domenica, novembre 18, 2007

 

Il Forum dei giornalisti africani

Il tempo è quello che è, quindi, torniamo al copiaincolla Misna:
Si è concluso con l’invito a proseguire gli sforzi per una informazione sempre più libera e professionale il terzo Forum dei giornalisti africani che quest’anno a Nairobi ha sviluppato il tema “Media, elezioni e democrazia in Africa”. Dopo aver sentito le testimonianze di colleghi costretti a lasciare il proprio paese a causa di minacce e ritorsioni, i 120 giornalisti provenienti da ogni parte dell’Africa sub-sahariana si sono dati appuntamento tra due anni in una sede ancora da stabilire in Africa occidentale. Una delle testimonianze più significative è stata quella di Musa Saidykhan, ex-capo redattore del quotidiano “The Independent” in Gambia che ha raccontato di violenze e vessazioni anche da parte del governo nei confronti suoi – ora in esilio in Senegal – e di altri cronisti. Applausi invece per la bocciatura in Kenya di un progetto di legge che, se approvato, avrebbe costretto i giornalisti a rivelare le loro fonti. Il Forum dei giornalisti africani è stato istituito in Sudafrica nel 2003 e intende rappresentare con un’unica voce i professionisti della comunicazione del continente per difendere e promuovere la libertà di stampa, l’indipendenza e la qualità del giornalismo.

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sabato, novembre 10, 2007

 

La rivolta di Luanda

Manco da un po' e, devo riconoscerlo, le mie assenze dal blog si fanno sempre più frequenti. Quello che segue, però, credo debba circolare il più possibile (fonte anonima, ma degna della massima fiducia). Riporto integralmente da GQ:

Visto che la Fifa e il governo sudafricano puntano molto sull'immagine del "Mondiale di tutta l'Africa", direi che è il caso di fare un po' da cassa di risonanza per alcune notizie che giungono (a fatica) dal continente che ospiterà la prossima Coppa del Mondo.
Cominciamo dall'Angola, Paese presente a Germania 2006 e qualificato anche per Ghana 2008, la prossima Coppa d'Africa. Anche se, oggi, non parleremo di calcio.

Lunedì 1 ottobre, una ribellione sconvolge la prigione centrale di Luanda, una struttura che conta circa 3000 detenuti, nonostante sia nata per ospitarne non più di 800. Molti dormono per terra, e non tutti hanno posto per sdraiarsi.
Dall'inizio degli incidenti, per almeno una settimana, non arrivano né acqua né cibo.
L'inizio è allucinante: i familiari di alcuni detenuti pagano delle guardie perché li lasciassero scappare (in Angola, pagando, si può fare di tutto, la corruzione è a livelli stratosferici). Come? Organizzando una finta mini rivolta, ma qualcosa va male, l'inferno inizia. Fuori dalla prigione ci sono le unità antisommossa della polizia, i loro camion invadono la zona del carcere, decine di furgoni militari in colonna con le sirene spiegate. I poliziotti, armati fino ai denti, non si perdono una mossa del centinaio di disperati che, in qualche modo, cercano di capire cosa sia accaduto ai loro familiari o ai loro amici detenuti. L’unico mezzo d'informazione sono i lenzuoli e gli indumenti su cui i detenuti scrivono frammenti di notizie: "Ne hanno uccisi 80 nella cella numero 11, hanno ucciso il Catanha. Del gruppo di Mauro ne hanno uccisi 11".
La polizia afferma di aver trasferito alcuni reclusi nel carcere di Viana. Dove, però, non sono mai arrivati. Che fine hanno fatto? Il sospetto è che il numero dei decessi possa essere superiore a quello fornito dal ministero dell'interno, che parla di 2 morti e 5 feriti.
Le voci cominciano a circolare, c'è l'ordine di fare silenzio, e non farlo è pericoloso. Qualcuno scrive in forma anonima in internet.
E nessun giornale italiano ha un inviato a Luanda?

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sabato, novembre 03, 2007

 

Brevi Misna: chiusa la miniera di Tau Tona

La compagnia mineraria AngloGold Ashanti ha chiuso oggi una delle sue maggiori miniere d’oro nel Paese, quella di Tau Tona, dopo la morte di un operaio, l’ultima di una lunga serie di incidenti in miniera che sta sollevando le proteste dei rappresentanti dei lavoratori. Nei giorni scorsi altre due compagnie, Trevor Arran e Gold Field, avevano sospeso le attività per altri incidenti mortali. Dall’inizio dell’anno 150 minatori sono morti in miniera e 200 lo scorso anno. Il principale sindacato sudafricano (Nun) ha annunciato uno sciopero di protesta.
(Fonte: Misna)

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giovedì, novembre 01, 2007

 

Manco da un po'


Giusto per non perdere l'abitudine, è un po' che non aggiorno il blog. Ma sono sicuro che mi starete seguendo quotidianamente su GQ, per cui non c'è problema.
E la foto? Beh, il vecchio Sepp fa sempre ridere.

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