sabato, marzo 28, 2009
Una Coppa pulita

Come annunciato ieri, ecco cosa mi ha raccontato Danny Jordaan, CEO del Comitato organizzatore di Sudafrica 2010, per il Manifesto:
Danny Jordaan, presidente del Comitato organizzatore di Sudafrica 2010, è a Milano per presentare la Confederations Cup di giugno e lo stato dei lavori per i Mondiali del prossimo anno. La prima Coppa del Mondo organizzata da un Paese africano è alle porte e l'ex insegnante-calciatore-attivista anti-Apartheid-dirigente dell'Anc (57 anni), vuole correggere l'immagine di una nazione disorganizzata e in ritardo circolata con l'avvicinarsi dello storico traguardo. I ritardi, in alcuni casi, erano reali come a Port Elizabeth (che è la città natale di Jordaan e ha perso la Confederations Cup) ma per lo più si tratta di problemi comuni a ogni organizzatore di grandi eventi. Basti pensare a Pechino 2008 o, per guardare a casa nostra, a Italia '90, con gli ultimi «ritocchi» fatti in corsa la mattina della giornata inaugurale.
Mr. Jordaan, ha mai avuto la sensazione che Blatter potesse davvero decidere di spostare il Mondiale altrove, negli Usa o in Australia?
Non esiste essere umano sulla terra che possa togliere il Mondiale al Sudafrica. Solo Dio potrebbe farlo. Quando investi 3 miliardi di euro nell'organizzazione di un simile evento, è ovvio che ci siano dei contratti a tutelarti. Nessuno può svegliarsi una mattina e decidere di spostare altrove il Mondiale, a meno che non si verifichi un disastro naturale, come un terremoto, per esempio. Abbiamo dei contratti firmati e tutti li onoreranno.
E il problema della sicurezza che spaventa la Fifa?
Negli ultimi tempi abbiamo avuto a che fare con attacchi xenofobi, gravi senza dubbio, ma del tutto estemporanei. Nessuno può pensare di punire il nostro paese per quei fatti.
I tifosi saranno al sicuro?
Al 100%. Vi assicuro che tutto andrà per il meglio, nessuno è preparato quanto lo siamo noi. E in ogni caso è troppo tardi, stiamo già vendendo i biglietti.
Impiegherete anche l'esercito?
No, i soldati resteranno fuori da ogni fase dell'organizzazione, non saranno necessari e non vogliamo creare un impianto militaristico, sarebbe pessimo anche per la nostra immagine. Abbiamo investito più di cento milioni di euro nella sicurezza, per aumentare di 41mila unità le forze di polizia e addestrare 45mila steward. Sarà più che sufficiente.
Qualcuno pensa che i vostri nuovi modernissimi stadi possano diventare delle cattedrali nel deserto dopo il Mondiale: enormi impianti per il calcio costruiti in quartieri bianchi, dove si seguono solo rugby e cricket, e troppo lontani per la gente dei quartieri neri, che non potrà permettersi di pagare il biglietto per arrivare allo stadio.
Queste differenze non hanno più senso. L'Apartheid creò aree bianche e aree nere, ma oggi il paese appartiene a tutti noi, senza distinzioni. Ci sono bianchi che vivono a Soweto e neri che vivono a Sea Point (quartiere di Cape Town, ndr). Per cui, dove sarebbero questi «quartieri bianchi»?
Beh, ha citato tutti quartieri «bene». Soweto non è più il ghetto di qualche anno fa. Da Philippi (uno degli slums di Cape Town, ndr) allo stadio di Green Point però può essere un viaggio impossibile...
Il Mondiale si gioca a Cape Town, nel tuo paese, potrai viverlo da vicino, più di quanto ti capiterà mai di farlo in tutta la tua vita. Dovremmo forse portare le partite a Philippi? Lo stadio appartiene a tutti i cittadini che pagano le tasse. Vede, il Mondiale è stato organizzato dall'Italia, dagli Stati Uniti, dalla Germania, da Giappone e Corea. In ogni Paese, gli stadi saranno stati troppo lontani per qualcuno. In Italia, nel 1990, non avrà avuto le partite esattamente dove le sarebbe stato più comodo, immagino.
In Sudafrica però certe divisioni sembrano ancora molto evidenti.
Conosco un po' la vostra storia, Garibaldi e Cavour: avete dovuto far coesistere nord e sud del paese per creare un'unica nazione. Anche per noi non è un'operazione facile e veloce. La promulgazione di una Costituzione democratica non ha trasformato automaticamente il Sudafrica in un paese democratico e non razzista. Ma ci arriveremo insieme, bianchi e neri, poveri e ricchi. Un paese diviso e razzista corre gravi rischi, guardate la Bosnia o il Ruanda. Ma noi abbiamo una visione e un futuro comune e il Mondiale faciliterà questo processo. La gente sa che ci sarà più lavoro, che aumenteranno le opportunità. Trasporti migliori, infrastrutture migliori, più tecnologia, più benessere. Arriveranno investimenti in dollari e in euro. I sudafricani lo sanno, il Mondiale aiuterà il nostro paese, anche a essere più ottimista.
