qualificazioni mondiali. Non citiamo i fuoriclasse, perché li conoscete già. Parliamo piuttosto dei paraguaiani Valdez e Cabanas, che fanno grandi cose nell'attacco biancorosso. O del solito, sottovalutato Cahill, centrocampista che segna sempre e comunque, che si tratti di farlo per l'Everton o per l'Australia. Nel Brasile si sta salvando il difensore Thiago Silva che tanto piace alle milanesi, mentre nel Cile ha ripreso a brillare la stella del giovane Mati Fernandez, e il 21enne Martins è una delle poche buone notizie per la Bolivia. Nel Concacaf stanno segnando gol a grappoli due giovani: il giamaicano Shelton e Ruiz del Costa Rica. In Africa, riflettori sul maliano Bangoura della Dinamo Kiev, sul capocannoniere Dagano del Burkina Faso e su Omotoyossi del Benin. In Europa, il belga Sonck sta finalmente mostrando le sue potenzialità, mentre è un periodo di grazia (anche nel Colonia) per lo sloveno Novakovic. E se lo svizzero N'Kufo sta vivendo una seconda giovinezza, c'è un gigante classe '86 su cui puntiamo a occhi chiusi: è il bosniaco Dzeko e gioca nel Wolfsburg.
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mercoledì, ottobre 15, 2008
Ecco Zakumi, il leopardo mascotte
Si chiama Zakumi ed è un leopardo la mascotte di Sudafrica 2010. Beh, la notizia è del 22 settembre, lo so, ma devo recuperare un po' di lavoro arretrato.
"Zakumi rappresenta la gente, la geografia e lo spirito del Sudafrica - ha spiegato il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke - Impersonando l'essenza della prossima coppa del mondo. Siamo sicuri che portera' grande allegria". La parola Zakumi è una composizione che unisce la sillaba Za, sigla che sta per "Sudafrica", e la parola kumi, che in varie lingue africane è traducibile con il numero 10.
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Mondiali: il punto sull'Africa, Senegal e Angola eliminate
Ormai sembra che ogni mio "rientro" debba iniziare con una giustificazione della mia lunga assenza. Beh, non questa volta. Sto lavorando a un progetto importante, ma non ne parlerò, per ora. Capirete poi perchè. Intanto, questo è il punto della situazione africana, da Gazzetta.it (Filippo Maria Ricci):Tra sorprese, drammi, entusiasmo e violenza si è chiusa la prima delle due fasi delle qualificazioni africane al primo Mondiale del continente. Le squadre sono state ridotte da 36 a 20, e già due delle 5 partecipanti africane al mondiale tedesco del 2006 non hanno passato questo primo taglio: il Senegal, che nel 2002 arrivò fino ai quarti di finale in Giappone e Corea, e l'Angola, che organizzerà la prossima coppa d'Africa, sono già fuori. Così come sarebbe rimasto fuori il Sud Africa, che ha chiuso al secondo posto il suo girone non riuscendo a qualificarsi nemmeno per la coppa d'Africa del 2010 ma che ovviamente sarà in campo nel "suo" mondiale in qualità di Paese organizzatore (nella foto, il ct Joel Santana).
SISTEMA COMPLESSO - Il sistema adottato per determinare il passaggio del turno era complicato: qualificate di diritto le prime dei 12 gironi, per stilare la classifica delle migliori 8 seconde che le avrebbero accompagnate è stato necessario armarsi di calcolatrice: due dei 12 gironi strada facendo hanno perso una squadra, passando da 4 a 3 nazionali. Così alle seconde classificate dei gironi da 4 sono stati tolti i punti fatti con le quarte del proprio gruppo per equipararle a quelle dei gironi monchi. Per questo motivo, ad esempio, è passato il Mozambico che ha chiuso con 8 punti e non Angola e Uganda che ne avevano fatti 10.
LE QUALIFICATE - Queste le 20 squadre che il 22 ottobre nel sorteggio di Zurigo saranno divise in 5 gironi: le prime nel 2010 andranno al Mondiale e alla coppa d'Africa, seconde e terze solo alla competizione continentale. Giusto in 5 resteranno a mani vuote. Ci sono i pezzi grossi come Egitto, Camerun, Nigeria, Costa d'Avorio, Ghana, Tunisia e Marocco, squadre di media fascia quali Mali, Zambia, Guinea, Algeria, Togo e Burkina Faso, e un bel numero di sorprese: Benin, Kenya, Gabon, Ruanda, Sudan, Malawi, Mozambico. La Nigeria è l'unica delle 36 ad aver vinto tutte e 6 le partite giocate.
