venerdì, luglio 18, 2008
Niente Giochi per Pistorius
JOHANNESBURG - Niente Olimpiadi per Oscar Pistorius. L'atleta sudafricano, che corre con le protesi alle gambe, fallito il tentativo di fare il tempo minimo per la prova individuale, non e' stato nemmeno convocato per la staffetta 4x400 dalla Federazione del Sudafrica. Lo ha detto il presidente federale, Leonard Chuene, spiegando che ci sono altri quattro atleti che hanno un tempo piu' basso rispetto al suo. (Agr)
(Fonte: Gazzetta.it)
(Fonte: Gazzetta.it)
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mercoledì, luglio 16, 2008
Pistorius: Giochi vicini, c'è il tempo per la 4x400
Il sogno di Oscar Pistorius di correre i 400 metri alle Olimpiadi dei normodotati si infrange sulla pista di Lucerna. Nell'ultima chance che la federazione gli ha concesso per cercare il minimo per qualificarsi ai Giochi, lo sprinter con le gambe di carbonio si ferma a 46"25, lontano sia dal minimo A (45"55) che dal minimo B (45"95) che vale il biglietto per Pechino.In Svizzera, il sudafricano 21enne ha migliorato il proprio personale sul giro di pista, abbassandolo di 11 centesimi. I progressi di Pistorius rispetto alle prove italiane di Milano (47"78) e Roma (46"62) sono notevoli, ma non sono bastati per ottenere il pass olimpico.
A tenere aggrappato Pistorius al sogno olimpico è la staffetta 4x400: il Sud Africa renderà nota venerdì la squadra per Pechino, e dopo il tempo di Lucerna l'atleta disabile potrebbe essere tra i magnifici quattro, nonostante la Iaaf, il governo dell'atletica mondiale, abbia già detto che preferirebbe non vederlo in staffetta, perché "causerebbe problemi di incolumità per sé e gli altri atleti".
Pistorius ha comunque strappato tanti applausi al pubblico svizzero: "All'inizio della stagione avevo detto che sarei stato felice semplicemente di correre tempi con cui mi sarei sentito a mio agio, indipendentemente dalla qualificazione olimpica - ha dichiarato il sudafricano - stasera è stata una di quelle volte". Lo sprinter spera nella convocazione in staffetta: "Dipende tutto dalla federazione sudafricana adesso: so che ci sono un paio di ragazzi che vorrebbero entrare in squadra. Nessuno di loro però ha corso in 46"25 quest'anno".
(Fonte: Gazzetta.it)
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Pistorius: "Sconcertato da dichiarazioni Iaaf"
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lunedì, luglio 14, 2008
Pistorius flop anche a Lignano
Altra delusione per Oscar Pistorius, dopo la buona (ma insufficiente) prestazione del Golden Gala di Roma. Ieri sera, si è ritirato dalla gara dei 200 metri che lo vedeva impegnato a Lignano (Udine) durante il 19/o meeting di atletica leggera della cittadina friulana.
Il sudafricano, forse a causa della pioggia, è scivolato e si è dovuto fermare.
Il sudafricano, forse a causa della pioggia, è scivolato e si è dovuto fermare.
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venerdì, luglio 04, 2008
Pistorius, atto primo/2
Ecco il pezzo su Pistorius (e sulla nazionale under 22 di basket in carrozzina) che ho scritto per il Manifesto (3 luglio):Oscar Pistorius non ce l'ha fatta, non ancora. La Notturna di Milano, meeting internazionale di atletica in programma ieri sera all'Arena civica «Gianni Brera», non è servita a lanciare il nome di Oscar Pistorius nella Storia con la «s» maiuscola. L'obiettivo del velocista sudafricano, ammesso a gareggiare con gli atleti normodotati nonostante le protesi in carbonio (le ormai famosissime Cheetah, ghepardo, ispirate prorpio ai felini degli splendidi parchi della Rainbow Nation) era chiaro, anche se poco realistico: completare il giro di pista in 45"55, partendo da un primato personale di 46"34. E ieri in gara è arrivato quarto, col tempo di 47"78. Un abisso, a questi livelli. Ma Pistorius è davvero il «faro» di un movimento tanto vasto e difficile da inquadrare come quello paralimpico? Mattia Sala, impegnato in questi giorni con la nazionale under 22 di basket in carrozzina agli Europei di categoria, in Turchia, lo ammira per la tenacia e per la capacità di attirare i riflettori su di sè (e, di conseguenza, sull'intero movimento paralimpico), anche se non crede che il sudafricano possa rappresentare un «modello», una sorta di rappresentante per tutti gli sportivi disabili: «Credo meriti di gareggiare con i normodotati, nonostante le protesi, forse gli concedano qualche vantaggio, sul piano meccanico».
Il movimento, in Italia, è gestito dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), che vede, al proprio vertice, l'ottimo Luca Pancalli. Cosa aspettarsi dopo il «ciclone» Pistorius? Mattia, tesserato per la Briantea 84 di Cantù, non si fa illusioni, sa perfettamente che, dopo Pechino, l'attenzione dei media abbondonerà Pistorius (almeno fino ai Giochi di Londra), lasciando nell'ombra anche tutti gli altri. I problemi, certo, esistono da sempre per chi pratica i cosiddetti «sport minori». Figuriamoci se, poi, si tratta addirittura di atleti disabili (Petrucci, in questo, non è esattamente un mecenate): «Beh, dipenderà, al solito, da quanto saranno generosi gli sponsor. La Federazione è organizzata e gestita da persone valide. Ovviamente, di pubblicità ne riceviamo poca».