Cosa pensa della mancata concessione del visto al Dalai Lama?
Non posso esprimere un giudizio, perchè non faccio parte degli organizzatori di quel Congresso. Sarebbe stupido fare annunci alla stampa a proposito di qualcosa che non conosco a fondo.
Qual è l'obiettivo dei «bafana bafana» ai Mondiali 2010?
Non saprei, io sono responsabile dell'organizzazione del torneo, c'è una federazione che si occupa della nazionale sudafricana. Quello che posso dire è che il successo di un Mondiale è legato a quello della squadra di casa. Se il Sudafrica uscisse subito, la gente perderebbe un po' di interesse, è ovvio. Ma questo sarà un Mondiale di tutta l'Africa, non solo del Sudafrica, e per tutti noi sarebbe fantastico se una delle sei squadre di questo continente presenti al torneo arrivasse in semifinale.
Come se la cava il nuovo ct Joel Santana? E' sembrato un ripiego, una seconda scelta...
E' un buon allenatore. Non era la prima scelta, ovvio. Purtroppo il suo predecessore, Parreira, ha dovuto rinunciare.
Il Sudafrica perse i Mondiali del 2006 per il voto comprato di un membro della Fifa, Charles Dempsey. Ricorda?
La prima cosa che mi disse il presidente Mandela fu: «Fai qualunque cosa per portarci il Mondiale, ma in modo pulito. Non pagheremo tangenti, non faremo regali. A nessuno e per nessun motivo». Io mi sono attenuto alle sue istruzioni. Credo sia nostro dovere cercare di cambiare le regole del gioco. Il fatto che si dica che tutti lo hanno sempre fatto, non implica che debba continuare così per sempre.
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mercoledì, ottobre 15, 2008
Mondiali: il punto sull'Africa, Senegal e Angola eliminate
Ormai sembra che ogni mio "rientro" debba iniziare con una giustificazione della mia lunga assenza. Beh, non questa volta. Sto lavorando a un progetto importante, ma non ne parlerò, per ora. Capirete poi perchè. Intanto, questo è il punto della situazione africana, da Gazzetta.it (Filippo Maria Ricci):Tra sorprese, drammi, entusiasmo e violenza si è chiusa la prima delle due fasi delle qualificazioni africane al primo Mondiale del continente. Le squadre sono state ridotte da 36 a 20, e già due delle 5 partecipanti africane al mondiale tedesco del 2006 non hanno passato questo primo taglio: il Senegal, che nel 2002 arrivò fino ai quarti di finale in Giappone e Corea, e l'Angola, che organizzerà la prossima coppa d'Africa, sono già fuori. Così come sarebbe rimasto fuori il Sud Africa, che ha chiuso al secondo posto il suo girone non riuscendo a qualificarsi nemmeno per la coppa d'Africa del 2010 ma che ovviamente sarà in campo nel "suo" mondiale in qualità di Paese organizzatore (nella foto, il ct Joel Santana).
SISTEMA COMPLESSO - Il sistema adottato per determinare il passaggio del turno era complicato: qualificate di diritto le prime dei 12 gironi, per stilare la classifica delle migliori 8 seconde che le avrebbero accompagnate è stato necessario armarsi di calcolatrice: due dei 12 gironi strada facendo hanno perso una squadra, passando da 4 a 3 nazionali. Così alle seconde classificate dei gironi da 4 sono stati tolti i punti fatti con le quarte del proprio gruppo per equipararle a quelle dei gironi monchi. Per questo motivo, ad esempio, è passato il Mozambico che ha chiuso con 8 punti e non Angola e Uganda che ne avevano fatti 10.
LE QUALIFICATE - Queste le 20 squadre che il 22 ottobre nel sorteggio di Zurigo saranno divise in 5 gironi: le prime nel 2010 andranno al Mondiale e alla coppa d'Africa, seconde e terze solo alla competizione continentale. Giusto in 5 resteranno a mani vuote. Ci sono i pezzi grossi come Egitto, Camerun, Nigeria, Costa d'Avorio, Ghana, Tunisia e Marocco, squadre di media fascia quali Mali, Zambia, Guinea, Algeria, Togo e Burkina Faso, e un bel numero di sorprese: Benin, Kenya, Gabon, Ruanda, Sudan, Malawi, Mozambico. La Nigeria è l'unica delle 36 ad aver vinto tutte e 6 le partite giocate.