I VERDETTI DELL'ULTIMO TURNO - Uno striminzito 1-0 in trasferta a Gaborone contro i vicini del Botswana ha permesso al Mozambico di passare, dopo 24 ore di ansiosa attesa per conoscere la classifica finale delle seconde. La rete decisiva è di Bila Genito, centrocampista difensivo alla quinta stagione col Budapest Honved. Il Marocco doveva vincere e ha battuto 4-1 la Mauritania con doppietta di Youssef Hadji (Nancy) e reti di Safri e Zemmama (entrambi impegnati in Medio Oriente). A Bamako il Mali ha avuto ragione del Ciad solo nel finale, quando Tenema Ndiaye (Tours, serie B francese) ha segnato il 2-1: nello stesso girone il Sudan ha scavalcato al secondo posto il Congo grazie al 2-0 di Omdurman (di Tahir e Faysal Agab le reti). Grande partita al Kamuzu Stadium di Blantyre: il Malawi ospitava la Repubblica Democratica del Congo in uno scontro decisivo per il passaggio del turno: congolesi avanti con LuaLua ma eliminati dalla rimonta del Malawi a segno due volte negli ultimi 10 minuti con il nuovo eroe nazionale Mwafulirwa (da luglio in Svezia, al Norkopping): le Fiamme continuano a bruciare passando il turno in un girone dove c'era anche l'Egitto. Decisiva anche la sconfitta per 3-1 di Capo Verde in Tanzania, già eliminata: 9 punti non sono stati sufficienti agli isolani per andare avanti. La Guinea ha battuto 3-2 il Kenya ed è stata aiutata dalla sconfitta dello Zimbabwe in Namibia: 4-2 dopo che lo Zimbabwe nelle prime 5 giornate aveva incassato solo 2 gol. Per la Guinea a segno Bangoura (Dinamo Kiev), Keita (Maiorca) e Zayatte (Hull). Nel girone 5 tre squadre hanno chiuso appaiate a 12 punti: la differenza reti mette davanti il Ghana, poi il Gabon di Alain Giresse grazie all'1-0 sulla Libia alla quale bastava un pari per passare come prima e che invece è rimasta sorprendentemente fuori. La rete decisiva delle Pantere del Gabon è arrivata grazie al "solito" Bruno Mbanagoye, punta della Dinamo Minsk in Bielorussia.
LA VIOLENZA - Violenta contestazione e gravissimi incidenti a Dakar dopo l'1-1 tra Senegal e Gambia. I Leoni del Teranga chiudono addirittura terzi nel girone, alle spalle di Algeria (solo un punto in più dopo il pericoloso 0-0 con la Liberia) e Gambia (appaiato al secondo posto e non qualificato come il Senegal). Una vittoria avrebbe proiettato il Senegal in testa al girone alla seconda fase, ma all'87' il gambiano Tijan Jaiteh (Brann Bergen, Norvegia) ha pareggiato la rete del senegalese Kader Mangane (Rennes). Il risultato ha scatenato l'ira della folla, con cariche, incendi e violenze prolungate dentro e fuori lo stadio. Diversa l'origine dei disordini a Sekondi: per la prima volta nella storia la cittadina ghanese ospitava le Black Stars e l'arrivo della nazionale ha generato un entusiasmo incontrollabile. Cancelli sfondati, corsa al posto con tifosi travolti e calpestati, stadio pieno ben oltre la capienza limite. I media locali avevano parlato di due morti ma la notizia è stata smentita.
ADEBAYOR E DOPPIETTE - Venerdì Emmanuel Adebayor aveva detto che non avrebbe giocato contro lo Swaziland per protestare contro la pessima organizzazione logistica improvvisata dalla sua federazione: sabato sul neutro di Accra, in Ghana, il centravanti dell'Arsenal è sceso in campo e ha fatto 4 reti nel 6-0 finale, che è valso agli Sparvieri secondo posto e qualificazione. Doppiette per Eto'o e Ze Meyong (Sporting Braga) nel 5-1 del Camerun alle isole Mauritius, e dell'ivoriano Sanogo (Werder Brema) nel 3-0 al Madagascar. Con Drogba infortunato davanti per gli Elefanti hanno giocato anche Baky Kone (Marsilglia) e Salomon Kalou (Chelsea) che ha segnato la terza rete. Due gol per Moumouni Dagano, capocannoniere della zona africana con 7 centri in 6 gare: il centravanti che ora gioca in Qatar (all'Al-Khor) ha contribuito al 3-1 del Burkina Faso sul Burundi che ha permesso agli Stalloni di confermare il primo posto del girone davanti alla più quotata Tunisia.
