sabato, aprile 05, 2008

 

"Fiamma Frankenstein" non è antisemita

La notizia, oltre a non avere nulla a che fare con Sudafrica 2010, è pure vecchia, ma credo che sia sfuggita a molti (me compreso). Qualche settimana fa, Vauro ha pubblicato sul Manifesto una vignetta (la vedete qui a sinistra) in cui ironizza sulla coesione, nella stessa lista elettorale, di un'ebrea come Fiamma Nirenstein e di alcuni fascisti dichiarati come Giuseppe Ciarrapico e Alessandra Mussolini. Si chiama "diritto alla satira". Eppure, da New York, è addirittura partita una lettera di Abraham Foxman, direttore dell’Anti-Defamation League, in cui si chiedono ufficialmente le scuse della direzione del quotidiano: "Ci riteniamo oltraggiati dal fatto che il manifesto abbia pubblicato una vignetta indiscutibilmente antisemita.
Sia che fosse o meno intenzionale, l’effetto del disegno è l’associazione degli ebrei ai fascisti che li hanno perseguitati, denigrando il Pdl associandolo agli ebrei e sottolineando la presenza di un ebreo italiano nella lista elettorale. In ogni caso il risultato è lo stesso: antisemitismo".
Davvero, sono senza parole.
Ecco cosa scriveva ieri sul Manifesto
Mariuccia Ciotta:

L'Ordine contro Vauro
Ma «Fiamma Frankenstein» non è antisemita
A volte è difficile rispondere al corrosivo Vauro, essere oltraggiosi come lui, contestargli qualche cattiveria di troppo e sfidarlo nel suo diritto alla satira, ma non questa volta. Perciò non comprendiamo il perché del procedimento disciplinare aperto a suo carico dall'Ordine dei giornalisti del Lazio. Anzi. Siamo sorpresi e indignati. La vignetta contestata è uscita il 13 marzo 2008 con il titolo «Mostri elettorali» e presenta la caricatura della giornalista Fiamma Nirenstein all'indomani del «caso» Ciarrapico, suo compagno di lista, immortalato sulle prime pagine dei giornali in un gagliardo saluto romano. L'imprenditore dichiarava di sentirsi ancora fascista, e la giornalista, ebrea, affermava poi di non sentire disagio per quella impropria vicinanza. Mentre noi sì, sentivamo disagio per lei. Da qui la vignetta di Vauro che la vede trasformata in una creatura dagli innesti disarmonici, «Fiamma Frankenstein». Non più lei, ma un «mostro elettorale» che esibisce sul petto tre simboli incompatibili tra loro: la stella di David, il fascio littorio e il simbolo del Pdl. Nel comunicato dell'Ordine, si contesta a Vauro di aver dato «della fascista a una ebrea». Siamo sempre stati contro un'accusa del genere rivolta agli ebrei, anche nella più dura polemica contro la politica di Israele. E invitiamo l'Ordine a riconsiderare il senso della vignetta pubblicata dal manifesto. Che è l'esatto opposto: come può un'ebrea legarsi, seppure elettoralmente, a un fascista (anzi a più di uno)? La vignetta esprime amarezza e scandalo, Vauro non crede ai propri occhi, tanto che la punta della sua matita impazzisce e disegna i contorni deformati di una persona che ha concesso il suo nome a un'altra, non limpida, «fiamma».

Si tratta di una situazione talmente kafkiana da non meritare quasi commento. Solo una battuta di Fiamma Nirenstein, per chiudere: "Sono certa che Vauro mi odia perché mi sono sempre schierata a favore di Israele".
Sarebbe comica, se me la fossi inventata.

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Comments:
Un'intimidazione vera e propria
Ci ho fatto pure un post
http://pensatoio.ilcannocchiale.it/post/1838157.html
 
Sì, in effetti arrivo con un po' di ritardo...
;-)
E poi parlavano dell'"accozzaglia" che, secondo loro, sarebbe stata la coalizione del centrosinistra...
 
che cosa brutta. ottime le reazioni del "manifesto" e di vauro stesso.

tuttavia, rimane il dubbio se siano di più i neofascisti che vedono ebrei ovunque, o se li battano gli ebrei che vedono neofascisti ovunque.
 
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