I VERDETTI DELL'ULTIMO TURNO - Uno striminzito 1-0 in trasferta a Gaborone contro i vicini del Botswana ha permesso al Mozambico di passare, dopo 24 ore di ansiosa attesa per conoscere la classifica finale delle seconde. La rete decisiva è di Bila Genito, centrocampista difensivo alla quinta stagione col Budapest Honved. Il Marocco doveva vincere e ha battuto 4-1 la Mauritania con doppietta di Youssef Hadji (Nancy) e reti di Safri e Zemmama (entrambi impegnati in Medio Oriente). A Bamako il Mali ha avuto ragione del Ciad solo nel finale, quando Tenema Ndiaye (Tours, serie B francese) ha segnato il 2-1: nello stesso girone il Sudan ha scavalcato al secondo posto il Congo grazie al 2-0 di Omdurman (di Tahir e Faysal Agab le reti). Grande partita al Kamuzu Stadium di Blantyre: il Malawi ospitava la Repubblica Democratica del Congo in uno scontro decisivo per il passaggio del turno: congolesi avanti con LuaLua ma eliminati dalla rimonta del Malawi a segno due volte negli ultimi 10 minuti con il nuovo eroe nazionale Mwafulirwa (da luglio in Svezia, al Norkopping): le Fiamme continuano a bruciare passando il turno in un girone dove c'era anche l'Egitto. Decisiva anche la sconfitta per 3-1 di Capo Verde in Tanzania, già eliminata: 9 punti non sono stati sufficienti agli isolani per andare avanti. La Guinea ha battuto 3-2 il Kenya ed è stata aiutata dalla sconfitta dello Zimbabwe in Namibia: 4-2 dopo che lo Zimbabwe nelle prime 5 giornate aveva incassato solo 2 gol. Per la Guinea a segno Bangoura (Dinamo Kiev), Keita (Maiorca) e Zayatte (Hull). Nel girone 5 tre squadre hanno chiuso appaiate a 12 punti: la differenza reti mette davanti il Ghana, poi il Gabon di Alain Giresse grazie all'1-0 sulla Libia alla quale bastava un pari per passare come prima e che invece è rimasta sorprendentemente fuori. La rete decisiva delle Pantere del Gabon è arrivata grazie al "solito" Bruno Mbanagoye, punta della Dinamo Minsk in Bielorussia.
LA VIOLENZA - Violenta contestazione e gravissimi incidenti a Dakar dopo l'1-1 tra Senegal e Gambia. I Leoni del Teranga chiudono addirittura terzi nel girone, alle spalle di Algeria (solo un punto in più dopo il pericoloso 0-0 con la Liberia) e Gambia (appaiato al secondo posto e non qualificato come il Senegal). Una vittoria avrebbe proiettato il Senegal in testa al girone alla seconda fase, ma all'87' il gambiano Tijan Jaiteh (Brann Bergen, Norvegia) ha pareggiato la rete del senegalese Kader Mangane (Rennes). Il risultato ha scatenato l'ira della folla, con cariche, incendi e violenze prolungate dentro e fuori lo stadio. Diversa l'origine dei disordini a Sekondi: per la prima volta nella storia la cittadina ghanese ospitava le Black Stars e l'arrivo della nazionale ha generato un entusiasmo incontrollabile. Cancelli sfondati, corsa al posto con tifosi travolti e calpestati, stadio pieno ben oltre la capienza limite. I media locali avevano parlato di due morti ma la notizia è stata smentita.
ADEBAYOR E DOPPIETTE - Venerdì Emmanuel Adebayor aveva detto che non avrebbe giocato contro lo Swaziland per protestare contro la pessima organizzazione logistica improvvisata dalla sua federazione: sabato sul neutro di Accra, in Ghana, il centravanti dell'Arsenal è sceso in campo e ha fatto 4 reti nel 6-0 finale, che è valso agli Sparvieri secondo posto e qualificazione. Doppiette per Eto'o e Ze Meyong (Sporting Braga) nel 5-1 del Camerun alle isole Mauritius, e dell'ivoriano Sanogo (Werder Brema) nel 3-0 al Madagascar. Con Drogba infortunato davanti per gli Elefanti hanno giocato anche Baky Kone (Marsilglia) e Salomon Kalou (Chelsea) che ha segnato la terza rete. Due gol per Moumouni Dagano, capocannoniere della zona africana con 7 centri in 6 gare: il centravanti che ora gioca in Qatar (all'Al-Khor) ha contribuito al 3-1 del Burkina Faso sul Burundi che ha permesso agli Stalloni di confermare il primo posto del girone davanti alla più quotata Tunisia.
GOL ITALIANI E INFORTUNI - L'interista Sulley Muntari ha segnato la rete di apertura di Ghana-Lesotho (3-0 finale con reti di Junior Agogo e Matthew Amoah), mentre nel 4-1 della Nigeria alla Sierra Leone gol iniziale dell'udinese Chris Obodo e rete del 2-1 dell'interista Victor Obinna. Da verificare le condizioni dei maliani Diarra e Kanoute, tornati in Spagna infortunati: preoccupa soprattutto il centrocampista: sabato il Madrid è atteso al Calderon per il derby.