GOL ITALIANI E INFORTUNI - L'interista Sulley Muntari ha segnato la rete di apertura di Ghana-Lesotho (3-0 finale con reti di Junior Agogo e Matthew Amoah), mentre nel 4-1 della Nigeria alla Sierra Leone gol iniziale dell'udinese Chris Obodo e rete del 2-1 dell'interista Victor Obinna. Da verificare le condizioni dei maliani Diarra e Kanoute, tornati in Spagna infortunati: preoccupa soprattutto il centrocampista: sabato il Madrid è atteso al Calderon per il derby.
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giovedì, settembre 11, 2008
La grande truffa asiatica
Altro copiaincolla, del sottoscritto, però (dal Manifesto di domenica 7/9):Annunciato dalla rete come una sorta di anticristo del dio pallone, il libro Calcio Mafia (Rizzoli, 350 pg, • 18,50) dell'inglese Declan Hill (immagine) è un ottimo lavoro di ricerca e investigazione sul losco mondo delle scommesse che gravita attorno al calcio. Forse, però, non la bomba che molti temevano. Hill è un giornalista investigativo non nuovo alle inchieste ad alto rischio: per la televisione canadese ha realizzato documentari in Kosovo e in Iraq e ha lavorato nelle zone più calde di Kurdistan, Bolivia, India, Turchia e Messico. Anchorman di Cbc e Bbc, insegna a Oxford e ha raccolto numerosi premi, tra i quali l'Amnesty International Best Human Rights Documentary. L'uscita del libro ha fatto un po' di rumore ma neanche troppo se si considera che una delle ipotesi sostenute da Hill è che la Mafia asiatica abbia manipolato alcune partite dei Mondiali del 2006 per lucrare sul grande business delle scommesse, un giro d'affari che tra puntate legali e clandestine muove fino a 450
miliardi di dollari all'anno. Sotto accusa ci sono le seguenti gare: Italia-Ghana, Inghilterra-Ecuador, Brasile-Ghana, Italia-Ucraina. Secondo Hill, alcuni giocatori avrebbero accettato denaro per perdere partite comunque scontate nel pronostico dando garanzie ben precise sullo scarto di gol finale, permettendo vincite molto remunerative. L'invasione della mafia asiatica, partita dal quadrilatero d'oro Kuala Lumpur, Bangkok, Taiwan, Jakarta e paragonata a quella delle locuste, sarebbe inarrestabile. Dall'estremo oriente al resto del pianeta. Questo il risultato di anni di indagini sotto copertura tra i peggiori criminali del mondo. Dalla seconda categoria malese di cricket alla finale della Coppa del Mondo di calcio, non esisterebbe una sola gara, di nessuna disciplina, in nessun paese, al sicuro dalle trame del racket delle scommesse clandestine. La Bundesliga tedesca è un altro esempio del potere dei maneggioni orientali: il protagonista, qui, è un certo Bee Wah Um, malese, condannato dal tribunale di Francoforte a due anni e mezzo di carcere per aver manipolato dieci incontri in Germania e in Austria. Il 26 novembre 2005 puntò 2,8 milioni di euro sulla sconfitta del Kaiserslautern contro l'Hannover: finì 5-1 e lui incassò 2,2 milioni. Uscito di prigione in libertà vigilata, si è dato alla macchia e probabilmente è ancora lì che organizza puntate mirabolanti. Tifoso dell'Arsenal da quando aveva sei anni, Hill dice di amare ancora il calcio ma di non credere più a quello che vede. Ogni volta che guarda una partita, la prima cosa che si chiede è se sia stata aggiustata.
Le sue rivelazioni hanno fatto discutere. Può spiegarci come si manipolano le partite di un mondiale?
Nel maggio del 2006, ebbi modo di assistere a una strana riunione in un Kentucky Fried Chicken di Bangkok. Vi presero parte quattro persone: un thailandese ben conosciuto nel mondo delle scommesse, due cinesi e un uomo di colore, alto e atletico. Parlarono dei mondiali che sarebbero cominciati pochi giorni dopo e di alcune partite da aggiustare. Parlarono del Ghana, in particolar modo. Avevano un contatto con gli africani. Ogni giocatore, dissero, avrebbe guadagnato trentamila dollari collaborando con loro. Secondo le mie fonti i ghanesi coinvolti sarebbero poi stati otto. In ballo c'erano i risultati di alcune gare che i mafiosi conoscevano in anticipo. Truffe difficili da individuare: si corrompe la squadra più debole perché perda in modo più netto e nessuno si stupirà del risultato. Nel libro c'è una mia intervista al capitano del Ghana, Stephen Appiah, che nega di aver ricevuto denaro ma ammette di essere stato contattato da mediatori asiatici durante il ritiro tedesco. Tempo dopo, in Africa, individuai l'uomo di colore che avevo visto alla riunione di Bangkok, quello che i mafiosi avevano indicato come loro intermediario: era l'allenatore dell'Under 17 ghanese, Abukari Damba, che ha confermato di aver frequentato il ritiro della sua nazionale in Germania e che lì un faccendiere orientale avrebbe avvicinato la squadra proponendo di perdere una partita (ma in un'inetrvista al quotidiano Bild , Damba ha liquidato il libro di Hill come «una menzogna» e ha minacciato di adire le vie legali, ndr).