Gli Europei di Adana (3-11 luglio), per gli azzurri cominciano oggi (3 luglio, ndr), contro i padroni di casa turchi (purtroppo, con una sconfitta di misura, ndr). Clifford Fisher ha convocato dodici azzurri: Riccardo Belloli, Domenico Beltrame e Andrea Trulli, Jacopo Geninazzi, Lorenzo Molteni, Francesco Roncari, Mattia Sala e Angelo Scopelliti , Francesco Santorelli, Claudio Spanu e Giacomo Tosatto. Dopo i turchi, sarà la volta della Germania (il 4), poi toccherà a Belgio e Gran Bretagna. «Abbiamo ottime possibilità di arrivare in fondo, il movimento è forte, anche se la nazionale maggiore, purtroppo, non è riuscita a qualificarsi per Pechino». Facciamo il tifo per Pistorius, allora (a Milano, non ce l'ha fatta, non resta che sperare nella magia di Roma), senza dimenticare la nostra «piccola» nazionale di basket in carrozzina. Sperando che Fisher non abbia un «suo» Lippi a gufare alle spalle.
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giovedì, luglio 03, 2008
Pistorius, atto primo
Pistorius, ormai lo sapete tutti, ha fallito il primo tentativo di qualificarsi per Pechino. E ha pure rifiutato la possibilità di accettare dalla Iaaf una wild card per i Giochi. Il carattere c'è, niente da dire. Chissà che a Roma non ce la faccia.Etichette: Altri sport, Brevi, Pistorius, Tutt'altro
lunedì, maggio 19, 2008
Pistorius: "Ho vinto, comincia un viaggio stupendo"
Non me l'ero dimenticato. Anzi, per puro caso, mi trovavo alla conferenza stampa post annuncio.Dal Manifesto di sabato (17/5):
Intervista allo sprinter dopo la sentenza. "E' un giorno meraviglioso per me e per lo sport"
Pistorius, ha vinto la sua battaglia. Potrà correre ai Giochi con i normodotati.È il giorno più bello della mia vita ma anche un giorno meraviglioso per lo sport. Sono stati mesi durissimi, di grande tensione. Si è chiuso un brutto viaggio e ne comincia uno stupendo. Ora posso ricominciare a inseguire il mio sogno, partecipare alle Olimpiadi.
La Federazione internazionale aveva torto nei confronti suoi e dei disabili.
Io non mi considero né disabile né normodotato, sono uno sprinter e così la gente mi deve vedere. Lo sport deve unire, non dividere. E nemmeno giudicare. Si è speculato moltissimo sui presunti vantaggi che le protesi mi avrebbero garantito, ma sono in molti a usarle e nessuno raggiunge i miei livelli. Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che corro con un vantaggio sleale. Di sicuro riapre le porte dell'atletica ai disabili. La Iaaf, d'ora in poi, dovrà valutare caso per caso quanto la «meccanica» possa incidere sulla prestazione dell'atleta. A Losanna, il Tas ha preso in considerazione la globalità del problema, non solo l'aspetto tecnologico. Non sarà più possibile escludere un atleta a priori.
Ora dovrà guadagnarsi la qualificazione per Pechino. Il minimo sui 400 è fissato a 45''55, deve abbassare il suo record di un secondo. E non c'è molto tempo.
La bellezza dello sport è riuscire a migliorarsi, ho grandi speranze anche se sarà durissima. Mi aspettano settimane di intenso lavoro per tornare in forma. Ho saltato la stagione in Sudafrica e un paio di corse internazionali, ho tempo fino a luglio e ci proverò fino in fondo. L'obiettivo è grandissimo.
La sua vita sta per essere stravolta?
Dovrò allenarmi e basta. Domenica rientrerò in Sudafrica e a fine giugno tornerò in Europa per gareggiare. Mi attendono due gare di qualificazioni alle Paralimpiadi, in Olanda e Germania, dove dovrei ottenere i tempi minimi per 200 e 400 metri; poi sarò a Milano, il 2luglio, e a Roma, per il Golden Gala, l'11. Ho altre offerte per un terzo meeting, dovrei andare a Lucerna. Lì mi giocherò l'accesso ai Giochi.
E se non ce la facesse a qualificarsi?
Non sarebbe un dramma. Se non sarà Pechino, sarà Londra nel 2012. Mi basta correre perché mi fa sentire libero di esprimere le mie emozioni e la mia aggressività a prescindere che sia davanti a migliaia di spettatori o in uno stadio vuoto.
Non crede che Pechino possa essere la sede meno indicata per la sua impresa? Le violazioni dei diritti umani, la censura e la repressione in Tibet sembrano stridere con la realizzazione del suo sogno.
Ve l'ho detto, lo sport deve unire. La politica deve restarne fuori.
Amen
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