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giovedì, settembre 11, 2008
Sud Africa, quanti guai, anche la squadra non va
Altro copiaincolla, da Gazzetta.it:7 settembre 2008 - Come se non bastassero i problemi sociali, politici e organizzativi, a turbare i sogni mondiali del Sud Africa ci si mettono anche i Bafana Bafana.
NIENTE COPPA D’AFRICA - Sabato a Port Elizabeth la nazionale sudafricana ha perso 1-0 con la Nigeria (rete di Uche del Getafe al 70’) precludendosi ogni possibilità di qualificazione alla Coppa d’Africa del 2010. Insieme alla Nigeria, che nel Gruppo 4 delle eliminatorie per mondiale e Coppa d’Africa ha vinto tutte le partite, può avanzare alla fase successiva (il sistema è complicato e c’è ancora un altro turno) solo la Sierra Leone: nazionale al 145° posto nel ranking Fifa che rappresenta un Paese distrutto dalla guerra. I Bafana Bafana, che con la Nigeria hanno sempre perso senza riuscire a fare un gol alle Super Aquile in 6 incontri ufficiali, sono già al capolinea.
CHE NUMERI! - Nelle 5 gare del girone eliminatorio (valido sia per la Coppa d'Africa sia per il Mondiale, dove però i sudafricani sono qualificati di diritto) hanno rimediato una vittoria (Guinea Equatoriale), un pari (Sierra Leone in casa) e 3 sconfitte (doppio ko con la Nigeria più la trasferta a Freetown). Cinque i gol subiti, 4 quelli fatti, tutti nel 4-1 con la Guinea Equatoriale. Per il resto, 4 partite senza trovare la rete.
INUTILE DOMINIO - Sabato il Sud Africa ha giocato bene, ma è stato fermato dal portiere nigeriano Dele Aiyenugba (gioca in Israele) e dagli errori di mira dei suoi. “Abbiamo dominato – ha detto dopo la gara il ct brasiliano Joel Santana , in panchina dall'inizio del girone – e infatti ho fatto i complimenti a tutti i miei giocatori. Volevo dimostrare a voi giornalisti cosa sappiamo fare: io preferisco perdere con una formazione offensiva piuttosto che vincere schierando una squadra codarda che pensa solo a difendersi”. Intanto l’imbarazzo resta, e poi altro che stile offensivo: i giornali sudafricani hanno criticato il ct per aver sprecato il primo tempo partendo con il tanto caro 4-2-3-1, con due centrali di centrocampo difensivi, Sibaya e Dikgacoi, e una sola punta, Benni McCarthy, scelto come nuovo capitano: “Ero così orgoglioso – ha detto l’attaccante del Blackburn – per me era una gran giorno. Abbiamo giocato alla grande e solo Dio sa come non abbiamo potuto vincere. Le cose possono solo migliorare e sono sicuro che per il 2010 saremo pronti”.
CAMPO IN PESSIME CONDIZIONI - Non sono in molti a crederlo. Chi non era pronto era il prato dell’Eastern Province Rugby Stadium di Port Elizabeth, criticato dallo stesso McCarthy. “Effettivamente il terreno non era in grandi condizioni, e giocarci sopra non era facile”. Va ricordato che il nuovo stadio in costruzione a Port Elizabeth, intitolato a Nelson Mandela, è stato recentemente cancellato dalla lista degli impianti che ospiteranno la Confederations Cup del 2009, con gli organizzatori che però hanno garantito che sarà pronto per il mondiale.
MONDIALE A RISCHIO - Ciclicamente emergono voci che vogliono l’evento sudafricano a rischio: il presidente della Fifa Sepp Blatter ha dichiarato che ha pronto un Piano B, ma l’Africa difende a spada tratta il suo primo mondiale. I problemi sono noti: la sicurezza, la carenza delle infrastrutture, comunicazioni e telecomunicazioni su tutte, i nodi organizzativi con gli scioperi nei cantieri degli stadi. In ambito sportivo Joel Santana, ha sostituito nell’aprile scorso Carlos Alberto Parreira, tornato in Brasile per problemi familiari dopo aver consigliato l’assunzione del compatriota.
DIFENSIVISTA - Santana (foto), carioca nato il giorno di Natale, deve compiere 60 anni, è stato un giocatore discreto (breve carriera come difensore centrale) ed è noto come un tecnico difensivista tanto che negli anni scorsi è stato chiamato dal Vasco e dal Flamengo quando rischiavano la retrocessione. Il suo grande pregio come allenatore è quello di aver vinto il campionato di Rio con tutti i grandi club della città: Botafogo, Fluminense, Flamengo e Vasco, cosa che gli è valsa il titolo di ‘Rei do Rio’. Per Santana i titoli regionali sono 9 in tutto, considerando anche i 3 campionati baiani conquistati con il Bahia e il Vitoria. A suo modo un vincente, Joel, che però sta facendo una gran fatica a familiarizzare col calcio africano. Tanto che dopo 7 qualificazioni consecutive, i Bafana Bafana guarderanno la Coppa d’Africa in tv. Sognando il mondiale.