Tra le partite sospette lei indica ItaliaGhana e Italia-Ucraina: in entrambe gli azzurri vinsero con almeno due gol di scarto (2-0 la prima, 3-0 la seconda) come le avevano pronosticato i quattro di Bangkok. Però furono partite combattute, l'Ucraina colpì due legni e Zambrotta salvò un gol sulla linea...
Attenzione, su internet c'è stato troppo sensazionalismo attorno a queste anticipazioni. Quello che ho detto è che chi organizzava le scommesse sapeva in anticipo il risultato di alcune partite e me lo aveva comunicato. Guardai in tv Italia-Ghana e pensai che pur giocando bene, gli africani sembrava proprio non volessero segnare. Stessa cosa accadde in occasione di Brasile-Ghana finita 3-0. Potrebbe anche trattarsi di semplici coincidenze ma direi che è un'ottima opportunità per indagare a fondo.
In Italia abbiamo una certa dimestichezza con gli scandali: il calcio-scommesse nei primi anni ottanta, il Napoli di Maradona e la Camorra, Moggi e Calciopoli. Crede ci sia un legame con le mafie asiatiche?
Io mi sono concentrato su di loro, quella italiana non la conosco abbastanza bene. Dopo ave devastato le finanze e la credibilità di diversi campionati locali, da Singapore a Hong Kong, alla Malesia, gli scommettitori orientali si sono globalizzati, allargando la propria influenza ai campionati europei. Non escludo rapporti con Mafia e Camorra ma non ho certezze.
Le sue scoperte non sembrano aver smosso più di tanto il mondo del calcio. Eppure, potenzialmente, sono un terremoto.
Credo che il problema principale sia la paura che quasi tutti hanno quando si parla di corruzione nello sport. Nessuno vuole mai crederci davvero. Io non dico che sia tutto un imbroglio ma che lo sport oggi corre un enorme pericolo. E di sicuro non aiuta l'atteggiamento della maggior parte degli addetti ai lavori, di solito divisi a metà tra chi pensa che la corruzione sia una favola e chi, al contrario, è convinto che sia tutto marcio. In realtà, il problema esiste, è ancora circoscritto, ma esiste. Ed è lì che bisognerebbe colpire, per salvaguardare lo sport.
Si riferisce alla Fifa?
Mi piacerebbe che la Fifa e la Uefa costituissero delle apposite sezioni preposte alla lotta contro il fenomeno delle scommesse. In collaborazione con la polizia. E' l'unico modo per ottenere davvero qualcosa.
Eppure l'anno scorso l'Uefa chiuse un'inchiesta interna stabilendo che la mafia delle scommesse non rappresentava una minaccia per il calcio europeo. Lei sostiene invece che sia molto facile comprare giocatori o squadre di seconda fascia nei turni preliminari della Champions League.
Molti funzionari Uefa con cui ho parlato sanno di avere a che fare con qualcosa di letale per il calcio. Anche perché internet ha moltiplicato i fattori di rischio: nel bene e nel male, attraverso le scommesse la rete potrebbe rivoluzionare l'industria del calcio, come ha fatto con quella della musica.
Non è che tra i vertci del calcio mondiale c'è qualcuno «troppo vicino» agli interessi degli scommettitori asiatici?
No, credo che il problema sia una totale ignoranza della realtà. Non sono corrotti, solo non sanno cosa gli stia capitando intorno. In questo senso, il mio libro toglie loro ogni possibile alibi: adesso devono sapere per forza.
Solo una nota: nella "trascrizione", Hill è diventato inglese. Ovviamente, lui è canadese, mi scuso per il refuso.
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Sud Africa, quanti guai, anche la squadra non va
Altro copiaincolla, da Gazzetta.it:7 settembre 2008 - Come se non bastassero i problemi sociali, politici e organizzativi, a turbare i sogni mondiali del Sud Africa ci si mettono anche i Bafana Bafana.