Filippo Maria Ricci
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lunedì, giugno 23, 2008
2010: Nigeria avanti tutta, Sudafrica nei guai
Se l'Italia campione del mondo piange, il Sudafrica, organizzatore della prossima rassegna planetaria, non ride di certo. Filippo Ricci, su Gazzetta.it, fa il punto della situazione:I Bafana Bafana rischiano di restare fuori da Angola 2010, la vetrina continentale. Hanno pareggiato 0-0 con la Sierra Leone a Pretoria una partita piena di errori degli attaccanti e segnata dalle parate del numero uno ospite, il 19enne Christian Caulker del FC Kallon, squadra della prima divisione della Sierra Leone di proprietà dell'ex interista. Per il Sudafrica, oggi in mano a Joel Santana (foto), una sola vittoria in 4 gare di qualificazione: per approdare in Angola bisognerà battere la Nigeria in casa, vincere in Guinea Equatoriale e sperare. Non esattamente facile, ma soprattutto non proprio incoraggiante per gli organizzatori del mondiale. Il ct brasiliano è stato crocifisso dalla stampa locale, soprattutto per essere sceso in campo con un solo attaccante e due centrocampisti difensivi.
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mercoledì, giugno 18, 2008
I 90 anni di Madiba e le sorprese africane
Rieccomi, in pieno Europeo, a parlare d'Africa. Manco dal blog da quasi un mese, ma mi ripresento qui con una figlia in più (e fanno due), quindi direi che posso ritenermi giustificato.Filippo Maria Ricci, giornalista della Gazzetta, racconta la situazione delle qualificazioni africane (16/06/08):
Senza grande pubblicità, a fari praticamente spenti, l'Africa si sta giocando il suo Mondiale. Una complessa maratona che coinvolgeva 51 squadre, attualmente ridotte a 47. Tre sono cadute nel turno preliminare (Somalia, Isole Comore, Guinea Bissau), una (Eritrea) ha abbandonato per problemi federali.
SECONDA FASE - Le superstiti sono divise in 12 gruppi (tutti da 4 meno quello dell'Eritrea, ora da 3) e lottano per la qualificazione al Mondiale sudafricano e alla Coppa d'Africa del 2010, in Angola. Passano le prime e le 8 migliori seconde. Si formeranno 5 gruppi da 4: chi vince il raggruppamento va ai mondiali e alla Coppa d'Africa, seconde e terze solo alla competizione continentale. Il Sud Africa gioca ma ovviamente solo per le qualificazioni alla Coppa d'Africa. In questo weekend si è arrivati al giro di boa della prima fase eliminatoria. Chiusa la terza giornata, si giocherà ancora il prossimo weekend e poi il primo fine settimana di settembre. Finale della seconda fase a ottobre.
PESSIMO SUDAFRICA - In 12 gironi solo 3 squadre sono a punteggio pieno. Una delle favorite, la Nigeria, e due possibili outsider, il ritrovato Burkina Faso (ora nelle mani del portoghese Paulo Duarte) e la sorpresa Ruanda allenata dal croato Branko Tucak. Queste ultime due assenti persino dalla Coppa d'Africa di gennaio in Ghana. Le Super Aquile nigeriane vincono senza volare: negli ultimi due incontri doppio 1-0 con reti del difensore dell'Everton Yobo per rimediare i 3 punti con Guinea Equatoriale e Sierra Leone, non esattamente dei colossi. In questo gruppo le altre sono tutte a 3, compreso il Sud Africa, che passato dal brasiliano Carlos Alberto Parreira (dimessosi per problemi familiari) al connazionale Joel Santana non ha migliorato il proprio rendimento e rischia addirittura di restare fuori dalla Coppa d'Africa del 2010, anno del 'suo' mondiale. I Bafana Bafana hanno perso 2-0 in Nigeria e 1-0 in Sierra Leone, battendo 4-1 in casa la Guinea Equatoriale. La Sconfitta in Sierra Leone è arrivata nel weekend, ineccepibile (per i padroni di casa diverse occasioni) e sancita da un rigore dell'ex interista Mohammed Kallon.
TANTE SORPRESE - Nel fine settimana non sono mancate le sorprese: il Camerun di Eto'o fermato in Tanzania (0-0), l'Egitto, vincitore delle ultime due Coppe d'Africa, sconfitto in Malawi, il 3-1 del Ruanda sul Marocco, il 2-0 del Gabon al Ghana, prima sconfitta delle Black Stars nelle qualificazioni mondiali dal settembre 2004. In campo tra gli altri Essien e Muntari, decisivo errore dell'ex Chievo John Mensah. E poi il 3-2 del Sudan al Mali nonostante la doppietta del sivigliano Kanoute, il 3-1 dell'Uganda all'Angola, i pareggi della Costa d'Avorio di Drogba in Botswana (1-1) e del Senegal in Liberia (2-2), con i Leoni de Teranga avanti 2-0.
CLASSIFICHE RIVOLUZIONARIE - Un'occhiata alle classifiche, andando in ordine di Gruppo. Il Camerun ha un punto di vantaggio su Capo Verde e 4 sulla Tanzania. Kenya a +2 su Zimbabwe e Guinea. Angola, Benin e Uganda appaiate a 6 punti. Nigeria a 9 con Sud Africa, Guinea Equatoriale e Sierra Leone a 3. Ghana e Libia a 6 col Gabon a 3. Gambia e Senegal leader senza smalto con 5 punti, Algeria a 3, Liberia a 2. Botswana davanti alla Costa d'Avorio per differenza reti, 5 punti per entrambe e +2 sul Madagascar. Ruanda a +3 sul Marocco. Burkina Faso a +3 sulla Tunisia. Mali con 6, Ciad, Sudan e Congo a 3, ma Ciad e Sudan devono recuperare una partita. Swaziland leader sorprendente del gruppo da 3 squadre: 4 punti, uno in più del Togo, con lo Zambia a 1. Malawi, Repubblica Democratica del Congo ed Egitto tutte a 6.
IL BOMBER - Moumouni Dagano, attaccante burkinabe del Sochaux è attualmente il capocannoniere continentale con 5 reti in 2 partite. Nel weekend ha segnato una tripletta nel faticoso 3-2 degli Stalloni con le Seychelles: gli isolani giocavano in casa e si erano portati avanti 2-1.
A "margine", un altro appuntamento fondamentale: il prossimo 27 giugno, Nelson Mandela festeggerà 90 anni. Moltissime le star internazionali invitate: da Robert De Niro a Eric Clapton, da Annie Lennox ai Simple Minds. Prossimo obiettivo dell'ex Presidente sudafricano: festeggiare i 92 durante il Mondiale 2010.
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giovedì, aprile 24, 2008
L'addio di Parreira
Non mi ero perso la notizia di Parreira, ovviamente. Ecco il pezzo che ho scritto per il Manifesto (di ieri):Il triste addio di Parreira «Africa, mia moglie è malata»
Il ct brasiliano lascia la guida della nazionale sudafricana per stare vicino alla consorte come accaduto a Cesare Prandelli nel 2004. A due anni dai primi mondiali neri della storia, il paese arcobaleno si affida a un altro tecnico carioca, Joel Natalino Santana
Nei giorni scorsi, le voci dell'addio ai bafana bafana di Carlo Alberto Parreira si erano fatte sempre più insistenti. Il tecnico brasiliano non aveva ancora preso la parola, che già i commentatori sudafricani iniziavano a far circolare i nomi dei possibili sostituti alla guida della nazionale: Eriksson, Scolari, Mourinho. L'attesa per i Mondiali del 2010 è spasmodica e questo inconveniente rischiava di intralciare il cammino della squadra verso il più importante appuntamento della propria storia. Lunedì il ct brasiliano ha reso pubbliche le sue dimissioni, spiegando di voler stare vicino alla moglie malata, come accaduto a Cesare Prandelli quando nel 2004 lasciò la Roma dopo pochi mesi per assistere la compagna di vita nella lotta contro il cancro. «Dopo 36 anni di matrimonio, come avrei potuto dire di no? - ha spiegato Parreira in lacrime - mia moglie ha bisogno di me». Il ricco contratto con la federazione sudafricana è passato in secondo piano, così come l'opportunità di conquistare l'amore eterno dell'Africa calcistica.
Il ct del Brasile che sconfisse l'Italia di Sacchi a Usa '94 non ha avuto vita facile in Sudafrica. I problemi erano cominciati ancora prima del suo arrivo nella Rainbow Nation, con l'annuncio di uno stipendio da superstar: 200mila euro al mese. Parreira aveva deciso di tornare nel continente nero dopo quasi quarant'anni dagli esordi alla guida della selezione nazionale ghanese nel 1967: in quel Paese, il brasiliano conquistò il primo trofeo da allenatore, portando il club del Kotoko alla vittoria della Coppa dei Campioni africana. Quella dei bafana bafana è stata la sesta nazionale guidata da Parreira, dopo Ghana, Kuwait, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Brasile.