NIENTE COPPA D’AFRICA - Sabato a Port Elizabeth la nazionale sudafricana ha perso 1-0 con la Nigeria (rete di Uche del Getafe al 70’) precludendosi ogni possibilità di qualificazione alla Coppa d’Africa del 2010. Insieme alla Nigeria, che nel Gruppo 4 delle eliminatorie per mondiale e Coppa d’Africa ha vinto tutte le partite, può avanzare alla fase successiva (il sistema è complicato e c’è ancora un altro turno) solo la Sierra Leone: nazionale al 145° posto nel ranking Fifa che rappresenta un Paese distrutto dalla guerra. I Bafana Bafana, che con la Nigeria hanno sempre perso senza riuscire a fare un gol alle Super Aquile in 6 incontri ufficiali, sono già al capolinea.
CHE NUMERI! - Nelle 5 gare del girone eliminatorio (valido sia per la Coppa d'Africa sia per il Mondiale, dove però i sudafricani sono qualificati di diritto) hanno rimediato una vittoria (Guinea Equatoriale), un pari (Sierra Leone in casa) e 3 sconfitte (doppio ko con la Nigeria più la trasferta a Freetown). Cinque i gol subiti, 4 quelli fatti, tutti nel 4-1 con la Guinea Equatoriale. Per il resto, 4 partite senza trovare la rete.
INUTILE DOMINIO - Sabato il Sud Africa ha giocato bene, ma è stato fermato dal portiere nigeriano Dele Aiyenugba (gioca in Israele) e dagli errori di mira dei suoi. “Abbiamo dominato – ha detto dopo la gara il ct brasiliano Joel Santana , in panchina dall'inizio del girone – e infatti ho fatto i complimenti a tutti i miei giocatori. Volevo dimostrare a voi giornalisti cosa sappiamo fare: io preferisco perdere con una formazione offensiva piuttosto che vincere schierando una squadra codarda che pensa solo a difendersi”. Intanto l’imbarazzo resta, e poi altro che stile offensivo: i giornali sudafricani hanno criticato il ct per aver sprecato il primo tempo partendo con il tanto caro 4-2-3-1, con due centrali di centrocampo difensivi, Sibaya e Dikgacoi, e una sola punta, Benni McCarthy, scelto come nuovo capitano: “Ero così orgoglioso – ha detto l’attaccante del Blackburn – per me era una gran giorno. Abbiamo giocato alla grande e solo Dio sa come non abbiamo potuto vincere. Le cose possono solo migliorare e sono sicuro che per il 2010 saremo pronti”.
CAMPO IN PESSIME CONDIZIONI - Non sono in molti a crederlo. Chi non era pronto era il prato dell’Eastern Province Rugby Stadium di Port Elizabeth, criticato dallo stesso McCarthy. “Effettivamente il terreno non era in grandi condizioni, e giocarci sopra non era facile”. Va ricordato che il nuovo stadio in costruzione a Port Elizabeth, intitolato a Nelson Mandela, è stato recentemente cancellato dalla lista degli impianti che ospiteranno la Confederations Cup del 2009, con gli organizzatori che però hanno garantito che sarà pronto per il mondiale.
MONDIALE A RISCHIO - Ciclicamente emergono voci che vogliono l’evento sudafricano a rischio: il presidente della Fifa Sepp Blatter ha dichiarato che ha pronto un Piano B, ma l’Africa difende a spada tratta il suo primo mondiale. I problemi sono noti: la sicurezza, la carenza delle infrastrutture, comunicazioni e telecomunicazioni su tutte, i nodi organizzativi con gli scioperi nei cantieri degli stadi. In ambito sportivo Joel Santana, ha sostituito nell’aprile scorso Carlos Alberto Parreira, tornato in Brasile per problemi familiari dopo aver consigliato l’assunzione del compatriota.
DIFENSIVISTA - Santana (foto), carioca nato il giorno di Natale, deve compiere 60 anni, è stato un giocatore discreto (breve carriera come difensore centrale) ed è noto come un tecnico difensivista tanto che negli anni scorsi è stato chiamato dal Vasco e dal Flamengo quando rischiavano la retrocessione. Il suo grande pregio come allenatore è quello di aver vinto il campionato di Rio con tutti i grandi club della città: Botafogo, Fluminense, Flamengo e Vasco, cosa che gli è valsa il titolo di ‘Rei do Rio’. Per Santana i titoli regionali sono 9 in tutto, considerando anche i 3 campionati baiani conquistati con il Bahia e il Vitoria. A suo modo un vincente, Joel, che però sta facendo una gran fatica a familiarizzare col calcio africano. Tanto che dopo 7 qualificazioni consecutive, i Bafana Bafana guarderanno la Coppa d’Africa in tv. Sognando il mondiale.