Ma i 15 mesi sulla panchina più importante del continente sono stati tutt'altro che semplici. Superata la diffidenza iniziale di quella parte di critica che non si spiegava come un Paese con una tale quantità di poveri potesse permettersi di pagare tanto un allenatore di calcio, Parreira aveva dovuto scontrarsi con la disorganizzazione dei padroni del calcio sudafricano: il brasiliano era arrivato a Joannesburgh con un visto turistico, fatto che aveva portato le autorità locali a minacciare pesanti sanzioni (addirittura l'arresto), nel caso in cui Parreira avesse assunto la guida della nazionale prima del rilascio del permesso di lavoro. «La legge è chiara - disse il portavoce del Ministero degli Interni Mantshele Tau - Parreira e il suo assistente non possono lavorare finchè le loro carte non saranno in regola. Non può nemmeno andare allo stadio o prendere nota davanti alla televisione perché quello di fatto è lavoro».
Superato lo scoglio burocratico, l'uomo che avrebbe dovuto guidare i sudafricani al Mondiale ha dovuto fare i conti con tutti gli altri problemi del calcio sudafricano. Poco dopo aver assunto l'incarico, lui stesso parlò del disastro trovato in ambito giovanile: «Questa è la parte triste. In Sudafrica, non esiste alcun programma di formazione giovanile. Non esistono campionati under 18, under 20 o under 16. E' assurdo. Non puntare sui giovani vuol dire rinunciare alla possibilità di sostituire adeguatamente i giocatori infortunati o vicini al ritiro. Finiti i Mondiali io me ne andrò, mentre il Sudafrica continuerà ad aver bisogno di campioni».
Ora Parreira se ne va, dopo una Coppa d'Africa non del tutto negativa (due pareggi con Angola e Senegal e una sconfitta con la Tunisia): l'obiettivo era quello di accumulare esperienza internazionale senza subire le batoste rimediate prima del suo arrivo. Le ultime amichevoli avevano dato un po' di speranza (3-0 al Paraguay), l'entusiasmo era cresciuto attorno a una squadra giovane e divertente. Poi la doccia fredda. Il suo posto è stato subito affidato a un altro brasiliano, Joel Natalino Santana, che ha lasciato il Flamengo ed è partito alla volta dell'Africa. Il successore di Parreira (che resterà comunque a disposizione come consulente tecnico per garantire un passaggio morbido alla nuova gestione) può vantare la vittoria del campionato carioca con tutti i grandi club di Rio de Janeiro (Vasco da Gama, Fluminense, Botafogo e Flamengo). Al 59enne tecnico carioca di certo non manca l'esperienza, avendo cominciato a girovagare nel lontano 1981 con l'Al Wasl, negli Emirati Arabi. Dopo quasi trent'anni sulle panchine più prestigiose del Brasile (con due incarichi in Arabia Saudita e uno in Giappone, al Vegalta Sendai), lascia la panchina del Flamengo da eroe: lo scorso anno aveva guidato i rossoneri dalla zona retrocessione fino a un piazzamento in Copa Libertadores. E, ora, la grande occasione della vita. Il Mondiale. Oltre a un sacco di soldi, se è vero quello che dice il vice presidente del Flamengo Kleber Leite: «Santana guadagnerà in 30 mesi quanto ha guadagnato in 30 anni di carriera. Davvero non avrebbe potuto rifiutare».
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mercoledì, marzo 26, 2008
Sudafrica-Paraguay 3-0
Non male, a 804 giorni dal Mondiale. Non male davvero. Del resto, nonostante l'eliminazione al primo turno, gli uomini di Parreira non avevano demeritato nemmeno nella recente Coppa d'Africa in Ghana. Che il lavoro del brasiliano cominci a dare i suoi frutti?
Bene, per ora, chiudo. Domani ne parleremo in modo più approfondito.
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venerdì, ottobre 12, 2007
Verso Italia-Sudafrica. Parreira ai suoi: “Divertitevi!”
In vista di Italia-Sudafrica, a cui dovrei assistere, altro copiaincolla:L’amichevole di mercoledì contro l’Italia sarà la prova tecnicamente più dura da quando siede sulla panchina sudafricana, ma Carlos Alberto Parreira la affronterà con uno spirito tutt’altro che austero. “Divertitevi!” è la parola d’ordine che il coach carioca ha lanciato ai suoi durante l’ultima seduta di allenamento prima del volo in Europa.
Nella notte, i Bafana Bafana hanno lasciato il Sudafrica per unirsi in Germania ai colleghi impegnati nei campionati europei. Quartier generale della truppa Norimberga, dove Mister Parreira potrà preparare i dettagli di una partita che ha già definito “una tappa di inestimabile valore nel nostro cammino verso i Mondiali”.
Secondo il ct brasiliano, i Bafana Bafana non scenderanno in campo per difendersi. “E’ un onore giocare contro gli attuali Campioni del Mondo - ha dichiarato - ma non dobbiamo aver paura di osare. Ho detto ai ragazzi di dimostrare le loro qualità, esprimendosi al loro meglio e divertendosi”.