Filippo Maria Ricci
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mercoledì, agosto 20, 2008
Mondiali 2010, Georgia-Irlanda in campo neutro
La Fifa ha stabilito che il match Georgia-Irlanda, valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2010 e in programma il prossimo 6 settembre, si dovrà disputare in campo neutro. La decisione è la logica conseguenza della guerra scoppiata in Ossezia. La Federcalcio georgiana (che ha da poco ingaggiato Hector Cuper per sostituire il dimissionario Klaus Toppmoeller) avrà tempo fino al 26 agosto per comunicare la sede dove intendere giocare l'incontro. Georgia e Irlanda fanno parte dello stesso girone (il Gruppo 8) dell'Italia.
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lunedì, agosto 18, 2008
Sudafrica 2010 o Usa 2010? Blatter prende tempo
Rieccomi, dopo tre travagliatissime settimane di assenza dal blog (e non solo da quello). Non ci crederete mai, ma rientro con Sepp e il prossimo Mondiale (grazie a Fulvio Bianchi):Incredibile: fra due anni si dovrebbero disputare i Mondiali di calcio in Sudafrica ma l'ineffabile presidente della Fifa, Sepp Blatter, continua a lanciare sospetti sugli organizzatori sudafricani. Ha ragione perché in effetti in Sudafrica hanno problemi immensi, soprattutto di sicurezza, ma Blatter a questo punto dovrebbe prendere una decisione. Ultimamente ha detto che ci sono due Nazioni già pronte per subentrare, e non sono in Europa. Si tratta di Stati Uniti e Australia. Ma la Fifa deve trovare il coraggio di dirlo al Sudafrica...
In realtà, potrebbe esserci qualche altra novità. Datemi solo un paio di giorni per capire che aria tiri.
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lunedì, luglio 14, 2008
Le battaglie perse di Mr.Blatter
Due personaggi: il mitico Fulvio Bianchi (Spy Calcio) e Sepp Blatter. Fortunatamente, sembra che Fulvio non abbia nulla a che fare con le gaffe e i maneggi dell'istrionico presidente Fifa, ma l'accostamento, oggi, è inevitabile (quanto innocuo), visto l'ottimo pezzo che Repubblica dedica al genio di Visp. Sembrerà incredibile ai "profani", ma vi posso garantire che - purtroppo- Fulvio non si è inventato nulla:Porte più larghe, limiti agli stranieri, palloni coi sensori, Mondiali ogni due anni, abolizione del pareggio, golden e silver gol, calciatrici-sexy e calciatori-schiavi: è inarrivabile, ormai, Sepp Blatter. Classe ’36, nato nel paesino svizzero di Visp, tre matrimoni, il presidente della Fifa, arrivato ormai al decimo anno di dittatura, ama stupire. Una trovata dopo l’altra. Una gaffe dopo l’altra. Tanto da dover fare sovente precipitosamente marcia indietro. Ha spiazzato ultimamente anche i suoi amici, come Michel Platini. Non si sa quando abbia iniziato a sfornare idee a getto continuo, ma già quando era segretario della Fifa, nel 1990, si era convinto che solo le partite con tanti gol fossero attraenti. E così ha iniziato col rendere la vita difficile ai portieri.
Secondo gli inglesi, che lo odiano, il massimo delle sue “calamities” lo ha raggiunto però nel 2004, quando si è inventato che le donne-calciatori dovevano indossare pantaloncini attillatissimi, come le giocatrici di volley, così anche le partite di calcio sarebbero state più sexy.
Di tutto si occupa ormai Blatter: di questioni tecniche, regolamentari, di business. Voleva, appunto, fare disputare i Mondiali ogni due anni, ma ora si trova con la grana del Sudafrica che chissà mai se ce la farà per il 2010 (si sono già fatti sotto Usa, Australia e Germania).
Ha tentato di proporre di allargare le porte, “perché l’altezza media dei calciatori è molto cresciuta in questi ultimi anni”, rendendosi però conto che sarebbe costato troppo rifare tutti gli stadi del mondo. Si è lanciato nel progetto, fallito ovviamente, del pallone coi sensori per scoprire i gol-fantasma: niente da fare, il pallone dell’Adidas (guarda caso sponsor della Fifa…) non ha mai funzionato e così adesso di prova con i due arbitri di area.
Incredibile, poi, è stata la trovata del 6+5, che Blatter si è fatto approvare al recente congresso della Fifa a Sidney: l’obbligo insomma di mandare in campo, almeno per il calcio d’inizio, 6 calciatori “eleggibili” per la nazionale e solo 5 stranieri. Roba che alla Ue sono sobbalzati: non se ne parla nemmeno, la risposta. In effetti, è una battaglia, oltre che persa, praticamente inutile e antistorica. Lo ha confermato anche uno studio (segreto) della Fifpro, il sindacato europeo calciatori: l’indagine è stata fatta sulle rose tipo di 40 club europei. Il 60% non avrebbe alcun problema anche con il 6+5 blatteriano; il 20% dovrebbe fare 1-2 cambi e soltanto tre club in Europa (Inter, Arsenal e Aek Atene) sarebbero costretti ad acquistare 5-6 calciatori nuovi. Meglio quindi lasciar perdere e puntare, come fa Platini, sul divieto di trasferimento dei minorenni in Europa. Lì, è il vero scandalo. La tratta dei baby-calciatori.
L’ultimo assist (per ora) Blatter lo ha regalato a Cristiano Ronaldo, e soprattutto al Real Madrid, di cui subisce il fascino. Per questo ha parlato di “contratti da schiavi”, di calciatori liberi di andare dove vogliono, anche se sono ancora legati da un ricchissimo contratto, dimenticando semmai che sovente sono proprio i giocatori, con gli agenti Fifa, che ricattano i loro club. In Inghilterra, soprattutto al Manchester United, adesso sono infuriati.
Pelè e Platini, due che a calcio hanno giocato, hanno consigliato a Blatter di lasciar perdere. Ma figuriamoci se lui si ferma. Chissà che starà studiando adesso.
Fulvio Bianchi
Già, il sospetto è più che legittimo.
A margine, segnalo anche due inziative del quotidiano inglese The Sun (come fa notare Fulvio, da quelle parti Blatter non è esattamente un eroe): Batter Blatter -cioè "Colpisci Blatter", un giochino interattivo che vi darà la possibilità di sfogarvi sul povero Sepp- e Boot out Blatter, "Cacciate Blatter", una petizione per cacciarlo dalla Fifa. Ma sarà dura che molli la sua poltrona di Zurigo.
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giovedì, luglio 10, 2008
Zimbabwe: Fifa e Sudafrica chiedono la pace
Il legale del partito di opposizione, Lewis Uriri, ha annunciato che i colloqui tra il partito del Presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe (immagine), Zanu-Pf, e l'opposizione inizieranno questa settimana. Uriri ha inoltre motivato la richiesta presentata ieri alla magistratura di restituire il passaporto al numero due del partito, Tendai Biti, sotto accusa per tradimento e sovversione: Biti dovrà raggiunge il Sudafrica, dove sono in programma i negoziati. Gli organizzatori di Sudafrica 2010 hanno intanto lanciato un appello per la pace nel tormentato vicino. Il segretario generale della Fifa Jerome Valcke e Danny Jordaan hanno incontrato la stampa per discutere della crisi nel vicino Zimbabwe. Il Sudafrica, principale potenza della regione, è stato accusato di aver fatto troppo poco per promuovere le riforme nel Paese di Mugabe. Jordaan ha detto che è nell'interesse di tutti avere "stabilità in Zimbabwe" entro il 2010. Valcke ha auspicato che la politica riesca a trovare una soluzione alla crisi. Bontà sua.
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Blatter smentisce Valcke? No, però...
Oltre a occuparsi del mercato madridista, Sepp Blatter (immagine, Afp) sembra non voler collaborare con i suoi sottoposti, alimentando (di proposito?) le voci che vorrebbero il prossimo Mondiale lontano dalla Rainbow Nation. Insomma, in un'intervista a Sky Sports, l'ex colonnello ha, di fatto, fornito altri dettagli del suo "piano B", parlando di tre Paesi pronti a ospitare il torneo nel caso in cui la Fifa fosse costretta a depennare il Sudafrica: "Ho parlato con tre possibili, non solo possibili, federazioni e Paesi che sarebbero in grado di organizzare la Coppa del mondo nel giro di un anno", ha detto Blatter, che si è tuttavia rifiutato di svelare quali siano le Nazioni in questione (Germania, Usa -secondo gli amici di Repubblica- e Australia, scommettiamo?).I dubbi sono, purtroppo, aumentati dopo l’annuncio, martedì, che lo stadio di Port Elizabeth non sarà pronto per la Confederations Cup del giugno prossimo, considerata una sorta di prova generale dei Mondiali.
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Jerome Valcke dà l'ok a Soccer City
"C'è ancora da fare, ma tutto deve essere pronto e certamente lo sarà per l'inizio dei Mondiali del 2010". Il segretario generale della Fifa Jerome Valcke (foto) ha cercato ancora una volta di rassicurare tutti andando a visionare alcuni degli impianti sudafricani che, nel 2010, ospiteranno la prossima Coppa del Mondo: "La decisione di donare un evento così importante all'Africa è stata presa e non si torna indietro. I Mondiali del 2010 si disputeranno in Sudafrica".Valcke è rimasto molto impressionato dal gigantesco Soccer City Stadium di Johannesburg, l'impianto che ospiterà gara inaugurale (11 giugno) e finale (11 luglio): un gigante da 94.700 posti che Danny Jordaan, a capo del comitato organizzatore, ha definito: "Il cuore del Mondiale 2010, la cattedrale del calcio sudafricano, il nostro Wembley, il nostro Maracanà".