I sudafricani arriveranno in Italia lunedì prossimo, due giorni prima della gara contro gli Azzurri di Donadoni al Franchi di Siena. Il fischio d’inizio è previsto per le 20.50.
Graziana Urso (Beh, direi che i "furti", ormai sono fin troppo frequenti: che si arrivi a una collaborazione?)
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In vendita i biglietti per Italia-Sudafrica. E a Siena sbarca anche la Coppa del Mondo
In occasione della gara, il Museo Civico di Siena esporrà la Coppa del Mondo (quella vera): il 15 e il 16 ottobre dalle 9 alle 20 e il 17 ottobre dalle 9 alle 12.
(Fonte: Figc.it)
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sabato, settembre 22, 2007
Ranking Fifa: il crollo del Sudafrica
Detto, fatto: torniamo al calcio, anche se con una notizia di qualche giorno fa. L'Italia torna in testa alla classifica Fifa, scavalcando le due sudamericane più blasonate. Altro crollo verticale, infine, per i bafana bafana di Parreira, che perdono 12 posizioni rispettp al Ranking di agosto (dalla 61esima alla 73esima, con 437 punti) e si fanno scavalcare, tra gli altri, da Guinea Equatoriale, Cuba, Cipro, Ungheria e Galles (europpe non certo di prima fascia). La battuta "non c'è male, per un solo mese di lavoro" è mia (Ranking di luglio). Direi che posso anche autocitarmi.
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giovedì, settembre 20, 2007
Lo sfogo di un ct
L'ottima Graziana Urso, del blog "gemello" Sudafrica 2010, riporta questo sfogo (e non è nemmeno il primo) del brasiliano alla guida dei bafana bafana.“Sono qui da otto mesi - dichiara il coach brasiliano - ma è evidente che abbiamo bisogno di più tempo. Credo che progressi significativi si noteranno solo a partire da febbraio o marzo”.
Secondo Parreira, due sarebbero gli handicap dei sudafricani: la filosofia di gioco e l’impossibilità di un ricambio generazionale.
“E’ contro la mia religione - spiega - giocare la palla lunga, non costruire da dietro tenendo il possesso di gioco. Non penso sia lo stile giusto, specialmente per una squadra africana”.
Poi lancia una stoccata alla sua Federazione: “In Sudafrica non ci sono competizioni giovanili, il che è un vero peccato: non puntare sui giovani vuol dire rinunciare alla possibilità di sostituire adeguatamente i giocatori infortunati o vicini al ritiro. Il problema non riguarda me, ma il Paese. Finiti i Mondiali io me ne andrò, mentre il Sudafrica continuerà ad aver bisogno di campioni”.
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martedì, settembre 04, 2007
Bafana bafana: addio a Gift Leremi
Il centrocampista della nazionale sudafricana, Gift Leremi, è morto ieri in un incidente stradale.Il post, lo confesso, mi sembra fin troppo freddo. Ma che commenti potrei fare alla morte di un aragazzo di 22 anni?
(Fonte: Pretoria News)
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venerdì, agosto 24, 2007
Scozia-Sudafrica 1-0
Il Sudafrica esce sconfitto, ma a testa alta, dall'amichevole disputata mercoledì sera al Pittodrie Stadium di Aberdeen. Il miglior gioco espresso negli ultimi mesi, contro una nazionale solida e rognosa, guidata da Alex McLeish, non è bastato ai bafana bafana per inaugurare al meglio il ciclo di amichevoli di fine 2007 che porterà la squadra di Parreira anche in Italia.
Il Sudafrica domina il primo tempo ma non riesce a capitalizzare la supremazia territoriale, andando regolarmente a sbattere contro le barricate dei padroni di casa. La Scozia cresce dopo l'intervallo e Kris Boyd (foto) va a segno al 71esimo minuto, su assist del capitano Darren Fletcher. Peccato per l'infortunio che costringe Zuma a lasciare il campo al 12esimo: l'ex Udinese Nomvete, entrato a sostituirlo, sbaglia la clamorosa occasione del pari su cross di Bradley Carnell.
La squadra continua a crescere, i progressi sono innegabili. Vediamo cosa saprà tirare fuori Parreira da questo gruppo.
Scozia: Gordon, Hutton, Anderson, McManus, McEveley, Brown, Caldwell, Fletcher, McFadden, O'Connor, Miller. Subs: Neil Alexander, Graham Alexander, Berra, Pearson, Robson, Teale, Beattie, Boyd, Maloney, Marshall.
Sudafrica: Fernandez, Nzama, Mokoena, Mhlongo, Carnell, Pienaar, Zothwane, Sibaya, Buckley, Nkosi, Zuma. Subs: Marlin, Mere, Fransman, Evans, Modise, Vilakazi, Nomvethe, Dikgacoi, Sheppard, Fanteni.
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