Valcke ha concluso il suo tour con il Loftus Versfeld Stadium di Tshwane (Pretoria), che ospiterà anche alcune gare della Confederations Cup 2009.
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-699 (con Andrew Jennings)
Bene, mancano meno di 700 giorni (699, per la precisione) all'inizio del Mondiale. Per l'occasione, "ripesco" dal buco nero del blog su GQ.it anche questa breve intervista al mitico (per me, non certo per Sepp) Andrew Jennings. Risale all'inizio del 2007, quindi si fa riferimento, per esempio, alla probabile (poi effettiva) rielezione di Blatter nel maggio dello scorso anno:Il Sudafrica appare sempre più in difficoltà, nell'organizzazione del Mondiale: credi che Blatter cederà alle lusinghe australiane?
Il gioco di Blatter è quello di lasciare che circolino voci destabilizzanti per i sudafricani. In questo modo, diventano molto obbedienti e gli lasciano il controllo della vendita dei biglietti. Ma se gli stadi saranno pronti in tempo, non credo che avranno problemi. Anche se, una volta rieletto in maggio (e gli africani non possono votare che per lui), beh, allora potrà fare ciò che vorrà. Ma non prima della fine di maggio.
Uno dei principali problemi del calcio africano è l'ingordigia di molti politici. La Fifa ovviamente conosce la situazione (denaro che scompare, dirigenti arricchiti, premi per i calciatori ridotti a zero) ma non fa nulla. Perchè?
Blatter adora avere corruzione ovunque. In questo modo sa come controllare la Fifa.
Perchè la Caf, la confederazione africana, non si è ribellata contro Blatter, dopo la frode di Charles Dempsey?
Come avrebbero potuto? I sudafricani avevano intuito tutto ma non avevano la possibilità di provarlo. E Blatter riuscì a fregare tutti.
E' vero che gli altri africani non erano favorevoli all'assegnazione del Mondiale al Sudafrica, il Paese "meno africano" d'Africa?
Sospetto che gli altri Paesi africani abbiano pagato grosse tangenti (alla Fifa, ndr). Non credo che il Sudafrica abbia fatto lo stesso.
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giovedì, luglio 03, 2008
Meno reati (o meno denunce?), via al piano sicurezza
Dopo le dichiarazioni di Blatter, che sembra non escludere la scelta di una sede alternativa per garantire la sicurezza dei prossimi Mondiali di calcio, arriva puntuale la risposta di Pretoria, con la pubblicazione del rapporto annuale della polizia di stato, secondo cui l’allarme criminalità, nel Paese, sarebbe in diminuzione (pur rimanendo alto). Non tutti però prendono per oro colato i dati emersi. Alleanza Democratica, il principale partito di opposizione, avverte che il calo di reati registrato nell’ultimo anno ( -6, 4%) potrebbe dipendere solo da una diminuzione delle denunce: “Almeno il 51% delle vittime di furti non si rivolge alla polizia - sostiene la portavoce AD Dianne Kohler Barnard - anche perché il 49%non ha fiducia nel suo operato”.All’elevato tasso di criminalità non corrisponde infatti una percentuale di arresti altrettanto significativa: “Se - insistono dal partito - come affermano le forze dell’ordine, vittime e malfattori si conoscono l’un l’altro, perché le manette non scattano più frequentemente?”
A preoccupare è l’aumento di rapine ai danni di abitazioni private e di motoveicoli, che accentua il senso di insicurezza dei cittadini. Ancor più grave, nonostante qualche segnale di miglioramento (-2%), è il tasso di omicidi: 38 ogni 100000 abitanti, a fronte di una media mondiale di 5.
Oltre al rapporto della polizia, la Fifa ha ricevuto anche il programma-sicurezza varato in vista del 2010. Oltre 41.000 poliziotti, 100 pattuglie, posti di blocco in prossimità degli stadi, 300 camere di sorveglianza sono solo alcune delle risorse a disposizione delle forze dell’ordine sudafricane, secondo il pacchetto predisposto dal Capo della Polizia Andre Pruis.
La situazione, però, rimane disarmante: "stadi che non ci sono -scrive Fulvio Bianchi- mancanza totale di sicurezza (almeno in alcune città). Un disastro. Il tempo è poco. Gli Stati Uniti sarebbero pronti per subentrare (oltre a Germania, Australia, Spagna...). Può essere: peccato che l'Italia non ci sia mai. Siamo campioni del mondo ma i nostri stadi sono ancora (tranne eccezioni) da terzo mondo".
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